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I DIECI
COMANDAMENTI

11 Non
pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il
Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome
invano.
Il
secondo comandamento prescrive di rispettare il nome del
Signore
Dio ha
svelato il suo nome a coloro che credono in lui e ad essi fa
conoscere anche il Mistero della sua persona. Rispettare il
nome del Signore significa rispettare tutto il Mistero di Dio.
Il nome
di Dio è santo, perché Dio è santo; per questo esso deve
essere pronunciato con amore, con tenerezza e con un senso di
trepidazione e timore.
Nel
libro dei Salmi c’è un salmo abbastanza breve ma bellissimo
che ci parla della grandezza di Dio e del suo nome: è il salmo
n. 8.
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8 Potenza del nome divino
1
Salmo di Davide.
2
O
Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.
3
Con
la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per
ridurre al silenzio nemici e ribelli.
4
Se
guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la
luna e le stelle che tu hai fissate,
5
che
cosa è l’uomo perché te ne ricordi
e
il figlio dell’uomo perché te ne curi?
6
Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,
di
gloria e di onore lo hai coronato:
7
gli
hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
8
tutti i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;
9
Gli
uccelli del cielo e i pesci del mare,
che
percorrono le vie del mare.
10
O
Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.
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Dio è il
creatore dell’universo e di tutto quanto esso contiene. Egli è
il nostro creatore, ci ha “fatto poco meno degli angeli”:
egli non è un Dio-tiranno, come molti credono. Egli è
per noi un padre misericordioso che non si diverte a
vederci soffrire, non prova gusto di fronte alle nostre
fatiche, alle nostre debolezze e ai nostri peccati; egli ci
ama teneramente e vuole che noi entriamo nella sua casa, dove
c’è grande festa, come nella parabola del figliol prodigo
(Lc 15,11-32).
E’ segno
di grande stoltezza, perciò, prendersela con Dio quando la
vita ci presenta il conto con le sue fatiche e sofferenze;
esse sono causate dal peccato dell’uomo, dal male che c’è nel
mondo.
Spesso,
invece, la nostra gente ha un’idea sbagliata e direi
angosciante di Dio: un Dio che si diverte a punire chi non
osserva la sua legge.
E’
proprio nelle situazioni di difficoltà che il Signore Dio ci è
più vicino e soffre insieme con noi. Per questo Dio, in Gesù,
si è fatto uomo, per stare con noi e condividere con noi la
nostra povera condizione di debolezza e di fragilità.
Questo
comandamento è forse uno di quelli che abbiamo banalizzato di
più perché, per molti cristiani Non nominare il nome di Dio
invano si è ridotto al non bestemmiare.
Per
capire bene questo comandamento è necessario capire bene il
significato della parola invano, cioè:
inutilmente, in modo sbagliato, in modo improprio, per motivi
futili e di poca importanza…
Perciò
questo comandamento proibisce il falso giuramento
perché fare un giuramento significa prendere Dio come
testimone di ciò che si afferma, significa dire che Dio è vero
come è vero quello che noi diciamo. Bisogna stare molto
attenti a giurare in nome di Dio soprattutto quando si tratta
di motiv di poca importanza.
Gesù,
parlando alle folle, un giorno disse: “Avete sentito che fu
detto agli antichi: “non spergiurare, ma rispetta con il
Signore i tuoi giuramenti!”. Ma io vi dico: non giurate
affatto… sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no: il di
più viene dal maligno”.
Il
cristiano non ha bisogno di giurare perché egli è chiamato dal
Signore ad amare la verità, ad annunciarla, a vivere nella
verità i rapporti con le altre persone.
Non solo
il nome di Dio è sacro e degno di rispetto e di onore ma anche
tutto ciò che fa riferimento a Dio, tutta la santità che Dio
ha riversato sugli uomini e sul creato:
Santa è
la madre del nostro Signore Gesù, la Vergine Maria;
santi
sono gli uomini e le donne che hanno vissuto con fedeltà al
Signore;
santo è
il nome di ogni cristiano perché è il nome con cui Dio ci ha
chiamato nel giorno del Battesimo ed è il nome con cui saremo
chiamati per l’eternità.
Anche
tutti quegli uomini che non sono battezzati sono sacri a Dio:
Gesù infatti è morto per tutti gli uomini e in tutti gli
uomini Dio ha infuso lo Spirito Santo.
Sacro
è pure tutto il creato perché è opera delle mani di Dio e da
esso traspare la bontà e l’amore di Dio. |