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catechesi

 



 

 

 

 

a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

diaconicomo


 


 

I DIECI COMANDAMENTI

 

 

Non
dire falsa testimonianza

  

 

 

 

 

Testimonia coraggiosamente

la Verità

 

 

“L’ottavo comandamento proibisce di falsare la verità nelle relazioni con gli altri.

(Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2464)

 

 

 

Vivere nella verità

Dio è verità e pertanto chiama il suo popolo a vivere nella verità, ad avere come stile di vita la sincerità, la franchezza, per essere testimoni di questo Dio.

Già nell’Antico Testamento, in diversi brani, si afferma che

Dio è la sorgente di ogni verità:

*      “la mia bocca proclama la verità” (Libro dei Proverbi 8,7)

*      “Signore, tu sei Dio, le tue parole sono verità” (2 Samuele, 7,28)

*      “La tua giustizia è giustizia eterna e verità è la tua legge.” (Salmo 119, 142)

 

Poiché Dio è il “Verace”, come afferma San Paolo nella lettera ai Romani (Rm 3,4), quelli che appartengono al suo popolo sono chiamati a vivere nella verità: è questa la vocazione del popolo di Dio.

 

 

La verità di Dio si è manifestata interamente

nella persona di Gesù Cristo.

Gesù è l’uomo nuovo “pieno di grazia e di verità” (Giovanni 1,14); egli è la Verità: Gesù stesso infatti in un passo del vangelo di Giovanni si definisce “via, VERITA’ e vita” (Gv 14,6).

E’ Gesù che ci fa conoscere la verità sull’uomo: ci dice che l’uomo, fin dall’origine è creatura voluta e amata da Dio e che deve essere rispettata la dignità di ogni essere umano, dal concepimento fino alla naturale morte, perché l’uomo è figlio di Dio, creato a sua immagine e somiglianza; Gesù ci ha rivelato, infine, che l’uomo è destinato alla felicità eterna del paradiso.

Quindi uno dei nomi di Gesù è Verità; pertanto chiunque crede in Gesù non rimane nelle “tenebre” della menzogna, della falsità.

 

 

La Verità vi farà liberi

 

Disse un giorno Gesù ai Giudei: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; [32]conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». (Gv 8,32)

 

Nei nostri giorni si sente spesso affermare che non esisterebbe una verità che sia uguale e valida per tutti gli uomini ma che ognuno può stabilire da sé quello che è vero e quello che è falso, quello che è bene e quello che è male; si dice quindi che la verità è soggettiva, perché è il singolo soggetto che decide dal suo punto di vista se un fatto o un comportamento sono giusti o sbagliati, rispondenti a verità oppure falsi. Perciò oggi si parla di soggettivismo o relativismo nei comportamenti e nei giudizi umani.

Questo modo soggettivo di considerare la realtà e la vita potrebbe sembrare, a prima vista, la strada giusta per dare all’uomo il massimo della libertà perché se sono io a stabilire ciò che è vero e ciò che è falso, ciò che è buono e ciò che è cattivo, allora sono io che decido di comportarmi in un certo modo piuttosto che in un altro secondo quello che io credo sia bene per me; non è più una legge, una verità esterna a me che mi dice come devo comportarmi. Un tale modo di considerare le cose però non tiene conto del fatto che quello che è vero per me, quello che è buono per me potrebbe essere falso e dannoso per un altro e questo inevitabilmente porta a conflitti tra le persone con la conseguenza che il più forte, il più violento o il più astuto avrebbe così il sopravvento sul più debole, sul più remissivo e pacifico.

 

Abbiamo sotto i nostri occhi l’esempio di tante trasmissioni televisive durante le quali personaggi più o meno famosi discutono di tutto e di tutti: ciascuno sostiene la sua tesi, difende la sua opinione anche a costo di sopraffare l’altro alzando il tono della voce, con violenza verbale. Ognuno dice la sua verità, ognuno presenta il suo punto di vista che raramente coincide con la verità di qualcun altro. Si giunge alla fine del dibattito senza giungere ad una conclusione, senza aver trovato un punto d’incontro comune, una verità valida per tutti: ciascuno rimane al punto di partenza, con le sue opinioni e con la sua verità.

 

Soltanto una verità, una norma che sia unica e universale, cioè valida per tutti, può pertanto garantire a tutti e a ciascun uomo il massimo della libertà. Perciò non c’è libertà senza verità e quanto più io accetto la verità tanto più la mia libertà cresce.

Gesù che è Verità è stato anche l’uomo libero per eccellenza; egli ha sempre detto la verità a tutti, alle folle, agli scribi, ai farisei, ai dottori della legge, anche a costo di attirare su di sé i giudizi più cattivi e le persecuzioni. Per questo infatti è stato messo a morte perché il suo parlare e i suoi comportamenti sono stati sempre limpidi e sinceri.

Per questo anche noi, quanto più ci conformiamo a Gesù, quanto più siamo innestati in lui come i tralci alla vite, tanto più potremo fare, anche nella nostra vita, la straordinaria esperienza di sentirci liberi di fronte alle menzogne e ai condizionamenti del mondo. E’ lo Spirito Santo, lo Spirito di Gesù Risorto, che ci darà la forza ed il coraggio di testimoniare la verità anche di fronte ai potenti ed ai prepotenti di questo mondo ed anche a costo di rimanere soli perché al cristiano neanche più la morte fa paura: Gesù infatti ha vinto la morte e ha reso partecipi anche noi di questa sua vittoria preparandoci un destino di gioia che noi non riusciamo ad immaginare.

 

 

Le offese alla Verità

 

*      Falsa testimonianza e spergiuro: affermare qualcosa che è contraria alla verità, specialmente davanti ad un tribunale, riveste una particolare gravità: è la falsa testimonianza. Quando la si fa sotto giuramento è uno spergiuro.

*      Il giudizio temerario: consiste nel parlar male del prossimo, accusandolo di aver commesso qualche colpa, senza averne le prove o la certezza.

*      La maldicenza: consiste nel rivelare, senza un motivo valido ed importante, le mancanze altrui a persone che non ne sono a conoscenza.

*      La calunnia consiste nell’affermare il falso sul conto di altri provocando un danno sulla loro reputazione.

*      La menzogna consiste nel dire il falso con l’intenzione di ingannare. La menzogna è l’offesa più diretta alla verità.

 

Possiamo concludere dicendo che Non dire falsa testimonianza è il comandamento del gusto per la verità e del coraggio di testimoniarla fino in fondo.



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.58.18

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