
SCHEDA n. 15
Vangelo di Luca, capitolo 19
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Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città.
Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura.
Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse:“Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”.
In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.
Vedendo ciò, tutti mormoravano: “È andato ad alloggiare da un peccatore! ”.
Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”. Gesù gli rispose: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.
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Rileggiamo con attenzione la storia di questo uomo di nome Zaccheo.
Gesù gira per la città:
sembra quasi che prenda tempo per offrire a Zaccheo, l’occasione di incontrarlo. E’ Gesù che fa il primo passo, che prende l’iniziativa per incontrare noi uomini, e ci dà tutto il tempo necessario per trovarlo.
Zaccheo cerca di vedere Gesù.
Zaccheo è un uomo ricco e svolge il mestiere di esattore, riscuote cioè le tasse per conto dei Romani; è una persona di una certa importanza anche se il mestiere che svolgeva era odiato dagli ebrei. Nonostante ciò, volendo a tutti i costi conoscere Gesù, egli non si vergogna di correre in mezzo alla folla e addirittura di salire su un albero, visto che, a causa della sua bassa statura, la folla gli impediva di vederlo.
Gesù si invita a casa di Zaccheo. “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. Anche con noi Gesù si comporta allo stesso modo. E’ lui che prende l’iniziativa e si invita: ci chiede di accoglierlo in casa nostra, cioè nel nostro cuore, nella nostra vita, quella di tutti i giorni. Egli vuole diventare un ospite fisso nel nostro cuore, vuole diventare il nostro compagno di cammino, il nostro amico più caro, la nostra guida, quella che ci accompagna in ogni situazione della nostra vita, bella o brutta che sia, a casa o a scuola, nel gioco o nel fare i compiti. Soprattutto nella “Santa Comunione” Gesù si incontra con noi ed entra nella nostra vita.
L’accoglienza di Zaccheo. L’accoglienza di Zaccheo non si limita soltanto a della parole e a festeggiamenti esteriori ma diventa una conversione, un cambiamento di vita. Gesù entra nella casa di Zaccheo e vi porta la salvezza.“Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho imbrogliato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”.
E’ così sempre, anche per noi, quando apriamo le porte della nostra casa al Signore: Gesù porta nella nostra vita la salvezza e la nostra vita cambia; non siamo più gli stessi. L’importante allora è aprire le porte della nostra vita al Signore, accogliendolo come l’amico più caro che possa mai venirci a far visita. Se noi lo accogliamo nella nostra vita egli ci farà entrare nella sua vita.
Questo è il grande mistero della comunione eucaristica!