Home page

 

catechesi

 



 

 

 

 

a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

diaconicomo


 


 

“Sarete miei testimoni”

 

IL VOLTO DELLA CHIESA

 

Oggi

come allora

 

Come hanno risposto i primi cristiani all’invito di Gesù di essere suoi testimoni nel mondo, per far crescere tra gli uomini il Regno del Padre suo? Cercheremo di scoprirlo, in questo e nei prossimi incontri di catechesi, ricorrendo all’aiuto di quel libro scritto da San Luca, come seguito del Vangelo che porta il suo nome, che ha per titolo “Gli Atti degli Apostoli”

Leggiamo allora negli Atti degli Apostoli come viveva la prima comunità cristiana di Gerusalemme.

 

 

 

 

 

La prima comunità cristiana

 

42 Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. 43 Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. 44 Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; 45 chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46 Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, 47 lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. 48 Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati

 

 

 

 

A Gerusalemme coloro che il giorno di Pentecoste si sono convertiti ascoltando la Parola di Pietro formano un gruppo, una comunità.

Il loro modo di vivere é diventato un modello al quale i cristiani di tutti i tempi e, quindi, anche noi, fanno riferimento e che si sforzano di imitare, adattandolo al proprio tempo ed alla propria cultura.

 

La prima caratteristica che il brano degli Atti mette in evidenza è che i cristiani erano assidui, cioè perseveranti, nel compiere quattro attività fondamentali:

 

v      nell’ascoltare l’insegnamento degli Apostoli;

v      nella comunione fraterna;

v      nella frazione dei pane;

v      nelle preghiere.

 

 

- L’insegnamento degli apostoli

La prima perseveranza riguarda l’ascolto della Parola, cioè la predicazione (annuncio della morte e risurrezione di Gesù), la catechesi, la testimonianza da parte degli apostoli i quali ricordano e ripensano tutta la storia di Gesù, i suoi fatti, le sue parole, interpretandola e comprendendola con l’aiuto dello Spirito Santo. Anche l’Antico Testamento viene ricordato ed interpretato come preparazione alla venuta di Gesù. Così tutta la comunità dei credenti, attraverso l’ascolto della Parola, cresce nella fede in Gesù risorto, e cerca di capire quali sono le scelte ed i comportamenti da assumere nelle varie circostanze della vita per affrontarle e superarle da cristiani, cioè da persone che vogliono vivere secondo la parola del Vangelo.

“Erano perseveranti”: significa che l’ascolto dell’insegnamento degli apostoli non avveniva di tanto in tanto, in modo improvvisato od occasionale: i cristiani ascoltavano la Parola degli apostoli in modo continuo, ripetuto, approfondendola e meditandola. Si trattava di veri e propri incontri di catechismo.

L’ascolto della Parola richiede un impegno serio e continuato. Un ascolto fatto solo di tanto in tanto, magari quando se ne ha voglia, non produce alcun frutto ed è anzi controproducente.

 

- L’unione fraterna

I cristiani erano perseveranti non solo nell’ascoltare la Parola ma anche nel fare comunità, nell’essere uniti tra loro nel modo di pensare, di vivere, di aiutarsi vicendevolmente fino a mettere in comune ogni cosa, a vendere le proprietà e le sostanze per farne parte a tutti, di modo che nessuno avesse a soffrire di alcun bisogno. Tutto questo nasceva dal fatto che essi erano anzitutto uniti nell’unica fede in Gesù risorto e vivo; essi partecipavano della vita stessa di Cristo, nella quale erano stati inseriti con il battesimo.

 

- La frazione del pane e le preghiere

I cristiani erano assidui nella preghiera comune per la quale erano soliti frequentare il tempio: essi non pregavano più come israeliti bensì come cristiani, rivolgendosi a Dio con il nome di Padre, così come aveva loro insegnato Gesù.

Essi s’incontravano sempre nella semplicità e nella gioia perché erano e si sentivano veramente fratelli con Gesù e tra di loro.

Per questo erano soliti anche riunirsi in casa di qualcuno per spezzare insieme il pane e prendere i pasti con gioia e semplicità di cuore.

Questa è la quarta perseveranza, collegata alla preghiera: la celebrazione dell’eucaristia (la Santa Messa), che Luca chiama ‘frazione del pane”. La celebrazione veniva compiuta durante un vero pasto, all’inizio o alla fine, molto semplicemente, tra persone che si conoscevano e si volevano bene come fratelli. Quando si riunivano, essi, infatti, sentivano in modo particolare la presenza invisibile del Signore Gesù in mezzo a loro e, mentre mangiavano, tornavano alla loro mente le parole ed i gesti che Gesù aveva detto e compiuto durante l’ultima cena e che aveva comandato loro di ripetere in sua memoria (Fate questo in memoria di me”).

 

La gente che conosceva i cristiani si meravigliava dei tanti segni e gesti di amore e diceva “Guardate come si vogliono bene”. A causa di questa testimonianza di amore molte persone credevano in Gesù e domandavano di far parte della comunità.

Se tanta gente apre il cuore alla parola degli apostoli e si sforza di vivere come fratelli, questo è un chiaro segno che Gesù è vivo in mezzo a loro. E’il suo Spirito che fa crescere la Chiesa. E’ lui che cambia il cuore a coloro che non hanno visto Gesù con i loro occhi e li fa credere in lui.

 

Oggi come allora.

 

“Oggi come allora, i cristiani ascoltano la parola di Dio e cercano di comprenderla meglio nella catechesi; in ogni comunità cristiana si celebra l’Eucaristia e si prega insieme; si è riuniti in comunione fraterna dallo Spirito del Signore.

Anche oggi ci sono persone che vivono la comunione con Dio e lo lodano, mettendo a disposizione di chi ha bisogno la loro vita e tutti i loro beni. Ne conosci qualcuna?

Tutte le comunità cristiane si impegnano per cercare di vivere la loro fede in Gesù risorto e vivo così come facevano i primi cristiani.

La nostra comunità parrocchiale si sforza di fare altrettanto? Mostra i segni di questa fede viva nel Signore Gesù?

Ciascuno di noi può impegnarsi, anche come gruppo di ragazzi, per far diventare la nostra comunità sempre più somigliante a quella che San Luca ci ha descritto negli Atti degli Apostoli, cercando di essere fedeli a quelle perseveranze ed assiduità sulle quali ci siamo soffermati a riflettere insieme.

 



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.58.03

Il presente sito è ottimizzato per l'utilizzo di Internet Explorer versione 4 e successive

 

© 2001-Elledici Multimedia - Alcune immagini sono state tratte dal CD-rom della Elledici Multimedia "Mille immagini per..."

Tutti i diritti sono riservati