SCHEDA n. 3

                          MAESTRO CHE DEVO FARE?

 

IDEA CENTRALE

“Rallegratevi ed esultate,

perché grande è

la vostra ricompensa nei cieli”

 

 

Tutti gli uomini hanno nel cuore un altro grande desiderio, oltre quello della vita eterna, e si sforzano di realizzarlo in tutti i modi ma con risultati molto scarsi: è il desiderio di essere felici, di vivere nella gioia e di essere sempre contenti. È un desiderio buono, che Dio stesso ha messo nel cuore degli uomini ma non sempre gli uomini cercano la felicità nel posto giusto, nelle cose o nelle persone giuste. Il più delle volte gli uomini sbagliano direzione; si illudono di trovare la felicità cercandola nei beni e nelle ricchezze di questo mondo: le comodità, l’auto nuova, una bella vacanza, la casa, il potere economico o politico…

Ma anche per i bambini ed i ragazzi non è forse la stessa cosa? Il videogioco nuovo, la bicicletta ultra moderna e superaccessoriata, la settimana bianca con i compagni, la partita di pallone e…chi più ne ha più ne metta!

Gesù non dice che tutte queste cose sono cattive, perché tutto ciò che ci circonda è stato creato da Dio e perciò è buono. Il nostro errore è che noi attacchiamo il nostro cuore a tutte quelle cose, credendo che ci possano dare felicità e gioia ma ben presto ci accorgiamo che il nostro cuore resta sempre più insoddisfatto. Ci stanchiamo di quello che avevamo tanto desiderato e che sembrava prometterci tanta gioia e, subito, ci mettiamo in cerca di qualche altro oggetto del desiderio.

Perché avviene questo? Perché noi uomini ci affanniamo a cercare la felicità nelle cose del mondo ma, poi, restiamo sempre scontenti ed insoddisfatti? Perché il desiderio di felicità che noi uomini abbiamo nel cuore è un desiderio smisurato, infinito, mentre le cose di questo mondo, anche le più durature, anche le più belle e piacevoli, sono cose piccole, che finiscono presto, si guastano, si esauriscono, lasciando l’amaro in bocca: ci stanchiamo presto di esse perché non riescono a realizzare il nostro desiderio di felicità che è invece infinito.

Allora soltanto qualcuno che è infinito ed eterno può risolvere il problema e può soddisfare l’infinito desiderio di felicità che gli uomini hanno dentro il cuore. Il cuore degli uomini non riposa finché non trova Dio, il creatore.

Proprio questo Gesù cercò un giorno di far capire a quelli che lo seguivano.

Quel giorno Gesù salì su un monte, non lontano dal lago di Galilea, mentre una folla numerosa lo seguiva per ascoltare le sue parole: c’erano i discepoli; c’erano molti poveri e tanta gente dal cuore semplice. Quando tutti furono seduti, Gesù li ammaestrava, annunziando loro le “beatitudini”, la felicità vera: l’amicizia con Dio Padre,il suo amore e la vita eterna. Gesù annunziava questo dono per tutti: per i forti e per i deboli, per i sani e per gli ammalati.

 

Dal Vangelo di Matteo 5, 3-12

Leggi il Vangelo di Luca 6, 20-26

 

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

 

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

 

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

 

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

 

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

 

Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

 

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

 

Beati i poveri in spirito. Coloro che non attaccano il loro cuore ed i loro desideri alle ricchezze e ai piaceri del mondo sono chiamati beati, felici, perché possiedono il regno dei cieli, cioè la vita eterna, l’amore di Dio, la sua amicizia che non tradisce mai. Non sono allora le ricchezze ed i beni del mondo né tanto meno la povertà che danno la felicità ma il fatto di possedere il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, beati i miti, beati quelli che amano la giustizia, quelli che fanno la pace, quelli che hanno misericordia e compassione, perché Dio li ama e non farà mancare a loro la ricompensa eterna.
Beati i puri di cuore perché vedranno Dio.
Beati coloro che saranno perseguitati e soffriranno per amore di Gesù e del suo Vangelo, perché hanno già in loro la vita di Dio.
La felicità allora consiste nel cercare Dio, nell’ascoltare la sua Parola e nel metterla in pratica, imitando il Signore Gesù: con la sua vita Gesù ci insegna la via delle beatitudini, perché egli per primo ha vissuto sempre cercando Dio suo padre e facendo la sua volontà. Gesù non ci dice che dobbiamo rinunciare ai beni del mondo e alle cose che ci procurano gioia ma ci invita a cercare innanzi tutto Dio: egli è l’unico che ci può rendere veramente felici.
La prova di tutto questo è molto semplice da sperimentare. Voi vi accorgete che quando fate qualcosa di buono, aiutando un amico o la mamma, compiendo il vostro dovere a scuola, dicendo la verità e così via, allora voi sentite contentezza e il vostro cuore è pieno di gioia. Quando invece fate il male, combinate qualche scappatella, qualche disastro, bisticciate con un compagno, disubbidite…, allora siete tristi, nel vostro cuore c’è come un tarlo che vi rode e non vi fa riposare.
Quando sentite dire che la felicità consiste nel godersi la vita, nel togliersi tutti i capricci, nel soddisfare tutti i desideri che ci passano per la testa e che perciò i ricchi ed i potenti sono felici, non credeteci! È una grande bugia! Un cuore che non sa fare posto a Dio non può essere felice. Quando arriva la fine della vita si accorge che tutte le cose sulle quali aveva riposto la sua fiducia e che credeva gli potessero dare la felicità gli sono servite a niente: questo cuore resta soltanto più vuoto che mai.
Dobbiamo allora cercare quelle cose che non finiscono mai, le cose di Dio, il regno dei cieli. In cielo, nella casa del Padre, Gesù ha preparato un posto per noi: là saremo beati per sempre.

Ma possiamo cominciare ad esserlo già da adesso.