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catechesi

 



 

 

 

 

a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

diaconicomo


 


 

“Sarete miei testimoni”

 

IL VOLTO DELLA CHIESA

 

Per rivelare Dio

al mondo

 

1.        La Chiesa è inviata al mondo per rivelare il volto di Dio agli uomini.

Come possono gli uomini conoscere Dio? Nessuna parola umana può spiegarlo, nessuno sforzo della nostra mente potrà comprenderlo fino in fondo: il mistero di Dio è per se stesso superiore alla comprensione umana.

Se Dio stesso non prendesse l’iniziativa di rivelare agli uomini questo mistero, attraverso parole adeguate e per mezzo del suo stesso figlio Gesù, gli uomini non potrebbero dirne nulla: è Gesù, il Dio con noi, che ci ha rivelato il mistero di Dio Trinità, cioè Dio comunità, Dio famiglia.

L’evangelista Giovanni dice chiaramente che Dio è amore.

E’ Gesù a rivelarlo; è lui il testimone dell’amore trinitario.

Nella Trinità c’è una continua circolazione d’amore: il Padre è l’Amante che ama eternamente il Figlio, l’Amato, e lo Spirito Santo è l’Amore, fuoco eternamente acceso tra il Padre e il Figlio.

Ora, il Figlio, facendosi uomo con gli uomini, ha spalancato un varco, attraverso il quale quell’Amore eterno si è riversato su tutti noi. Con Gesù anche noi siamo entrati in quel circolo d’amore e prendiamo parte alla vita stessa di Dio. La Trinità è un triangolo aperto da un lato: i vertici di questa apertura sono Gesù Cri sto e lo Spirito Santo; essi ci indicano la direzione verso il Padre.

Tutto questo ci è concesso gratuitamente ed anticipatamente: a noi non è richiesta alcuna condizione. D’altronde in quale modo potremmo conciliarci ed acquistarci l’amore e l’amicizia di Dio?

Dio è amore e ci ama senza neanche chiederci di corrispondere quest’amore. Continua ad amarci, anche se gli opponiamo i nostri rifiuti; rimane vicino a tutti, pazientemente, senza imporsi e costringere alcuno, senza forzare la mano. E’ un mendicante d’amore, che bussa al cuore degli uomini ed attende che qualcuno gli apra.

Questo è il mistero dell’amore di Dio.

Gesù è il testimone di quest’amore, è lui che lo rivela ed è lui che chiama tutti i suoi discepoli ad annunziare, con le parole e con le opere, quest’amore agli uomini.

Ogni comunità cristiana che accoglie il dono di quest’amore e lo pone a fondamento della propria esistenza, come vincolo che unisce tra loro i fratelli, rivela Dio al mondo.

 

Ogni comunità cristiana

che vive unita nell’amore fraterno,

rivela al mondo il volto di Dio amore

 

 

2.        La preghiera di Gesù per l’unità della Chiesa.

La sera prima di morire Gesù ha pregato il Padre per quest’unità dei cristiani fondata sull’amore reciproco, ha pregato perché i cristiani sappiano testimoniare al mondo l’amore della Santissima Trinità: “Padre, che tutti siano una cosa sola, come tu sei in me ed io in te. Che siano perfetti nell’unità e il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,21).

E’ importante, a questo punto, cercare di capire che l’amore di cui stiamo parlando non è un sentimento umano legato ad una passione, ad un’attrazione, ad una simpatia. L’amore di cui parliamo è l’amore con la “A” maiuscola, che ci è donato da Dio; è lo Spirito Santo dentro di noi che ci rende capaci di volere il bene dell’altro, anche quando l’altro, umanamente parlando, ci è ostile o antipatico, ci offende o comunque ha verso di noi comportamenti che ci indispettiscono e provocano in noi il desiderio di rendere, come dire, “pan per focaccia”.

L’amore umano è spesso imparentato con l’egoismo, con la violenza, con l’odio, perché è un amore che unisce soltanto con chi ci è gradito mentre con gli altri spesso produce separazione e divisione.

Soltanto l’amore che ci è donato da Dio conduce all’unità perché è l’espressione dell’amore di Dio che è Padre di tutti. Egli non guarda l’aspetto esteriore e non fa l’elenco delle nostre buone azioni: è un Padre che ama ciascuno dei suoi figli con amore geloso ed esclusivo; è un Padre che soffre nel vedere un fratello maltrattare il fratello, il più forte opprimere il debole.

Ciascuno di noi è chiamato ad impegnarsi personalmente e, insieme con gli altri, a costruire e vivere quest’unità fondata sull’amore, che deve essere la caratteristica della Chiesa.

Allora possiamo impegnarci, per esempio, già nel nostro gruppo di catechismo, cercando di conoscerci meglio, aiutandoci vicendevolmente a crescere come persone e come cristiani, condividendo una conoscenza sempre più approfondita del Vangelo, partecipando alle iniziative della nostra parrocchia ecc.

Possiamo scoprire che Chiesa è anche la nostra famiglia quando è unita da una medesima fede, quando i genitori pregano, quando tutti in famiglia si aiutano, superando difficoltà ed egoismi, quando si dimenticano i torti e si bada più a ciò che unisce che a ciò che divide i cuori.

Costruiamo l’unità nella Chiesa quando preghiamo con i nostri amici in parrocchia, quando ascoltiamo la Parola di Dio e ne discutiamo insieme o quando cerchiamo di vivere come Gesù ci suggerisce.

Soprattutto impariamo ad essere Chiesa, unita nell’amore, quando partecipiamo come membri attenti e consapevoli, facendo ciascuno la propria parte, nelle celebrazioni liturgiche (Battesimi, Matrimoni, funerali...), in modo particolare quelle eucaristiche, la Santa Messa. Nelle celebrazioni, infatti, i cristiani sono adunati dallo Spirito Santo a formare un’unica famiglia, perché

 

questa è la volontà di Dio:

che la Chiesa sia sempre una cosa sola,

come manifestazione dell’amore

del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.58.02

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