“Sarete miei testimoni”
IL VOLTO DELLA CHIESA
Per rivelare Dio
al mondo
1. La Chiesa è inviata al mondo per rivelare il volto
di Dio agli uomini.
Come
possono gli uomini conoscere Dio? Nessuna parola umana può
spiegarlo, nessuno sforzo della nostra mente potrà
comprenderlo fino in fondo: il mistero di Dio è per se stesso
superiore alla comprensione umana.
Se Dio
stesso non prendesse l’iniziativa di rivelare agli uomini
questo mistero, attraverso parole adeguate e per mezzo del suo
stesso figlio Gesù, gli uomini non potrebbero dirne nulla: è
Gesù, il Dio con noi, che ci ha rivelato il mistero di Dio
Trinità, cioè Dio comunità, Dio famiglia.
L’evangelista Giovanni dice chiaramente che Dio è amore.
E’ Gesù
a rivelarlo; è lui il testimone dell’amore trinitario.
Nella
Trinità c’è una continua circolazione d’amore: il Padre è
l’Amante che ama eternamente il Figlio, l’Amato, e lo Spirito
Santo è l’Amore, fuoco eternamente acceso tra il Padre e il
Figlio.
Ora, il
Figlio, facendosi uomo con gli uomini, ha spalancato un varco,
attraverso il quale quell’Amore eterno si è riversato su tutti
noi. Con Gesù anche noi siamo entrati in quel circolo d’amore
e prendiamo parte alla vita stessa di Dio. La Trinità è un
triangolo aperto da un lato: i vertici di questa apertura sono
Gesù Cri sto e lo Spirito Santo; essi ci indicano la direzione
verso il Padre.
Tutto
questo ci è concesso gratuitamente ed anticipatamente: a noi
non è richiesta alcuna condizione. D’altronde in quale modo
potremmo conciliarci ed acquistarci l’amore e l’amicizia di
Dio?
Dio è
amore e ci ama senza neanche chiederci di corrispondere
quest’amore. Continua ad amarci, anche se gli opponiamo i
nostri rifiuti; rimane vicino a tutti, pazientemente, senza
imporsi e costringere alcuno, senza forzare la mano. E’ un
mendicante d’amore, che bussa al cuore degli uomini ed attende
che qualcuno gli apra.
Questo è
il mistero dell’amore di Dio.
Gesù è
il testimone di quest’amore, è lui che lo rivela ed è lui che
chiama tutti i suoi discepoli ad annunziare, con le parole e
con le opere, quest’amore agli uomini.
Ogni
comunità cristiana che accoglie il dono di quest’amore e lo
pone a fondamento della propria esistenza, come vincolo che
unisce tra loro i fratelli, rivela Dio al mondo.
Ogni comunità cristiana
che vive unita nell’amore fraterno,
rivela al mondo il volto di Dio amore
2. La preghiera di Gesù per l’unità della Chiesa.
La sera
prima di morire Gesù ha pregato il Padre per quest’unità dei
cristiani fondata sull’amore reciproco, ha pregato perché i
cristiani sappiano testimoniare al mondo l’amore della
Santissima Trinità: “Padre, che tutti siano una cosa sola,
come tu sei in me ed io in te. Che siano perfetti
nell’unità e il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,21).
E’
importante, a questo punto, cercare di capire che l’amore di
cui stiamo parlando non è un sentimento umano legato ad una
passione, ad un’attrazione, ad una simpatia. L’amore di cui
parliamo è l’amore con la “A” maiuscola, che ci è donato da
Dio; è lo Spirito Santo dentro di noi che ci rende capaci di
volere il bene dell’altro, anche quando l’altro,
umanamente parlando, ci è ostile o antipatico, ci offende o
comunque ha verso di noi comportamenti che ci indispettiscono
e provocano in noi il desiderio di rendere, come dire, “pan
per focaccia”.
L’amore
umano è spesso imparentato con l’egoismo, con la violenza, con
l’odio, perché è un amore che unisce soltanto con chi ci è
gradito mentre con gli altri spesso produce separazione e
divisione.
Soltanto
l’amore che ci è donato da Dio conduce all’unità perché è
l’espressione dell’amore di Dio che è Padre di tutti.
Egli non guarda l’aspetto esteriore e non fa l’elenco delle
nostre buone azioni: è un Padre che ama ciascuno dei suoi
figli con amore geloso ed esclusivo; è un Padre che soffre nel
vedere un fratello maltrattare il fratello, il più forte
opprimere il debole.
Ciascuno
di noi è chiamato ad impegnarsi personalmente e, insieme con
gli altri, a costruire e vivere quest’unità fondata
sull’amore, che deve essere la caratteristica della Chiesa.
Allora
possiamo impegnarci, per esempio, già nel nostro gruppo di
catechismo, cercando di conoscerci meglio, aiutandoci
vicendevolmente a crescere come persone e come cristiani,
condividendo una conoscenza sempre più approfondita del
Vangelo, partecipando alle iniziative della nostra parrocchia
ecc.
Possiamo
scoprire che Chiesa è anche la nostra famiglia quando è unita
da una medesima fede, quando i genitori pregano, quando tutti
in famiglia si aiutano, superando difficoltà ed egoismi,
quando si dimenticano i torti e si bada più a ciò che unisce
che a ciò che divide i cuori.
Costruiamo l’unità nella Chiesa quando preghiamo con i nostri
amici in parrocchia, quando ascoltiamo la Parola di Dio e ne
discutiamo insieme o quando cerchiamo di vivere come Gesù ci
suggerisce.
Soprattutto impariamo ad essere Chiesa, unita nell’amore,
quando partecipiamo come membri attenti e consapevoli, facendo
ciascuno la propria parte, nelle celebrazioni liturgiche
(Battesimi, Matrimoni, funerali...), in modo particolare
quelle eucaristiche, la Santa Messa. Nelle celebrazioni,
infatti, i cristiani sono adunati dallo Spirito Santo a
formare un’unica famiglia, perché
questa è la volontà di Dio:
che la Chiesa sia sempre una cosa sola,
come manifestazione dell’amore
del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
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