a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

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CONVEGNO INTERREGIONALE DI PIANEZZA (Torino)
Venerdì 18 e sabato 19 febbraio 2005

 

Appunti a cura del diacono Mario Cairoli

 

 

Venerdì 18 - Pomeriggio

Introduzione di Mons. Vincenzo Chiarle responsabile da 33 anni della formazione dei diaconi di Torino.

*      il responsabile della formazione non deve essere anche il responsabile dei diaconi;

*      il diaconato è una via di santità, anche se non sempre compreso dalla Chiesa e vissuto;

*      dopo il Convegno interregionale del settembre 1977 è emerso:

a.                   il compiacimento per l'impegno, il servizio e la comunione manifestata dai diaconi;

b.                   legato a un impegno maggiore a scoprire il diaconato per un migliore utilizzo e servizio.

*      l'emergere che il diaconato non è un ruolo suppletivo alla mancanza di preti, ma che ha una figura propria e non derivata dai sacerdoti;

*      richiamo al Santo Padre nell'incontro giubilare del 2000 con i diaconi: "sottolineate il ruolo che vi è proprio e rapportate tutto a Cristo, non arrestatevi di fronte a nulla, vivete una carità che superi la fatica, la frustrazione,l'incomprensione;

*      bisogna chiedere a Dio che ci sia un rilancio del diaconato in Italia.

 

la relazione

"Per una rilettura della Lumen Gentium: il ministero diaconale per una ecclesiologia di comunione" prof. Don Giuseppe Bellia

*      C'è nel mio discorso un rischio di ovvietà parlando di comunione, ma anche di ambiguità a riguardo della parola stessa.

*      Due eventi che hanno cambiato la storia da quando si è concluso il Concilio Vaticano II:

a.                   il '68 e ciò che ha comportato per il mondo e per la Chiesa;

b.                   l'accorciarsi del mondo con il crollo del muro di Berlino.

*      Il Concilio è stato un dono di grazia anche se molti hanno sviluppato riflessioni che ne oscurano questa portata e il valore di ciò che ne è emerso; è un Concilio pastorale e non santificante.

*      Emergono due letture che sono soggette ad ambiguità:

a.                   le ulteriori riflessioni hanno fatto fare un passo indietro al diaconato;

b.                   la comunione dei credenti, la ricevono e la prendono dal basso invece che un dono che viene dall'alto.

*      La Lumen Gentium interpreta la normativa del Concilio, entro il quale approdano i grandi documenti conciliari.

*                   Imago Dei - la Lumen G. cambia lo sguardo verso la comunione (LG4) è innanzitutto la vita trinitaria comunicata a noi, Cristo svela all'uomo la sua vera natura;

a.                   Atti 2,2: "I discepoli erano assidui..." si parla di Diaconia ordinata, erano fatti apposta per la didaché e la diaconia. La partenza era dall'ascolto della Parola. Il narratore ipotizza la nascita del diaconato.

b.                   La comunione era percepita come proveniente dall'alto. Come si manifesta Cristo nel Padre attraverso un'immagine di comunione. C'è una natura comunionale e relazionale. L'opposto è Satana che è l'immagine del buio e del sospetto.

c.                   Cristo si rivela come rivelatore e perfezionatore;

*                   Imago Christi - Cristo è l'intermediario tra Dio e il cosmo, ricollega la creatura a Dio, è il rivelatore salvifico.

a.                   Cristo è l'immagine di una Diaconia. Il servizio è un tipo di mediazione;

b.                   il Mistero di Dio e il Mistero dell'uomo che si manifesta come custode rispettoso dell'opera di Dio. Una vera immagine di Cristo è una diaconia di fraternità

c.                   la diaconia è generata e trova la sua fonte nella Parola. La Parola diventa carne e la carne diventa missione. Dall'Eucaristia la parola diventa missione.

*      Spetta al diacono un ampiamento della ministerialità. Dio irrompe nella nostra vita, genera la conversione che diventa coscienza e la trasforma.

*      Due tratti del diacono:

*      Il diacono è di Cristo, se avviene una diminuzione dell'io perché Lui aumenti. Decrescere per spogliare se stessi;

*      È diacono della Chiesa. C'è una distinzione tra ministro e battezzato nella missione. Sono due configurazioni a servizio della Chiesa senza della quale non c'è Diaconia. C'è un difetto di configurazione a Cristo.

*      Il rischio che si vede nella Chiesa è che i diaconi siano allontanati dalla carità per essere relegati in sacrestia o adibiti a funzioni di burocrazia.

*      Si è affievolita la dimensione escatologica della Chiesa. L'Eucaristia la celebriamo perché lui torni.

*      Bisogna accelerare il ritorno di Cristo attraverso la santificazione. Recuperare la dimensione diaconale come strettamente escatologica.

