“Sarete miei testimoni”
IL VOLTO DELLA CHIESA
Oggi
come allora
Come hanno
risposto i primi cristiani all’invito di Gesù di essere suoi
testimoni nel mondo, per far crescere tra gli uomini il Regno
del Padre suo? Cercheremo di scoprirlo, in questo e nei
prossimi incontri di catechesi, ricorrendo all’aiuto di quel
libro scritto da San Luca, come seguito del Vangelo che porta
il suo nome, che ha per titolo “Gli
Atti degli Apostoli”
Leggiamo
allora negli Atti degli Apostoli come viveva la prima
comunità cristiana di Gerusalemme.
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La prima
comunità cristiana
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Erano
assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e
nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle
preghiere.
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Un senso
di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per
opera degli apostoli.
44
Tutti
coloro che erano diventati credenti stavano insieme e
tenevano ogni cosa in comune;
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chi
aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a
tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
46
Ogni
giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano
il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità
di cuore,
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lodando
Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo.
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Intanto
il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che
erano salvati |
A
Gerusalemme coloro che il giorno di Pentecoste si sono
convertiti ascoltando la Parola di Pietro formano un gruppo,
una comunità.
Il loro modo
di vivere é diventato un modello al quale i cristiani
di tutti i tempi e, quindi, anche noi, fanno riferimento e che
si sforzano di imitare, adattandolo al proprio tempo ed alla
propria cultura.
La prima
caratteristica che il brano degli Atti mette in
evidenza è che i cristiani erano assidui,
cioè perseveranti, nel compiere
quattro attività fondamentali:
v
nell’ascoltare
l’insegnamento degli Apostoli;
v
nella comunione
fraterna;
v
nella frazione
dei pane;
v
nelle preghiere.
-
L’insegnamento degli apostoli
La prima
perseveranza riguarda l’ascolto della Parola,
cioè la predicazione (annuncio della morte e risurrezione di
Gesù), la catechesi, la testimonianza da parte degli apostoli
i quali ricordano e ripensano tutta la storia di Gesù, i suoi
fatti, le sue parole, interpretandola e comprendendola con
l’aiuto dello Spirito Santo. Anche l’Antico Testamento viene
ricordato ed interpretato come preparazione alla venuta
di Gesù. Così tutta la comunità dei credenti, attraverso
l’ascolto della Parola, cresce nella fede in Gesù
risorto, e cerca di capire quali sono le scelte ed i
comportamenti da assumere nelle varie circostanze della vita
per affrontarle e superarle da cristiani, cioè da persone che
vogliono vivere secondo la parola del Vangelo.
“Erano
perseveranti”:
significa
che l’ascolto dell’insegnamento degli apostoli non avveniva di
tanto in tanto, in modo improvvisato od occasionale: i
cristiani ascoltavano la Parola degli apostoli in modo
continuo, ripetuto, approfondendola e meditandola. Si trattava
di veri e propri incontri di catechismo.
L’ascolto
della Parola richiede un impegno serio e continuato. Un
ascolto fatto solo di tanto in tanto, magari quando se ne ha
voglia, non produce alcun frutto ed è anzi controproducente.
- L’unione fraterna
I cristiani
erano perseveranti non solo nell’ascoltare la Parola ma anche
nel fare comunità, nell’essere uniti tra loro
nel modo di pensare, di vivere, di aiutarsi vicendevolmente
fino a mettere in comune ogni cosa, a vendere le proprietà e
le sostanze per farne parte a tutti, di modo che nessuno
avesse a soffrire di alcun bisogno. Tutto questo nasceva dal
fatto che essi erano anzitutto uniti nell’unica fede in Gesù
risorto e vivo; essi partecipavano della vita stessa di
Cristo, nella quale erano stati inseriti con il battesimo.
- La frazione del pane
e le preghiere
I cristiani
erano assidui nella preghiera comune per la quale erano soliti
frequentare il tempio: essi non pregavano più come israeliti
bensì come cristiani, rivolgendosi a Dio con il nome di Padre,
così come aveva loro insegnato Gesù.
Essi
s’incontravano sempre nella semplicità e nella gioia perché
erano e si sentivano veramente fratelli con Gesù e tra di
loro.
Per questo
erano soliti anche riunirsi in casa di qualcuno per spezzare
insieme il pane e prendere i pasti con
gioia e semplicità di cuore.
Questa è
la quarta perseveranza, collegata alla preghiera: la
celebrazione dell’eucaristia (la Santa Messa), che Luca
chiama ‘frazione del pane”. La celebrazione veniva
compiuta durante un vero pasto, all’inizio o alla fine, molto
semplicemente, tra persone che si conoscevano e si volevano
bene come fratelli. Quando si riunivano, essi, infatti,
sentivano in modo particolare la presenza invisibile del
Signore Gesù in mezzo a loro e, mentre mangiavano, tornavano
alla loro mente le parole ed i gesti che Gesù aveva detto e
compiuto durante l’ultima cena e che aveva comandato loro di
ripetere in sua memoria (Fate
questo in memoria di me”).
La gente che
conosceva i cristiani si meravigliava dei tanti segni e gesti
di amore e diceva “Guardate come si vogliono bene”. A
causa di questa testimonianza di amore molte persone credevano
in Gesù e domandavano di far parte della comunità.
Se tanta
gente apre il cuore alla parola degli apostoli e si sforza di
vivere come fratelli, questo è un chiaro segno che Gesù
è vivo in mezzo a loro. E’il suo Spirito che fa
crescere la Chiesa. E’ lui che cambia il cuore a coloro che
non hanno visto Gesù con i loro occhi e li fa credere in lui.
Oggi
come allora.
“Oggi come
allora, i cristiani ascoltano la parola di Dio e cercano di
comprenderla meglio nella catechesi; in ogni comunità
cristiana si celebra l’Eucaristia e si prega insieme; si è
riuniti in comunione fraterna dallo Spirito del Signore.
Anche oggi
ci sono persone che vivono la comunione con Dio e lo lodano,
mettendo a disposizione di chi ha bisogno la loro vita e tutti
i loro beni. Ne conosci qualcuna?”
Tutte le
comunità cristiane si impegnano per cercare di vivere la loro
fede in Gesù risorto e vivo così come facevano i primi
cristiani.
La nostra
comunità parrocchiale si sforza di fare altrettanto? Mostra i
segni di questa fede viva nel Signore Gesù?
Ciascuno di
noi può impegnarsi, anche come gruppo di ragazzi, per far
diventare la nostra comunità sempre più somigliante a quella
che San Luca ci ha descritto negli Atti degli Apostoli,
cercando di essere fedeli a quelle perseveranze ed assiduità
sulle quali ci siamo soffermati a riflettere insieme.
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