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“Sarete miei testimoni”
CON LA FORZA DELLO SPIRITO
SANTO
Battezzati
nello Spirito
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Dagli Atti degli
Apostoli.
1, 14
2,
1-6.14.22-23.32-33.41
“Tutti
(gli apostoli) erano
assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune
donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di
lui.
Al compiersi della
Pentecoste, gli apostoli si trovavano tutti insieme nello
stesso luogo. Venne all‘improvviso dal cielo un rombo,
come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la
casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di
fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro;
ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono
a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il
potere d’esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme
Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo.
Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase
sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria
lingua.
Allora Pietro, levatosi
in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così:
“Uomini di Giudea e voi tutti che vi trovate a
Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle
mie parole: Gesù di Nazaret,
uomo
accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli,
prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera
sua, come voi ben sapete,
dopo
che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di
Dio, fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla
croce per mano di empi e l’avete ucciso. Questo Gesù, Dio
l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato
pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre
lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso,
come voi stessi potete vedere e udire.
Allora coloro che
accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si
unirono a loro circa tremila persone. |
La festa ebraica di Pentecoste,
cinquanta giorni dopo la Pasqua, era, inizialmente, una festa
agricola (il primo covone del raccolto era offerto a Dio) e,
col tempo, divenne la commemorazione dell’Alleanza del Sinai,
in attesa della Nuova Alleanza, quella che Israele avrebbe
stipulata con il Messia che doveva venire nel mondo.
Con la discesa dello Spirito
Santo, la Pentecoste segna l’inizio della vita e della
predicazione della Chiesa.
Il dono dello Spirito
Santo viene indicato con tre simboli:
il vento, il fuoco e le lingue.
-
Il vento o soffio,
è detto in ebraico ed in greco con lo stesso vocabolo
usato per indicare lo spirito (pneuma). Nella Sacra
Scrittura il vento (il soffio, lo spirito ...) simboleggia
l’azione creatrice di Dio. Il credente
è come ri-creato; a Pentecoste lo Spirito
Santo genera una nuova nascita di coloro che credono in
Cristo.
-
Il fuoco è il simbolo
usato nella Bibbia per farci capire che Dio si
manifesta agli uomini (il roveto ardente, la
colonna di fuoco che accompagna gli israeliti nell’esodo
dall’Egitto...). La comparsa del fuoco nel cenacolo sta ad
indicare la presenza di Dio accanto ai credenti. L’uomo non
può trattenere il fuoco con le mani o possederlo; eppure
esso lo attraversa con la sua luce, lo conforta col suo
calore ed è indispensabile alla sua esistenza. Lo Spirito
Santo, allora, presentato come fuoco, rivela la presenza e
la vicinanza di Dio all’uomo.
-
Le lingue. Lo Spirito
Santo si posa sugli apostoli sotto forma di lingue di
fuoco; gli apostoli parlano improvvisamente lingue
diverse; gli stranieri presenti in Gerusalemme comprendono
l’annuncio degli apostoli ciascuno nella propria lingua.
Questo significa che lo Spirito Santo, ricevuto in dono,
ci rende capaci di parlare di Gesù risorto,
ci trasforma in testimoni del Signore risorto. Ci
insegna poi a parlare il linguaggio di ogni uomo,
a farci capire da ogni uomo, sapendo che gli uomini non
parlano soltanto attraverso le parole ma anche attraverso i
gesti, i comportamenti, il modo di vestire, le
manifestazioni dei propri sentimenti ecc...
Infine lo Spirito Santo allarga
i confini del popolo di Dio: l’umanità intera, senza più
divisioni di lingue, razze e culture diverse può entrare a fa
parte del popolo di Dio, della Chiesa.