*      Il diacono in forza del suo ministero è chiamato ad andare verso gli ultimi attraverso la missione, la speranza e la carità e per questo spetta a lui dirigere la preghiera dei fedeli. Il diacono è in se stesso la presenza del ministero e del sacramento del matrimonio:

*      ciò che salva il diacono è la testimonianza dell'unità di coppia;

*      la testimonianza parola/atto nel sacramento del matrimonio, la comunione sponsale;

*      deve accadere una reciprocità di comunione e di servizio, una comunione verticale con

*      Dio che si esprime orizzontalmente con il prossimo.

*      Alcune secche in cui si è incagliato il diaconato:

a.                   una diaconia progressivamente clericale e non missionaria;

b.                   la solitudine a livello individuale perché non infastidisca e non turbi con il rischio di un patto.

*      La Diaconia è Cristo stesso e poi da amici che vivono con Lui un rapporto innamorato. Agire nell'amore a Cristo. Diaconi sono anche gli episcopi e i presbiteri, ma questa memoria è testimoniata dalla presenza e dell'azione del diacono.

*      La Chiesa non deve pensare ai poveri ma deve essere povera con i poveri. Bisogna che continuamente si conformi a Cristo.

*      In questo il diacono è chiamato a personalizzare la parola.

*      Il rischio per il diacono è quello di racchiudersi in un progetto. Bisogna vivere con fiducia e spalancati perché quando all'uomo si chiude apparentemente una porta, Dio gli spalanca un portone.

Dopo cena

Incontri interregionali -

 

 

 

Sabato 19 - Mattino

Tavola rotonda – "Il diaconato ha trovato davvero riconoscimento nella Chiesa?"

testimonianze pastorali di un delegato don Pierantonio Tremolada Rettore per la formazione al diaconato permanente della Diocesi di Milano, di un parroco don Romolo Chiabrando della Diocesi di Torino, di due diaconi Valerio Miozzi della Diocesi di Aosta e Piercarlo Mostarda della Diocesi di La Spezia, di una sposa Nadia Simionato della Diocesi di Treviso.

*      Come si riesce a far emergere l'identità del diacono

*      Rischio di una riduzione del riconoscimento ad una serie di attività più o meno effettuate

 

Don Tremolada

1.                   Il diaconato è un'esperienza che sembra stiamo rincorrendo (a Milano 62 diac. + 57 in form.). E' un evento che sta camminando più veloce della comprensione che ne ha la Chiesa. La teologia sta cercando di capire ciò che già sta capitando. E' un periodo di cambiamento nella Chiesa e nel quale la Chiesa si trova in ritardo come riflessione.

2.                   Il diaconato è un capitale della Chiesa su cui investire. Bisogna però dare tempo a questo riconoscimento. E' un momento di evoluzione da comprendere e il clero vive in un'idea immaginaria del diaconato (ossia non ne fa esperienza) che si è dato da sé paragonandolo con il proprio ministero e quindi in un ruolo subalterno.

3.                   E' importante investire su una seria formazione:

a.                   Privilegiare il primato della dimensione spirituale, essere prima che fare. La gente deve vedere un uomo di Dio in tre elementi: la Parola, la Liturgia, la Carità;

b.                   E' un ministero missionario e il diacono deve darne testimonianza. Deve essere propulsivo nella Chiesa attraverso le attività;

c.                   Il diaconato sarà riconosciuto in quanto non si ridurrà a quella sacerdotale. Bisogna evitare il rischio di manifestare una concorrenza e una rivalità con il clero che diminuisce.

d.                   Evitare che si presenti il diaconato come un uomo di funzioni sacre, non solo di sacrestia e troppo liturgico.

e.                   Essere uomini di comunione e limitare l'aspetto rivendicativo. Il diacono è dato al parroco dal Vescovo e bisogna favorire il riconoscimento. Da bravi presbiteri nasceranno nuovi diaconi, bisogna investire su un rapporto positivo.

f.                    Il diacono sarà amato in quanto i laici non lo vedranno con gelosia. Imparare a vivere la comunione sia con i presbiteri che con i laici.

g.                   Nella vita matrimoniale la moglie e i figli dovranno essere i primi ad accettare il diaconato. La moglie compie anche lei un suo cammino che non è separato da quello del marito ma che è diverso.

Elementi positivi:

1.                   Attenzione da parte dei presbiteri e questa è una cosa nuova.

2.                   Il primo discernimento sta avvenendo da parte dei sacerdoti.

3.                   I Vicari Episcopali di Milano uniscono annualmente allo spostamento dei parroci anche quello dei diaconi in ordine ai bisogni della Diocesi.    

 

 

 

 

 



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.58.31

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