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Dodicesimo incontro

 

Un lieto messaggio

per i poveri

 

Il sabato, per gli ebrei, è giorno di festa, un po’ come per noi cristiani lo è la domenica. Anche gli ebrei si riuniscono nelle sinagoghe  delle città e dei paesi per ascoltare la lettura e la spiegazione della Bibbia. Anche Gesù, insieme con la sua famiglia, di sabato si recava alla sinagoga. Da un po’ di tempo Gesù aveva però iniziato la sua vita di predicazione; si era fatto battezzare da Giovanni il Battista nel Giordano; si era ritirato nel deserto a digiunare e pregare e qui era stato tentato da Satana. Ora aveva iniziato a girare per città e villaggi predicando una lieta notizia.

Vediamo, dalle parole del cronista-evangelista Luca, in che cosa consiste questo lieto messaggio.

 

 

16 Un giorno Gesù si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. 17 Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:  

18 Lo Spirito del Signore è sopra di me;  per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, 19 e predicare un anno di grazia del Signore.”

20 Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. 21 Allora cominciò a dire: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”.

 

 

 

Gesù, con queste ultime parole (“oggi si è adempiuta questa Scrittura…”) si presenta come il Cristo, il Messia, il Salvatore promesso da Dio al suo popolo per mezzo dei profeti.

Queste parole provocarono una grande agitazione e molto disappunto tra i concittadini di Gesù che si stupivano per quelle parole. Era della loro stessa città, parlava la loro lingua, era il figlio del falegname Giuseppe e di Maria, molti lo avevano conosciuto fin da piccolo, altri erano cresciuti con lui, erano stati suoi compagni di scuola e di gioco! Come poteva ora sostenere di essere addirittura il Messia atteso per tanti secoli dal popolo d’Israele? Alla fine cacciarono Gesù fuori della città e lo condussero sul ciglio di un monte per gettarlo giù dal precipizio. Ma Gesù passando in mezzo a loro se ne andò.

 

Gesù parla con autorità. Occorre avere una grande fede in Gesù. È necessario fidarsi di lui ed aprirgli il nostro cuore per poter accogliere il messaggio di salvezza e di speranza che egli è venuto a portare nel mondo. Solo chi ha un cuore semplice e ben disposto ad ascoltare può accogliere questo lieto messaggio, diventare discepolo di Gesù e vedere le sue opere meravigliose.

Il lieto messaggio di Gesù è un messaggio che annunzia la liberazione dei prigionieri, la vista ai ciechi, la libertà agli oppressi del mondo, ed il perdono dei peccati, perché Dio ama gli uomini e vuole liberarli da ogni loro povertà e sofferenza.

Tutti gli uomini sono poveri agli occhi di Dio; davanti a lui nessuno può dire di non essere bisognoso. “Abbiamo bisogno di tutto: della salute per vivere, della luce per vedere, della forza per sperare, del perdono per amare”. Molti uomini però, nella loro superbia o a causa della loro ignoranza, non vogliono riconoscere la loro povertà davanti a Dio e chiudono il cuore al messaggio di Gesù.

Soltanto chi riconosce la sua condizione di povertà e di bisogno e si affida al Signore può conoscere il suo amore e la sua predilezione .

 

Impariamo a pregare con la preghiera dei poveri del Signore:

 

 

Vieni, Signore,

e mostraci la tua bontà

 

Signore, tendi l’orecchio, rispondimi,

perché io sono povero e infelice.

2 Custodiscimi perché sono fedele;

tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera.

 

Vieni, Signore,

e mostraci la tua bontà

 

3 Pietà di me, Signore,

a te grido tutto il giorno.

4 Rallegra la vita del tuo servo,

perché a te, Signore, innalzo l’anima mia.

5 Tu sei buono, Signore, e perdoni,

sei pieno di misericordia con chi ti invoca.

 

Vieni, Signore,

e mostraci la tua bontà

 

6 Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera

e sii attento alla voce della mia supplica.

7 Nel giorno dell’angoscia alzo a te il mio grido

e tu mi esaudirai.

 

Vieni, Signore,

e mostraci la tua bontà

 

8 Fra gli dei nessuno è come te, Signore,

e non c’è nulla che uguagli le tue opere.

9 Tutti i popoli che hai creato verranno

e si prostreranno davanti a te, o Signore,

per dare gloria al tuo nome;

10 grande tu sei e compi meraviglie:

tu solo sei Dio.

 

Vieni, Signore,

e mostraci la tua bontà

 

11 Mostrami, Signore, la tua via,

perché nella tua verità io cammini;

donami un cuore semplice

che tema il tuo nome.

12 Ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore

e darò gloria al tuo nome sempre,

13 perché grande con me è la tua misericordia:

dal profondo degli inferi mi hai strappato.

 

Vieni, Signore,

e mostraci la tua bontà

 

14 Mio Dio, mi assalgono gli arroganti,

una schiera di violenti attenta alla mia vita,

non pongono te davanti ai loro occhi.

15 Ma tu, Signore, Dio di pietà, compassionevole,

lento all’ira e pieno di amore, Dio fedele,

16 volgiti a me e abbi misericordia:

dona al tuo servo la tua forza,

salva il figlio della tua ancella.

 

Vieni, Signore,

e mostraci la tua bontà

 

17 Dammi un segno di benevolenza;

vedano e siano confusi i miei nemici,

perché tu, Signore, mi hai soccorso e consolato.