SCHEDA n. 8

Seconda parte
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IDEA CENTRALE
La Parola di Dio
è un seme
e il terreno è il nostro cuore |
Nella Messa il Padre ci riunisce per donarci la sua parola.
La Parola di Dio è come un seme ed il terreno è il nostro cuore.
Come quando Gesù parlava alle folle, così anche quando continua oggi a parlare nelle nostre chiese la gente ascolta con atteggiamenti diversi: c’è chi ascolta con attenzione, chi è distratto o pensa ad altro, chi parla o ride con il vicino.
Basta osservare quello che accade nella nostra chiesa quando viene letta la Parola di Dio!
Gesù, che non vede solo la faccia degli uomini ma legge nei cuori, ecco come descrive l’atteggiamento di coloro che lo ascoltano, ieri come oggi
“Esce il seminatore a seminare.
Ed ecco, una parte del seme
Un’altra cade tra i sassi;
Un’altra parte cade tra le spine,
Un’altra cade sul terreno buono:
Leggi il Vangelo di Marco 4, 1-9
Elledici, "Mille immagini per..."
Ciascuno di noi può ricevere ed ascoltare la Parola di Dio come i diversi tipi di terreno ricevono ed accolgono il seme.
Alle volte anche noi siamo come il terreno sassoso, accogliamo con gioia la Parola di Dio, ma ci stanchiamo presto e, di fronte alle difficoltà (quando ad esempio i nostri compagni ci prendono in giro e ci offendono perché andiamo a Messa o a catechismo o perché diciamo di essere amici di Gesù) subito ci dimentichiamo della parola che abbiamo ascoltato e capita che ci vergogniamo di farci vedere cristiani.
Altre volte, come nel caso del seme caduto tra le spine, accogliamo la Parola di Dio, ma poi le preoccupazioni di questo mondo, il desiderio di possedere le ricchezze e i beni della terra, la ricerca del successo, la preoccupazione di riuscire simpatici e di essere accettati dai nostri amici, alla fine prendono il sopravvento e soffocano quella parola di Dio che avevamo accolto con gioia.
Ma noi vogliamo sforzarci di essere come il terreno buono, vogliamo accogliere con amore la Parola di Dio, custodirla gelosamente nel cuore e portare frutto in abbondanza di opere buone, di amore, di capacità di perdonare e fare la pace...
Non basta perciò ascoltare la Parola di Dio ma bisogna saperla “conservare nel proprio cuore”, come faceva Maria, la madre di Gesù. E, soprattutto, bisogna metterla in pratica, cioè “fare” quello che Gesù dice nel Vangelo. Ogni volta che in Chiesa ascoltiamo la Parola di Gesù dobbiamo cercare di capire che cosa egli vuole da noi.
Se accogliamo la Parola di Dio con questi atteggiamenti, cioè con il cuore simile al terreno buono della parabola, allora la nostra fede in Dio cresce, cioè noi impariamo a riporre sempre di più la nostra fiducia in Gesù ed in quello che ci dice.
Perciò nella Messa, dopo avere ascoltato la Parola di Dio, tutti insieme ripetiamo:
«Credo in Dio, Padre onnipotente...», perché vogliamo affermare che, per noi, tutto quello che Gesù ha detto è vero e siamo pronti a metterlo in pratica.
Dopo di che rivolgiamo a Dio Padre la nostra preghiera e gli chiediamo che tutto quello che abbiamo ascoltato dalla sua Parola si realizzi per tutti gli uomini, per la Chiesa universale, per i malati ed i poveri, per la nostra comunità parrocchiale e per ciascuno di noi.
E’ la Preghiera Universale, detta anche Preghiera dei Fedeli, perché con essa i fedeli, come Gesù, pregano per tutte le necessità del mondo e non solo per sé stessi.