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catechesi

 



 

 

 

 

a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

diaconicomo


 


 

“Sarete miei testimoni”

CON LA FORZA DELLO SPIRITO SANTO

 Battezzati nello Spirito

 

 

 

Dagli Atti degli Apostoli.

1, 14

2, 1-6.14.22-23.32-33.41

“Tutti (gli apostoli) erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.

Al compiersi della Pentecoste, gli apostoli si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all‘improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua.

Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: “Uomini di Giudea e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole: Gesù di Nazaret,  uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete,  dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l’avete ucciso. Questo Gesù, Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire.

Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone.

 

La festa ebraica di Pentecoste, cinquanta giorni dopo la Pasqua, era, inizialmente, una festa agricola (il primo covone del raccolto era offerto a Dio) e, col tempo, divenne la commemorazione dell’Alleanza del Sinai, in attesa della Nuova Alleanza, quella che Israele avrebbe stipulata con il Messia che doveva venire nel mondo.

Con la discesa dello Spirito Santo, la Pentecoste segna l’inizio della vita e della predicazione della Chiesa.

Il dono dello Spirito Santo viene indicato con tre simboli: il vento, il fuoco e le lingue.

  •      Il vento o soffio, è detto in ebraico ed in greco con lo stesso vocabolo usato per indicare lo spirito (pneuma). Nella Sacra Scrittura il vento (il soffio, lo spirito ...) simboleggia l’azione creatrice di Dio. Il credente è come ri-creato; a Pentecoste lo Spirito Santo genera una nuova nascita di coloro che credono in Cristo.

  •     Il fuoco è il simbolo usato nella Bibbia per farci capire che Dio si manifesta agli uomini (il roveto ardente, la colonna di fuoco che accompagna gli israeliti nell’esodo dall’Egitto...). La comparsa del fuoco nel cenacolo sta ad indicare la presenza di Dio accanto ai credenti. L’uomo non può trattenere il fuoco con le mani o possederlo; eppure esso lo attraversa con la sua luce, lo conforta col suo calore ed è indispensabile alla sua esistenza. Lo Spirito Santo, allora, presentato come fuoco, rivela la presenza e la vicinanza di Dio all’uomo.

  •      Le lingue. Lo Spirito Santo si posa sugli apostoli sotto forma di lingue di fuoco; gli apostoli parlano improvvisamente lingue diverse; gli stranieri presenti in Gerusalemme comprendono l’annuncio degli apostoli ciascuno nella propria lingua. Questo significa che lo Spirito Santo, ricevuto in dono, ci rende capaci di parlare di Gesù risorto, ci trasforma in testimoni del Signore risorto. Ci insegna poi a parlare il linguaggio di ogni uomo, a farci capire da ogni uomo, sapendo che gli uomini non parlano soltanto attraverso le parole ma anche attraverso i gesti, i comportamenti, il modo di vestire, le manifestazioni dei propri sentimenti ecc...

Infine lo Spirito Santo allarga i confini del popolo di Dio: l’umanità intera, senza più divisioni di lingue, razze e culture diverse può entrare a fa parte del popolo di Dio, della Chiesa.

Abbiamo detto che lo Spirito Santo è dono, ci è donato dal Padre. Su questo bisogna capirsi bene. Se è vero che tutto è dono di Dio (lo Spirito Santo, la salvezza, il perdono dei peccati ecc.) questo non significa che noi uomini possiamo starcene fermi ed inattivi, senza fare la nostra parte, evidentemente. Se vogliamo che ogni dono di Dio sia capace di cambiare la nostra vita, trasformandoci in uomini veri ad imitazione del Signore Gesù, è necessario, da parte nostra l’accoglienza del dono, la nostra accettazione e disponibilità. Altrimenti il dono, rifiutato o dimenticato da chi lo riceve, resta un semplice soprammobile, bello ma perfettamente inutile. Dio non ci costringe a credere in lui e ad ottenere la salvezza. Egli ci riempie di doni, soprattutto del dono dello Spirito Santo ma ci lascia liberi di accettare o meno questi suoi doni.

Vediamo ora come cambia la vita degli Apostoli dopo aver ricevuto il dono dello Spirito Santo.

Innanzitutto c’è da dire che la Pentecoste

  • realizza la parola con cui Gesù ci prometteva il dono dello Spirito, del Consolatore;

  • realizza anche le profezie dell’Antico Testamento.

  • Contemporaneamente la Pentecoste rappresenta un inizio, la nascita della Chiesa ed i primi passi della sua missione.

Lo Spirito Santo scende su un gruppo di persone chiuse nel cenacolo, al riparo, per paura di subire condanne e persecuzioni - come era accaduto a Gesù - e trasforma quelle stesse persone in testimoni consapevoli e coraggiosi. Il gruppo dei discepoli si trasforma in comunità di salvezza, in Chiesa.

Le condizioni importanti e favorevoli perché Dio doni l’abbondanza del suo Spirito sembrano essere due:

  •  la preghiera e [“Erano assidui e concordi nella preghiera” (At. 1, 14)]

  •  lo stare insieme: [“Si trovavano tutti insieme nello stesso luogo” (At. 2, 1)]

Lo Spirito non è donato ad alcuni ma a tutta la comunità; lo Spirito cioè viene effuso sui singoli apostoli perché sono riuniti insieme, in gruppo. La vita cristiana non è infatti un’esperienza religiosa individuale. Non esiste un cristianesimo che possa essere vissuto individualmente, staccandosi da una comunità ecclesiale, tirandosi fuori della Chiesa.

Dunque lo Spirito trasforma, produce negli apostoli un cambiamento, dà loro il coraggio di presentarsi in pubblico per raccontare davanti a tutti “le grandi opere di Dio “. È il compito più importante dei credenti: un annuncio coraggioso e pubblico che ha alcune caratteristiche:

 

  •     E’ un annuncio comunitario: Pietro che parla lo fa a nome di tutti (“levatosi in piedi con gli altri undici “). Ogni cristiano, quando annuncia Gesù, con le parole o con le opere, lo fa a nome di tutta la Chiesa.

  •      E’ un annuncio che ha come centro il racconto di Gesù, crocifisso e risorto, della sua persona, delle sue parole e dei suoi gesti (“Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazareth... “).

  •     E’ un annuncio che incontra il consenso e il dissenso, può essere accolto o rifiutato. Quando noi cristiani testimoniamo con le parole e con la nostra vita il Vangelo di Gesù, quando noi cerchiamo di vivere come Gesù ci ha insegnato, dobbiamo sapere ed accettare che sicuramente altri, magari i nostri compagni di scuola o di lavoro, i nostri amici, possano non essere d’accordo con noi, possano deriderci, prenderci in giro e, forse, anche perseguitarci. Ma noi sappiamo che hanno fatto così anche con Gesù.

 

Con il Battesimo noi siamo diventati cristiani. Gesù, cioè, ci ha resi partecipi della sua Pasqua di morte e risurrezione: infatti ci ha liberato dal peccato e ci ha fatto risorgere con lui a vita nuova. Quel giorno, per la prima volta siamo stati segnati dallo Spirito Santo. Attendiamo di ricevere nella Confermazione il sigillo dello Spinto Santo, come una nuova Pentecoste.

Vivere da cristiano è una scelta da realizzare giorno dopo giorno, sapendo che lo Spirito Santo ci assiste, ci dà forza e soccorre la nostra debolezza e la nostra fragilità.

 

Vieni, o Spirito Creatore,

visita le nostre menti, 

riempi della tua grazia

i cuori che hai creato

 



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.57.59

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