diaconicomo

 

 

Home page    | Catechesi

 

Undicesimo incontro

E’ Natale:

viene tra noi il Salvatore

 

 

 

E’ Natale.

Si può dire che sia una festa di famiglia: Dio infatti viene a far visita ai suoi figli, viene a stare con noi, ci parla di sé, ci racconta della sua casa, quella dei cieli, che è anche la nostra casa, quella che ci aspetta alla fine della nostra storia, qui, sulla terra. Gesù, il Figlio di Dio, nasce nella povertà di una piccola famigliola di ebrei, in una notte qualsiasi della storia degli uomini, e viene deposto in una mangiatoia: Gesù ha creato il mondo ma per lui non si riesce a trovare un alloggio in albergo, non c’è posto per lui nel mondo dei ricchi.

Nasce in mezzo a povera gente, in mezzo a dei semplici pastori ma, stranamente, sono proprio essi a riconoscerlo come il Messia, inviato da Dio per la salvezza del suo popolo e sono presi da una grande gioia.

 

 I grandi, i potenti della storia, il re Erode ed i sacerdoti d’Israele, all’annunzio della nascita di Gesù, sono presi da paura, temono di perdere il loro potere e non sono capaci di riconoscerlo come l’inviato di Dio, colui che il popolo d’Israele attendeva ormai da tanti secoli e che i profeti avevano preannunziato in tante occasioni.

 

Le letture che ascoltiamo nel tempo di Natale ed in particolare le profezie di Isaia ed i vangeli, ci parlano di una grande luce che viene a risplendere nel mondo.

 

 

 

“Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce;

su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse”

(Isaia 9,1)

 

Voi sapete che una luce, per quanto piccola, come può essere la fiammella di una candela, portata in un luogo immerso nel buio riesce a rischiarare l’ambiente e ci permette di muoverci con sufficiente sicurezza senza il rischio di inciampare o di urtare un ostacolo. Il buio, le tenebre non riescono a resistere alla luce, anche la più piccola ed esile: quando sorge il sole la notte scompare e, con la notte, scompaiono anche le paure degli uomini.

Il cuore degli uomini, spesso, a causa del male, della cattiveria, dell’egoismo, a causa cioè del peccato, vive come immerso nel buio e nelle tenebre. La paura si impadronisce di noi.

Gesù è venuto a liberare il nostro cuore dalla paura e dal peccato. Egli è la grande luce che è venuta nel mondo a rischiarare le tenebre degli uomini, per liberarli dalla cattiveria e dal peccato e donare loro la grande gioia della sua amicizia e dell’amore di Dio.

 

 

 

“Non temete,”  - disse l’angelo ai pastori –

ecco vi annunzio una grande gioia

che sarà di tutto il popolo;

oggi vi è nato, nella città di Davide,

un salvatore, che è il Cristo Signore”

 

La luce e la salvezza che Gesù ha portato nel mondo con la sua venuta tra noi non sono riservati al popolo d’Israele, che aveva atteso la sua venuta per tanto tempo, ma sono per tutti gli uomini, per tutti i popoli, di qualunque razza, lingua e cultura. E’ la festa dell’Epifania che ci ricorda questo grande avvenimento: i Magi, infatti, che provenivano da diverse parti del mondo, rappresentano tutti i popoli della terra ai quali Dio rivolge l’invito ad accogliere Gesù come il Salvatore.

A Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, al quale era stato predetto che prima di morire avrebbe visto il Messia tanto atteso. Ispirato dallo Spirito Santo egli si recò al tempio mentre Giuseppe e Maria vi portavano il bambino Gesù. Egli lo prese tra le sue braccia e ringraziò Dio con queste parole:

 

 

 

“Ora lascia, o Signore,

che il tuo servo vada in pace

secondo la tua parola,

perché i miei occhi hanno visto

la tua salvezza, preparata da te

davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti

e gloria del tuo popolo Israele”

 

Gesù è la luce che rischiara il cammino di tutti i popoli; egli porta la salvezza ad ogni uomo e chiunque lo accoglie con fede e riconosce in lui il Salvatore, il Figlio di Dio venuto a vivere con noi, diventa suo discepolo.