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a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

diaconicomo


 


 

I DIECI COMANDAMENTI

Onora 
tuo padre e
tua madre

 

 

 

 

 


 

Onora tuo padre e tua madre perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio (Es 20,12)

Gesù stava sottomesso ai suoi genitori (Lc 2,51)

Onora tuo padre e tua madre perché tu sia felice e goda di una vita lunga sopra la terra (Ef 6,1-3)

 

 

Il quarto comandamento apre la seconda tavola della legge, quella contenente i comandamenti rivolti alla carità verso il prossimo.

Dio ha voluto che, dopo di lui, le prime persone da amare ed onorare siano proprio i nostri genitori, ai quali dobbiamo la vita e che ci hanno trasmesso la conoscenza di Dio.

Come possiamo conoscere l’amore, la cura, le attenzioni, la tenerezza che Dio ha verso ciascuno di noi? E’ proprio l’amore e la tenerezza che i nostri genitori hanno verso di noi che ci permettono di capire l’amore di Dio: Dio, infatti, ci ama attraverso l’amore dei nostri genitori.

Questo comandamento è uno dei due espresso in positivo ed è l’unico a cui è abbinata una promessa (Onora tuo padre e tua madre perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio (Es 20,12)): chi rispetta questo comandamento conoscerà oltre a benefici spirituali anche il dono della pace e della prosperità.

Purtroppo, anche in questo caso, abbiamo ridotto il comandamento al non disubbidire ai genitori. Onorare i genitori è molto di più che ubbidire ad essi: significa amarli, rispettarli, avere riconoscenza verso di loro per tutto l’amore che ci donano; significa dare onore e importanza a coloro che ci hanno dato la vita e che ci aiutano a crescere non solo nel corpo ma anche nello spirito e nella conoscenza di Dio.

Il primo impegno di questo comandamento è quello di non ritenere i nostri genitori come delle persone che hanno soltanto dei doveri verso di noi. Quanti ragazzi e giovani pretendono di avere tutto dai genitori senza mai dire un grazie; poi, magari, in parrocchia sono generosi e si prodigano per gli altri!

I nostri genitori vanno considerati come nostri fratelli in Dio, fratelli che hanno il compito di educarci e accompagnarci nella crescita come compagni di viaggio, ai quali vanno il nostro rispetto e la nostra gratitudine, rispetto e gratitudine che si trasformano in assistenza e cura quando essi diventano vecchi e malati.                                                           

Questo comandamento, inoltre, chiede a tutti di onorare e rispettare  coloro che Dio, per il nostro bene, ha rivestito di autorità. Perciò riguarda “i doveri degli alunni nei confronti degli insegnanti, dei dipendenti nei confronti dei datori di lavoro, dei subordinati nei confronti dei loro superiori, dei cittadini verso la loro patria, verso i pubblici amministratori e i governanti” (dal Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2199) 

Leggiamo dal libro del Siracide (3,1-14)

 

                    1 Figli, ascoltatemi, sono vostro padre;

            agite in modo da essere salvati.

            2 Il Signore vuole che il padre sia onorato dai figli,

            ha stabilito il diritto della madre sulla prole.

            3 Chi onora il padre espia i peccati;

            4 chi riverisce la madre è come chi accumula tesori.

            5 Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli

            e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera.

            6 Chi riverisce il padre vivrà a lungo;

            chi obbedisce al Signore dà consolazione alla madre.

            7 Chi teme il Signore rispetta il padre

            e serve come padroni i genitori.

            8 Onora tuo padre a fatti e a parole,

            perché scenda su di te la sua benedizione.

            9 La benedizione del padre consolida le case dei figli,

            la maledizione della madre ne scalza le fondamenta.

            10 Non vantarti del disonore di tuo padre,

            perché il disonore del padre non è gloria per te;

            11 la gloria di un uomo dipende dall’onore del padre,

            vergogna per i figli è una madre nel disonore.

            12 Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia,

            non contristarlo durante la sua vita.

            13 Anche se perdesse il senno, compatiscilo

            e non disprezzarlo, mentre sei nel pieno vigore.

            14 Poiché la pietà verso il padre non sarà dimenticata,

            ti sarà computata a sconto dei peccati.

            15 Nel giorno della tua tribolazione Dio si ricorderà di te;

            come fa il calore sulla brina, si scioglieranno i tuoi peccati.

            16 Chi abbandona il padre è come un bestemmiatore,

            chi insulta la madre è maledetto dal Signore.



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.58.14

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