|

IV domenica anno C
In quel
tempo Gesù prese a dire nella Sinagoga: «Oggi si è adempiuta questa
Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi». Tutti gli rendevano
testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano
dalla sua bocca e dicevano: «Non è il figlio di Giuseppe?». Ma egli
rispose: «Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso.
Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fàllo anche qui, nella tua
patria!». Poi aggiunse: «Nessun profeta è bene accetto in patria. Vi
dico anche: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il
cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in
tutto il paese ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova
in Sarepta di Sidone. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del
profeta Eliseo ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro».
All'udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; si
levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio
del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal
precipizio. Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.
(Lc 4,21-30)
|
 
|