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a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

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Santuario della Madonna di Tirano

 

OMELIA S. Messa del 19 settembre 2004

Mons. Alessandro Maggiolini

 

 

I malati davanti a Maria

 

Cari fedeli, siete riuniti / siamo riuniti sul Piazzale del santuario sul terreno del quale pose i piedi Maria in una apparizione di cinquecento anni fa e che ci prepariamo a festeggiare nel prossimo periodo.

Lasciate che, a modo di commento che inclini preghiera, vi dia quattro spunti di riflessione.

 

1. il dolore è di tutti.

L’atmosfera culturale in cui viviamo finge continuamente un’allegria che nasconde molta tristezza. Si stende come uno scenario ridanciano dietro il quale non è difficile talvolta avvertire singhiozzi di dolore. Dietro risate a comando si consumano rovelli e lacrime che si fatica ad ammettere. Sofferenze fisiche. Sofferenze psichiche. Sofferenze Spirituali. E tutto si aggroviglia in una spirale che somiglia molto a un labirinto da cui non si sa uscire,e le forze vengono meno. E il problema del male non è solubile con le sole capacità umane. Basta mettersi a parlare con un amico di strada di cose che lontanamente attengono al cuore e all’anima e dopo qualche minuto si finisce per misurarsi sugli interrogativi supremi della vita. Perchè il male? Perché a me? Perché il Signore mi ha fatto esistere ? Perché questa pena di essere nato ? La risposta più umana a questa sciarada è Maria.

 

2. Oltre il pietismo.

Accostare il dolore e viverlo in prima persona è gesto terribilmente difficile e oneroso. E’ del tutto agevole con voce mielata di pietismo, quando si è sani e si è dall’altra parte della spalliera del letto della sofferenza. Altra cosa quando quella che dovrebbe essere la rugiada e spesso invece diviene la gragnola delle consolazioni cade su una sofferenza che non si è ancora capaci di accettare. E sorge dall’intimo dell’animo addirittura la tentazione della bestemmia appena a tempo raffrenata magari per l’educazione religiosa che si è ricevuta. Sì,perché talvolta non si riesce nemmeno a capire in questo gran teatro del mondo quali siano i peccati compiuti e di che cosa bisogna invocare perdono. Ma bisogna invocare perdono, poiché il Signore ci ha detto che è andato in croce per tutti: perché “tutti gli uomini siano salvati” dal solo Mediatore tra Dio e gli uomini che è l’uomo Gesù. Soltanto avvicinandosi a Cristo morto e risorto si placa l’onda della rivolta nei confronti di Dio e si evita di cadere nell’assurdo, nell’orrido nulla. L’orrido nulla che si trasforma nelle braccia materne della Madonna.

 

3. Osare il miracolo.

Non bisognerà lasciarsi prendere dalla paura o dalla vergogna quando davanti al Signore ,accompagnati da sua Madre, si prega invocando il miracolo. Il miracolo non solo è possibile ma va richiesto: che io veda; che io oda; che io cammini, che mi si spacchi il cuore di pietra che rende insensibile la vita e toglie valore a ogni bellezza. E’ strano: il fattore della parabola è talmente largo nella misericordia che si lascia defraudare dagli operai dal fattore nel debito perdonarci che noi di essere perdonati: a condizione che togliamo tutte le riserve della nostra tracotanza e ci mettiamo in ginocchio per ricevere la remissione delle colpe .Il miracolo viene compiuto non sempre a modo nostro: uno va a Lourdes perché ha un cancro addosso e il cancro gli viene lasciato,ma torna a casa cambiato perché adesso,attraverso l’intercessione di Maria ,il cuore è disposto a dir di sì al Signore anche quando l’istinto direbbe “sia fatta la mia volontà,non la tua, o Signore”; però sei tu che conosci il mio vero bene.

 

 4.  A favore della Chiesa

Beato chi,infermo,riesce a intuire e a sperimentare un poco la beatitudine di coloro che si uniscono a Cristo completando la sua passione a favore della Chiesa. In modo misterioso il Signore Gesù ci prende con sé sulla croce e vuole che collaboriamo alla salvezza dei fratelli, anche dei più lontani, anche dei più dispersi, anche dei più errabondi, smemorati e superficiali.

Allora il dolore si rivela motivo di salvezza con Cristo. E si rivela possibile perché è compiuto in unità con il redentore e con l’accompagnamento della Madonna ai piedi della croce.

La Madonna che dice al Beato Mario “ Non avrastu pagura” ; “bene avrai”.

Maria ,procuraci il bene che soltanto il tuo Figlio può regalarci dal tormento della Croce. Grazie a te. Grazie a Gesù .

 

AMEN.

                                                                                              Mons. Alessandro Maggiolini

                                                                                                          Vescovo di Como

 



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.59.03

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