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catechesi

 



 

 

 

 

a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

diaconicomo


 


 

I DIECI COMANDAMENTI

 

 

Non
rubare

  

 

 

 

 

Dona tutto te stesso

agli altri

 

 

“Il settimo comandamento proibisce di prendere o di tenere ingiustamente i beni del prossimo e di arrecare danno al prossimo nei suoi beni in qualsiasi modo”

(Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2401)

 

 

 

La Parola di Dio: Genesi, capitolo 1, versetti 26-29

 

 

 

[26]E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

[27]Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.

 

 

 

[28]Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra;
soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra
».

[29]Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.

 

I beni della creazione sono per tutti gli uomini

All’inizio Dio ha affidato la terra, con tutti i suoi prodotti e le sue risorse, all’umanità con il compito di prendersene cura, di dominarla con il suo lavoro e di goderne i frutti.

Perciò i beni della creazione sono destinati a tutto il genere umano.

Ma noi sappiamo che, dopo il peccato originale, l’uomo ha perduto l’originale innocenza ed è diventato capace di commettere ogni sorta di male. L’egoismo si è impadronito di lui e fa crescere in lui il desiderio di possedere per sé quanto più possibile, anche ricorrendo a metodi illeciti come la violenza, la prevaricazione, fino anche ad uccidere il proprio fratello.

Lo vediamo anche nella società nella quale viviamo noi, oggi.

* Quante guerre si combattono e si sono combattute, in Africa piuttosto che in Medio Oriente o in altre parti del mondo, allo scopo di accaparrarsi ricchezze, materie prime, risorse naturali (es. il petrolio)!

* Quanti omicidi, furti, rapine, truffe ed altri delitti vengono commessi proprio per soddisfare quel desiderio egoistico di possedere sempre di più (pensiamo alla piaga della mafia e di altre simili organizzazioni criminali)!

* Quanti imbrogli, quanti fenomeni di corruzione e di disonestà vengono commessi ogni giorno nel mondo della politica, negli ambienti di lavoro anche da persone benestanti e ricche ma che sono spinte a questo dal desiderio di avere sempre di più, di accumulare sempre maggiori ricchezze!

La proprietà privata

Allora, proprio per garantire a tutti gli uomini la sicurezza della loro vita, fin dall’inizio ed in ogni epoca la terra è stata suddivisa tra gli uomini. Così tutti hanno la possibilità di appropriarsi dei beni della terra in maniera lecita ed onesta, per soddisfare i propri bisogni e quelli delle persone di cui si ha responsabilità.

E’ il diritto alla proprietà privata,

che si può acquistare con il lavoro o ricevere in eredità e che va quindi rispettato. Ma tutti dobbiamo ricordare che i beni e le ricchezze che possediamo, poche o tante che siano, non sono soltanto nostre, non servono cioè a soddisfare soltanto le nostre necessità ma possono essere utili anche agli altri. Chi possiede dei beni diventa un amministratore della Bontà e Provvidenza di Dio perché ha il dovere di far fruttificare quanto possiede e dividerne i frutti per sé e per gli altri, a partire dai propri familiari (v. la parabola dei talenti).

I beni, infatti, sono destinati a tutti gli uomini.

Rubare è prendere o tenere ingiustamente i beni del prossimo e arrecare danno

Rubare, dunque, vuol dire portare via la roba degli altri in maniera illecita (es. furto), o usando la violenza (es. rapina), oppure usando l’astuzia, l’imbroglio, l’inganno (es. la truffa). Si ruba quando si utilizzano beni e servizi di proprietà di altri o di proprietà pubblica per averne un vantaggio personale, come ad esempio, quando si usa il telefono dell’ufficio per fare chiamate private; o quando si viaggia su mezzi di trasporto pubblici senza pagare il biglietto.

Beni della terra: GIUSTIZIA e CARITA’ perché tutti abbiano il giusto

Non basta non sottrarre agli altri quello che hanno: bisogna fare in modo che tutti ab­biano quello che è giusto avere.

I beni della terra, infatti, vanno usati secondo criteri di giustizia e di carità.

Non rubare è FARE BENE IL PROPRIO DOVERE

Ma si può rubare anche in altri modi.

Il tempo che ci viene messo a disposizione, non è nostro, è di Dio. Così co­me le nostre capacità, i talenti che abbiamo, sono un dono di Dio che noi dobbiamo far fruttificare. L’intelligenza, la capacità di apprendere degli studenti, non è loro ma di Dio. Se non studiano, se non si pre­parano, rubano agli altri qualcosa.

 

Non rubare è anche capacità di donare se stessi e il proprio tempo agli altri

La nostra capacità di amare, i nostri sentimen­ti, sono di Dio; se noi li teniamo per noi e non li condividiamo con coloro che han­no bisogno, noi rubiamo.

E Gesù?

Gesù non si è accontentato di non andare a rubare nelle case, ma ha dato tutto il suo tempo, tutto se stesso alla gente che aveva bisogno: il conforto a chi era nel dolore, la salute a chi era malato, il perdono a chi aveva sbagliato, l’ospitalità a chi era emarginato. Non aveva più nemmeno il tem­po di mangiare, come dice il Vangelo (Mc 6.30-32 ).

E noi cristiani?

Anche noi cristiani possiamo essere dei ladri: non è sufficiente infatti qualche devozione, recitare qualche preghiera o fare qualche elemosina agli extracomunitari per sentirsi a posto con la propria coscienza!

Per non rubare dobbiamo donarci agli altri. Donare un po' del nostro tempo, un sorriso, una parola buona... Perché noi siamo di Dio, e se siamo di Dio dobbiamo essere di tutti. 

Non rubare è usare con SOBRIETà e SENZA SPRECHI i beni della Terra

Infine dobbiamo ricordarci che viviamo in un pianeta in cui il 20% della popolazione possiede molto di più del necessario e il restante 80% ha difficoltà a mettere in­sieme pranzo e cena. Come si può essere tranquilli in coscienza? "Sì, ma cosa possiamo fare noi semplici cristiani?", si dirà. Intanto dobbiamo cominciare a convincer­ci che questa è una situazione di grande ingiustizia perché la terra è di Dio e Dio l’ha affidata a tutti gli uomini. Se ci convinciamo di questo, piano piano impareremo a diminuire lo spreco, il lusso, il consumismo sfrena­to.

Occhio!

Il vestito che abbiamo nell'armadio

e che non adoperiamo,

è un furto.



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.58.18

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