Quinto incontro

 

Un giovane se ne va triste

 

Ci sono persone che capiscono al volo quando qualcuno merita fiducia, per quello che dicono e per quello che fanno. Ne abbiamo gia conosciuto qualcuna.

Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni, i pescatori del lago di Galilea, ma anche Levi, il pubblicano che riscuoteva le tasse per conto dell’imperatore di Roma, sono chiamati da Gesù ed invitati a seguirlo: capiscono che quell’uomo che li chiama non è il solito avventuriero o un ciarlatano che racconta frottole; si fidano di lui, lasciano tutto e lo seguono.

Ci sono però altre persone che non hanno questa capacità: hanno bisogno di tempo, hanno bisogno di chiedere spiegazioni e di capire.

Vediamo oggi il caso di un giovane che incontra Gesù, un giovane, diremmo oggi, perbene, preoccupato di sapere che cosa bisogna “fare” per avere la vita eterna, il paradiso.

Ci facciamo aiutare dal resoconto di un terzo “giornalista” dei primi tempi della Chiesa, ebreo dalla testa ai piedi, profondo conoscitore delle Sacre Scritture. Si chiama Matteo: si, è proprio lui, quel Levi, il pubblicano, che ha lasciato tutto per seguire Gesù.

 

Il giovane ricco

 

     16 Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: “Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna? ”. 17 Egli rispose: “Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti”. 18 Ed egli chiese: “Quali? ”. Gesù rispose “ Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, 19 onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso”. 20 Il giovane gli disse: “Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora? ”. 21 Gli disse Gesù: “Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dàllo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”. 22 Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.

A differenza degli altri incontri che abbiamo visto finora, qui sembra quasi che non sia Gesù a prendere l’iniziativa: lascia che sia il giovane ad incontrarlo e a farli le domande ma, in realtà è Gesù che si lascia incontrare e fa nascere nel cuore del giovane le domande importanti. “Che cosa devo fare per avere la vita eterna? I comandamenti li ho sempre osservato! Che cosa devo fare di più?”

Anche noi alle volte ci facciamo queste domande, anche noi ripetiamo, come il giovane, di aver sempre osservato le leggi, di essere stati onesti, di non aver mai fatto del male ad alcuno; ma, evidentemente questo non basta a farci felici perché sentiamo che ci manca qualcosa.

Che cos’è quel “qualcosa” che ci manca e che potrebbe riempire il nostro cuore di gioia? Ci manca la cosa più importante, ci manca il coraggio di fidarci di lui, di Gesù; il coraggio di mettere Gesù al di sopra e prima di ogni altra cosa al mondo; il coraggio di rinunciare a tutti i beni del mondo, se è necessario, per non perdere il bene più prezioso di tutti, l’amicizia di Gesù. Chi ha questo coraggio, chi sa fidarsi di Gesù ed è pronto a rinunciare a tutto il resto, anche alle cose che più ci piacciono, chi ha questo coraggio è la persona più felice del mondo; la gioia abita nel suo cuore.

Pensate a San Francesco: per amore di Gesù egli ha rinunciato a tutte le ricchezze e all’eredità del padre, si è fatto povero, ma era l’uomo più felice di questa terra, perché aveva nel cuore un tesoro prezioso: Gesù.

Gesù chiede al giovane ricco di vendere quello che possedeva e di dare il ricavato ai poveri, gli chiede di fidarsi di lui e di seguirlo, per acquistare un tesoro ben più grande, in cielo.

Ma questo giovane non ha il coraggio di seguire l’invito di Gesù e se ne andò triste, perché aveva molte ricchezze.

Aveva capito che seguendo Gesù avrebbe trovato la vera gioia ma non aveva avuto il coraggio di lasciare le sue ricchezze. E la sua vita proseguì nella tristezza.

Tutto questo vale anche per noi, perché l’attaccamento alle cose di questo mondo, ai soldi, alle comodità, ai nostri giochi e a tutte le cose di cui sono piene le nostre case, ci allontanano da Gesù: la paura di perdere tutte queste cose ci impedisce di fidarci dell’unica persona che possa darci la vera gioia.

 

Ad alcuni Gesù chiede di lasciare ogni cosa e di dedicare tutta la vita al bene dei propri fratelli. Ci sono persone che hanno questa forza.

Ne conosci qualcuna?

A te che cosa chiederà Gesù? (dal catechismo “Venite con me”, pag. 13)