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a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

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DIACONATO PERMANENTE IN DIOCESI

Diaconato, famiglia, lavoro

Sin da quando mi è stato proposto il cammino di preparazione al diaconato permanente, mi sono chiesto tante volte se era possibile conciliare i miei doveri di marito e di padre, le mie responsabilità professionali di ginecologo e gli impegni che mi sarei assunto con l’ordinazione.

Ma perché essere ordinato diacono? Non bastava, forse, vivere il mio impegno cristiano in famiglia, in ospedale, in parrocchia? Dal momento in cui Dio mi ha dato la grazia d’incontrarlo facendomi sperimentare il Suo amore di Padre, ho sentito crescere in me di giorno in giorno l’esigenza di rispondere a questo amore sforzandomi di seguire la strada che Egli mi indicava.

In primo luogo il Signore mi ha guidato a costruire una famiglia, donandomi Daniela, una compagna fatta a posta per me, con cui condividere il cammino di fede. Ho compreso che è attraverso di lei che il Signore mi ama e che è insieme a lei che mi chiama ad amare gli altri. Abbiamo scoperto insieme che la grazia del sacramento del matrimonio, per agire e portare frutti, ha bisogno del nostro impegno costante a migliorare la nostra relazione d’amore e a metterla sempre al primo posto. Solo la fedeltà a questo stile di vita a cui ci sentiamo chiamati, ci rende capaci di metterci al servizio dei nostri figli e degli altri, ma soprattutto delle coppie di sposi, annunciando e sforzandoci di testimoniare il “Vangelo del Matrimonio” di cui il mondo ha tanto bisogno. Ogni giorno scopriamo sempre di più la grazia che ci viene dai due sacramenti, l’Ordine e il Matrimonio, e siamo affascinati nel constatare come l’uno dà vitalità all’altro ed entrambi ci confermano nel nostro cammino donandoci fiducia e speranza.

Anche nell’ambito professionale ho potuto constatare la presenza di Dio che mi ha sostenuto, prima nei difficili anni dell’università e poi dandomi il coraggio e la forza, ma anche l’entusiasmo e la gioia di mettermi al servizio della vita.

   Avevo la famiglia e il lavoro che desideravo, mi impegnavo anche in varie parrocchie per la preparazione dei fidanzati al matrimonio. Ero, come si dice, un “laico impegnato”. Non mi mancava nulla! Eppure mi sembrava ancora che il Signore non si accontentava di quello che ero, sentivo che voleva qualcosa di più da me.

Ho capito che questo qualcosa era il consacrami in modo totale e permanente al servizio di Dio e della Chiesa.

Ho scoperto così la mia vocazione: ero chiamato a modellare la mia vita su quella di Cristo, che non è venuto per farsi servire ma per servire ( Mc 10,45). Avevo però paura di non aver abbastanza tempo disponibile da dedicare a questo impegno così importante.

Dopo l’ordinazione ho sofferto tante volte dei sensi di colpa perché molto spesso non riesco ad essere presente attivamente alla vita della parrocchia a causa degli impegni di lavoro o familiari.

Ma l’esperienza di questi quattro anni di vita vissuta da diacono mi hanno insegnato che il mio ministero non comincia quando finisco il lavoro, quando non ho impegni familiari e, quindi, non ho altro da fare. Il diaconato non è un hobby, ma è uno stato di vita. Io mi sento diacono “a tempo pieno” sia quando sono in sala parto ad aiutare un bambino a venire al mondo, sia nel vivere la mia relazione matrimoniale, sia nel rapporto con i miei figli, come pure quando sono sull’altare.

Concludo citando un brano tratto dal libro di Bruno Maggioni, “La pazienza del contadino”, al capitolo “Elogio del servizio” (pag. 182) in cui mi sono ritrovato pienamente, che mi ha illuminato e ha diradato i miei dubbi e miei sensi di colpa: “Il servire è una dimensione dell’intera esistenza, non un frammento del nostro tempo o del nostro agire. E questo perché servire tocca la persona, non semplicemente le sue azioni e le sue cose. Servire è un modo di esistere, uno stile che nasce dal profondo di se stessi. E’ a questa profondità (cioè nel proprio modo di pensare e di ragionare più che di fare) che ci si deve costantemente interrogare, se davvero si vuole imparare a servire”.

 diacono WALTER SCOTTI



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.58.36

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