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DAL MONDO
DIACONI IN
OCEANIA
Moorea è
un’incantevole isola distante 17 chilometri da Tahiti,
anch’essa parte della Polinesia francese. Siamo in pieno
Oceano Pacifico, in un’area costellata da innumerevoli piccole
isole distanti l’una dall’altra talvolta migliaia di
chilometri. Mooroa fa eccezione, è la più vicina alla sede
centrale della diocesi retta dal vescovo mons. Itchel
Coppenrath. Le distanze hanno “costretto” a una soluzione
intelligente: concentrare i pochi preti nel centro dove è più
facile raggiungere la lontana periferia per periodi piuttosto
lunghi, affidando le comunità locali a 17 diaconi permanenti.
Roger Oopa, 53
anni, è uno di essi. Con orgoglio - e a ragione - presenta sua
moglie: «Abbiamo dieci figli nostri, e ne abbiamo adottati
altri cinque. Tra questi ultimi, una s’è fatta suora». Poi
accenna un ampio sorriso. Uno dei suoi figli sta per entrare
in seminario. «Il vescovo m’ha affidato la cura pastorale di
quest’isola. I preti sono pochi e possono venire soltanto
saltuariamente, ma le quattro grosse comunità che vivono sui
63 chilometri di perimetro di Moorea hanno una vita di fede e
di preghiera molto intensa, e questo richiede l’esercizio dei
ministeri
Quello diaconale
è tra i più importanti: permette la vita eucaristica, anche se
in maniera necessariamente limitata. Dal nostro vescovo
abbiamo imparato quanto sia importante la preghiera e la
consapevolezza della vicinanza di Dio a ciascuno di noi, alla
nostra vita. A Moorea - come su tutte le isole del Pacifico -
la vita non è facile, e la fatica di condurre un’esistenza
dignitosa si scontra costantemente con l’estrema scarsità del
lavoro disponibile e con le tradizioni di scarsa fedeltà
coniugale, da parte soprattutto dei mariti.
Il matrimonio
felice e fedele dei coniugi Oopa costituisce forse la
presentazione più valida per la comunità dell’isola. Sono i
preti a dirlo: «La sua vita familiare, la dedizione semplice e
appassionata al suo ministero, l’accoglienza cordiale e del
tutto spontanea con la quale hanno accolto in casa come figli
altri cinque orfani li ha trasformati in un esempio vivente.
La loro presenza e fede umile è semplicemente fonte di
sicurezza».
da MONDO
E MISSIONE - ottobre i 1996 |