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a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

diaconicomo


 

SERVI PER VOCAZIONE

L’esperienza più importante di questi primi decenni dal ripristino del ministero diaconale è che con questa grazia si può condurre a un profondo rinnovamento del tessuto cristiano delle comunità ecclesiali mediante la testimonianza della carità

diacono FRANCO PANETTA

 

IL MINISTERO ORDINATO

«Cristo Signore, per pascere e sempre più accrescere il popolo di Dio, ha stabilito nella sua Chiesa i vari ministeri, che tendano al bene di tutto il corpo. I ministri, infatti, che sono rivestiti di sacra potestà, servono i loro fratelli, perché tutti coloro che appartengono al popolo di Dio e perciò hanno una vera dignità, tendano liberamente e ordinatamente allo stesso fine e arrivino alla salvezza».

Il sacramento dell’Ordine “configura a Cristo in forza di una grazia speciale dello Spirito Santo, allo scopo di servire da strumento di Cristo per la sua Chiesa”. Per mezzo dell’ordinazione si viene abilitati ad agire come rappresentanti di Cristo, capo della Chiesa, nella sua triplice funzione sacerdotale. L’atto sacramentale dell’ordinazione va al di là di una semplice elezione, designazione, delega o istituzione da parte della comunità, poiché conferisce un dono dello Spirito Santo, che permette di esercitare una potestà sacra, che può venire soltanto da Cristo, mediante la Chiesa. «L’inviato del Signore, Vescovo, Presbitero, Diacono, parla e agisce non per autorità propria, ma in forza dell’autorità di Cristo. Nessuno può conferire a se stesso la grazia, essa deve essere data e offerta. Ciò suppone che vi siano ministri della grazia, autorizzati e abilitati da Cristo».

Il   sacramento del Ministero Apostolico comporta tre gradi: “Il ministero ecclesiastico di istituzione divina viene esercitato da quelli che già anticamente sono chiamati Vescovi, Presbiteri, Diaconi; essi sono resi partecipi della funzione di mediazione sacerdotale, potendo parlare e agire secondo una diversa intensità di partecipazione alla pienezza dell’unico sommo ed eterno Sacerdote Christi Capitis”.

Insieme ai Presbiteri e ai Diaconi che prestano il loro aiuto, i Vescovi hanno ricevuto il ministero pastorale della comunità e presiedono, in luogo di Dio, quali maestri di dottrina, sacerdoti del sacro culto e ministri di governo.

 

L’ORDINE

DEL DIACONATO

Il   servizio dei Diaconi nella Chiesa è documentato fin dai tempi apostolici. Una consolidata tradizione, attestata già da Sant’Ireneo (I-LI sec.), e confluita nella liturgia di ordinazione, ha visto l’inizio del diaconato nell’evento dell’istituzione dei “Sette”, di cui parlano gli Atti degli Apostoli (6, 1-6).

Nel grado iniziale della sacra gerarchia stanno quindi i Diaconi, il cui ministero è stato sempre tenuto in grande considerazione e onore nella Chiesa. L’istituzione diaconale fu fiorente, nella Chiesa d’Occidente, fino al V-VI secolo; poi, per varie ragioni, essa conobbe un lento declino, finendo con il rimanere solo come una tappa intermedia per i candidati dell’ordinazione presbiterale.

  Il Concilio di Trento (XV sec.) dispose che il diaconato venisse ripristinato come era anticamente, ma tale prescrizione non trovò concreta attuazione. Fu il Concilio Vaticano II a stabilire che il diaconato potesse essere ripristinato come grado proprio nella gerarchia ed essere conferito a uomini di età matura, anche sposati, così pure a giovani idonei per i quali però deve rimanere in vigore la legge del celibato secondo la tradizione cattolica. Tale legge è applicabile anche nel caso in cui il Diacono sposato restasse vedovo. Paolo VI con la lettera Apostolica «Sacrum Diaconatus Ordinem” (18-06-1967) dà le regole generali per la restaurazione del diaconato nella Chiesa latina. L’anno successivo, con la costituzione apostolica “Pontificalis Romani Recognitio” approva il nuovo rito per il conferimento dei sacri ordini dell’Episcopato, del Presbiterato e del Diaconato. Il Diaconato è stato dunque uno dei frutti del Concilio Ecumenico Vaticano Il portando ad una nuova attuazione del quadro completo della gerarchia, tradizionalmente composta dal Vescovo, dal Presbitero ed dal Diacono.

Il Diaconato perciò arricchisce la Chiesa poiché gli uomini chiamati al ministero, sia nella vita liturgica e pastorale, sia nelle opere sociali e caritative “sono fortificati per mezzo dell’imposizione delle mani e sono strettamente uniti all’altare per poter svolgere fruttuosamente il loro ministero con l’aiuto della grazia sacramentale. Da ormai oltre trent’anni il diaconato è diventato una realtà nella nostra Chiesa italiana. Nell’arco del trentennio trascorso, varie Chiese Particolari, tra le quali la nostra Diocesi, hanno promosso il ripristino (lei Diaconato: attualmente si contano più di 1000 Diaconi ordinati in almeno più di 100 Diocesi, impegnati in forme diverse di ministero. Non sono tuttavia mancate le difficoltà, alcune già note nella storia più antica, anche se oggi presenti in forme nuove. Il Diacono partecipa al servizio ecclesiale secondo l’ordine ricevuto: non per presiedere l’Eucaristia ma per sostenere la presidenza del Vescovo o del Presbitero. I Diaconi, secondo la loro grazia specifica, che li configura a Cristo servo, ricordano ai Vescovi e ai Presbiteri la natura ministeriale del sacerdozio. L’esperienza più importante di questi primi decenni, dal ripristino del ministero diaconale, è che con questa grazia si può condurre a un profondo rinnovamento del tessuto cristiano delle comunità ecclesiali mediante la testimonianza della carità. Il senso del diaconato e il suo esercizio devono essere visti in relazione ad una Chiesa che cresce nella consapevolezza di essere Chiesa missionaria. Giovanni Paolo Il a più riprese si è occupato del diaconato, offrendo importanti precisazioni dottrinali e pastorali. Ai diaconi italiani ha rivolto un invito a guardare con occhi di fede questo ministero, per averne una vera comprensione ecclesiale e, riprendendo i motivi conciliari, afferma che si deve applicare anche a questi ministri la partecipazione effettiva ai tria munera sacerdotali: “Il Diacono nel suo grado personifica Cristo servo del Padre, partecipando perciò alla triplice funzione del sacramento dell’Ordine Sacerdotale”. Perciò il Diacono, a buon titolo, “è sacerdote nel primo grado dell’Ordine Sacro, è maestro in quanto proclama e illustra la Parola di Dio, è santificatore in quanto amministra il sacramento dei Battesimo, dell’Eucaristia, del Matrimonio e dei Sacramentali; è guida in quanto è animatore di comunità o di settori della vita ecclesiale. Infine, i tradizionali compiti liturgici del Diacono sono di mediazione: chi porta all’altare le offerte di comunione del popolo è colui che porta ai fedeli il Corpo di Cristo per la Comunione; chi nell’Eucaristia dispensa la carità di Cristo ai fratelli è colui che dispensa ai poveri il frutto di questa carità. Con la loro vocazione a servire la parola di Dio, la comunità e i poveri, i Diaconi sono il segno storico della continua, servizievole e discreta diaconia di Dio che la Chiesa compie nel mondo.



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.37.23

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