Abbiamo detto che lo Spirito
Santo è dono, ci è donato dal Padre. Su questo bisogna
capirsi bene. Se è vero che tutto è dono di Dio (lo Spirito
Santo, la salvezza, il perdono dei peccati ecc.) questo non
significa che noi uomini possiamo starcene fermi ed inattivi,
senza fare la nostra parte, evidentemente. Se vogliamo che
ogni dono di Dio sia capace di cambiare la nostra vita,
trasformandoci in uomini veri ad imitazione del Signore Gesù,
è necessario, da parte nostra l’accoglienza del dono,
la nostra accettazione e disponibilità. Altrimenti il dono,
rifiutato o dimenticato da chi lo riceve, resta un semplice
soprammobile, bello ma perfettamente inutile. Dio non ci
costringe a credere in lui e ad ottenere la salvezza. Egli ci
riempie di doni, soprattutto del dono dello Spirito Santo ma
ci lascia liberi di accettare o meno questi suoi doni.
Vediamo ora come cambia la
vita degli Apostoli dopo aver ricevuto il dono dello
Spirito Santo.
Innanzitutto c’è da dire che la
Pentecoste
-
realizza la parola con cui
Gesù ci prometteva il dono dello Spirito, del Consolatore;
-
realizza anche le profezie
dell’Antico Testamento.
-
Contemporaneamente la
Pentecoste rappresenta un inizio, la nascita della Chiesa ed
i primi passi della sua missione.
Lo Spirito Santo scende su
un gruppo di persone chiuse nel cenacolo, al riparo, per paura
di subire condanne e persecuzioni - come era accaduto a Gesù -
e trasforma quelle stesse persone in testimoni
consapevoli e coraggiosi. Il gruppo dei discepoli si trasforma
in comunità di salvezza, in
Chiesa.
Le condizioni importanti e
favorevoli perché Dio doni l’abbondanza del suo Spirito
sembrano essere due:
-
la
preghiera e [“Erano assidui e concordi nella preghiera”
(At. 1, 14)]
-
lo
stare insieme: [“Si trovavano tutti insieme nello
stesso luogo” (At. 2, 1)]
Lo Spirito non è donato ad
alcuni ma a tutta la comunità; lo Spirito cioè viene
effuso sui singoli apostoli perché sono riuniti insieme, in
gruppo. La vita cristiana non è infatti un’esperienza
religiosa individuale. Non esiste un cristianesimo che possa
essere vissuto individualmente, staccandosi da una comunità
ecclesiale, tirandosi fuori della Chiesa.
Dunque lo Spirito trasforma,
produce negli apostoli un cambiamento, dà loro il coraggio
di presentarsi in pubblico per raccontare davanti a tutti
“le grandi opere di Dio “. È il compito più importante dei
credenti: un annuncio coraggioso e pubblico che ha
alcune caratteristiche:
-
E’ un annuncio comunitario:
Pietro che parla lo fa a nome di tutti (“levatosi in
piedi con gli altri undici “). Ogni cristiano, quando
annuncia Gesù, con le parole o con le opere, lo fa a nome di
tutta la Chiesa.
-
E’ un annuncio che ha come
centro il racconto di Gesù, crocifisso e risorto, della sua
persona, delle sue parole e dei suoi gesti (“Uomini
d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazareth...
“).
-
E’ un annuncio che incontra il
consenso e il dissenso, può essere accolto o rifiutato.
Quando noi cristiani testimoniamo con le parole e con la
nostra vita il Vangelo di Gesù, quando noi cerchiamo di
vivere come Gesù ci ha insegnato, dobbiamo sapere ed
accettare che sicuramente altri, magari i nostri compagni di
scuola o di lavoro, i nostri amici, possano non essere
d’accordo con noi, possano deriderci, prenderci in giro e,
forse, anche perseguitarci. Ma noi sappiamo che hanno fatto
così anche con Gesù.
Con il Battesimo noi
siamo diventati cristiani. Gesù,
cioè, ci ha resi partecipi della sua Pasqua di morte e
risurrezione: infatti ci ha liberato dal peccato e ci ha fatto
risorgere con lui a vita nuova. Quel giorno, per la prima
volta siamo stati segnati dallo Spirito Santo. Attendiamo di
ricevere nella Confermazione il sigillo dello Spinto Santo,
come una nuova Pentecoste.
Vivere da cristiano è una
scelta da realizzare giorno dopo giorno, sapendo che lo
Spirito Santo ci assiste, ci dà forza e soccorre la nostra
debolezza e la nostra fragilità.
Vieni, o
Spirito Creatore,
visita le
nostre menti,
riempi della
tua grazia
i cuori che
hai creato
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