|
a cura del diacono Leondino
Cipolletti
disegni
e vignette di Silvia Cipolletti
|
 |
diaconicomo
|
 |

Ricordati
del giorno di sabato per santificarlo:
9
sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro;
10
ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu
non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il
tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il
forestiero che dimora presso di te.
11
Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il
mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo.
Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha
dichiarato sacro.
Se la festa
scomparisse dalla vita e dal cuore degli uomini?
Proviamo ad
immaginare come sarebbe la nostra vita senza la festa, senza i
giorni dedicati al riposo, allo stare insieme in famiglia, alla
visita a parenti ed amici!
Senza la
festa, senza il giorno di riposo, l’uomo vivrebbe chiuso nella
fatica e nella disperazione. Soprattutto i più poveri sarebbero
costretti a lavorare ogni giorno, spogliati perfino della speranza
di un futuro migliore, perché i ricchi, che non hanno necessità di
faticare, costringerebbero i più deboli e poveri a lavorare
incessantemente per propri interessi.
Questo,
purtroppo, succede più spesso di quanto si creda nel mondo, anche
nella nostra ricca e civile società occidentale: ricchi, senza
scrupoli approfittano della condizione di bisogno dei poveri e li
costringono a turni di lavoro massacranti e mortificanti, senza
riposo e con una paga da fame.
La festa è un
grande dono di Dio per l’uomo. Dio stesso si è riposato il settimo
giorno, perciò l’uomo, che rispecchia l’immagine di Dio, è chiamato
a fare altrettanto e deve impegnarsi a far si che anche i poveri
possano godere del giusto riposo dalle attività quotidiane. La festa
è una protesta contro le schiavitù del lavoro ed il culto del
denaro.
Leggiamo nel
libro del Deuteronomio:
12
Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio
tuo ti ha comandato.
13
Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro,
14
ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non fare
lavoro alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo
schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né
alcuna delle tue bestie, né il forestiero, che sta entro le tue
porte, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te.
15
Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il
Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e
braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il
giorno di sabato.
Israele
rispettava il giorno del sabato come un giorno santo; gli ebrei non
vi svolgevano alcuna attività; però in questo avevano un po’
esagerato.
Gesù fece
capire come deve essere vissuto il giorno del riposo. Infatti il
Vangelo riferisce numerose occasioni nelle quali Gesù è accusato di
violare la legge del sabato. Egli così rispondeva a chi lo accusava:
“Il sabato è
stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato”,
facendo capire che l’uomo non deve diventare schiavo della legge del
sabato che prescriveva di non svolgere alcuna attività: è proprio il
contrario, la festa è stata inventata da Dio per rendere l’uomo più
libero. Perciò, continuava Gesù, “è lecito il giorno di sabato
fare il bene anziché il male, salvare una vita…anziché toglierla”.
Ma come
santificava Gesù il sabato?
Dai vangeli
noi scopriamo che proprio in quel giorno festivo egli compiva
i miracoli più significativi:
-
raddrizza la gobba di una donna
-
guarisce l’uomo dalla mano inaridita
-
guarisce il poveretto che da una vita non riusciva a buttarsi
nella fontana risanatrice
-
ridà la vista al cieco
Santificare,
quindi, vuol dire ridare alle persone gioia, forza, fiducia in se
stesse e negli altri.
E’
necessario allora che la festa torni ad essere non soltanto un
giorno di riposo dal lavoro ma il giorno nel quale si dà grande
importanza alla gratitudine verso Dio e nel quale la vita riacquista
quella bellezza che durante i giorni feriali viene inevitabilmente
mortificata, a causa della fatica del lavoro, dello studio, a causa
dei problemi della vita quotidiana.
LA DOMENICA
“Questo è
il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci ed esultiamo in esso”
(Sal 118,24)
Perché noi
cristiani celebriamo la domenica come nostro giorno di festa?
Tutto ciò che
Dio ha creato di più grande e di più sacro lo ha fatto in questo
giorno:
ü
L’inizio della creazione del mondo
ü
La risurrezione del Figlio suo Gesù
ü
La discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, nella festa di
Pentecoste.
Per questo
nessun altro giorno è altrettanto sacro per il cristiano quanto la
domenica. La domenica noi facciamo festa in onore di Gesù.
Era il
giorno dopo il sabato una splendida mattina di 2000 anni fa e
succedeva un fatto straordinario: per la prima volta, nella storia
del mondo, un uomo era risorto da morte per non morire mai più.
Quel giorno è
diventato il giorno più importante per quelli che credono.
È LA PASQUA
DEL SIGNORE GESÙ.
Da allora il
cristiano non potrebbe più vivere senza celebrare quel giorno e quel
mistero. Ogni domenica è festa come il giorno di Pasqua: facciamo
festa perché Gesù è risorto ed è VIVO in mezzo a noi.
Gesù è il
primo uomo che è risorto da morte e vive per sempre ma non è
l’unico: come Gesù, anche chi crede in Lui risorgerà e vivrà per
sempre
LA DOMENICA È IL
GIORNO DEL SIGNORE!
Piccoli e
grandi, insieme, andiamo alla chiesa per celebrare l’eucaristia. Il
prete ci accoglie nel nome del Signore:
“La grazia del
Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione
dello Spirito Santo sia con tutti voi.”
Anche noi
salutiamo con gioia il sacerdote e rispondiamo:
“E con il tuo
spirito.”
Come la
giornata del cristiano inizia con il segno della croce, così la
nuova settimana inizia con la Messa della domenica.
Durante la
Messa noi incontriamo il Signore Gesù: egli ci fa ascoltare la sua
Parola e, come ha fatto con i pescatori del lago, con Levi e
con il giovane ricco, ci invita a lasciare tutto e a seguirlo.
Tocca a noi
decidere e scegliere se accettare l’invito e seguire Gesù con il
cuore pieno di gioia oppure rifiutare ed andarcene tristi, come il
giovane ricco, perché tante altre cose ci attirano più del nostro
amico Gesù.
RICORDIAMO:
Ogni domenica è festa
come il giorno di Pasqua:
facciamo festa
perché il
Signore è risorto
data ultimo aggiornamento:
Wednesday 06 May 2009 17.58.24 Il presente sito è ottimizzato per l'utilizzo di Internet Explorer versione 4 e
successive © 2001-Elledici Multimedia - Alcune immagini sono state tratte dal CD-rom della Elledici Multimedia "Mille immagini per..." Tutti i diritti sono riservati |