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diaconicomo |
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Quattordicesimo
incontro
La tua fede
ti
ha salvato
Molte persone invitavano Gesù nella propria casa ed egli accoglieva sempre l’invito perché il suo desiderio era di portare la salvezza a tutti. Frequentava i poveri ed i peccatori ma accettava anche la compagnia dei ricchi. Così un sabato venne invitato da un ricco fariseo, di nome Simone, il quale, come tutti gli ebrei, considerava motivo di grande merito, davanti a Dio, avere a tavola un maestro di passaggio. Durante i banchetti, poi, era usanza lasciare aperta la porta di casa e perciò i vicini ed i passanti potevano entrare a curiosare. Quel giorno entrò nella casa di Simone una donna, conosciuta da tutti come una peccatrice. Essa non si accontenta di curiosare ma si avvicina a Gesù, si accoccola ai suoi piedi, li cosparge di profumo e, pentita dei suoi peccati, comincia a piangere. Ma sentiamo, direttamente dalla parola del nostro corrispondente San Luca, detto anche l’evangelista, come si svolsero i fatti.
Oltre Gesù, in questo brano, ci sono altri due personaggi importanti, Simone e la donna: entrambi hanno a che fare con Gesù ma quant’è diverso il loro comportamento nei suoi confronti. E’ Gesù stesso che lo rivela quando rimprovera a Simone di non averlo accolto con i gesti che invece ha compiuto la donna (…”non mi hai dato l’acqua per i piedi…non mi hai cosparso il capo di profumo…come ha fatto questa donna!). Ma San Luca vuole sottolineare anche il diverso modo di pensare, nei confronti della donna, da parte di Simone e da parte di Gesù: Simone vede in questa donna soltanto una peccatrice mentre Gesù guarda al suo pentimento e vede in lei riconoscenza ed un grande amore. Simone ha certamente una grande stima di Gesù ma non prova, nei suoi riguardi, alcun senso di riconoscenza e di gratitudine a differenza della donna. Come mai questo? Simone, il fariseo, riteneva di essere una persona giusta, un uomo dabbene e senza peccati. Credeva di essere a posto davanti al Signore e di non aver bisogno di alcun perdono; faceva qualche opera buona ed osservava tutte le leggi. Non ha bisogno di Gesù, che è venuto a portare la salvezza a tutti, e perciò non prova alcun senso di riconoscenza verso di lui. La donna, invece, riconosce la gravità del suo peccato; è pentita e crede in Gesù: sa che Gesù può perdonarla e restituirle la serenità e la pace e perciò dimostra amore e riconoscenza verso di lui. Senza dire una parola, piange e Gesù, che legge nei cuori, sa che cosa la peccatrice vuole e le dona il perdono e la pace.
Il peccato è il male più grande che affligge ciascuno di noi: ci rende tristi e toglie dal nostro cuore la gioia che ci viene dall’amicizia con Dio. Nessuno può dire di essere senza peccato e di non aver bisogno di essere perdonato. Ma Gesù è venuto per guarirci da questo grande male. Egli ci perdona e ci restituisce la pace: è necessario però che noi abbiamo fiducia in lui, riconosciamo di essere peccatori e ci affidiamo alla sua bontà.
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