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catechesi

 



 

 

 

 

a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

diaconicomo


 


 

“Sarete miei testimoni”

 

Sesto incontro

La promessa
di Gesù

 

 

 

 

Prima di tornare al Padre suo, Gesù fa ai suoi discepoli la promessa di un dono grandissimo: una forza nuova da accogliere per realizzare quel meraviglioso progetto di salvezza e di gioia che Dio ha preparato per ciascun uomo.

 

Leggiamo il racconto dell’Ascensione in Atti degli Apostoli 1, 6-11.

 

Luca attribuisce molta importanza all’avvenimento dell’ascensione e perciò lo racconta due volte, alla fine del vangelo e all’inizio del libro degli Atti.

L’ascensione conclude il cammino terreno di Gesù e segna l’inizio del cammino e della missione dei suoi discepoli, di tutti noi, della Chiesa.

Cerchiamo di comprendere il significato delle parole che Luca usa per descrivere questo evento dell’ascensione: “cielo”, “destra di Dio”, “Signore”... perché anche il linguaggio religioso ha un suo significato. Quando nella Bibbia si usa la parola “cielo” si vuole indicare non un luogo ben preciso, quello dove splende il sole e le altre stelle, ma qualcosa di molto più importante: è la nuova creazione, il nuovo modo di vivere, dove noi saremo insieme a Dio. È la nuova condizione in cui si trova a vivere Gesù dopo la sua risurrezione, con un corpo non più mortale e terreno ma con un corpo glorioso che non è più legato alle leggi della natura, né a quelle del tempo o dello spazio.

Già da ora però noi possiamo cominciare a vivere con Dio. Il testo dell’ascensione parla di una nuvola che avvolge Gesù, nascondendolo alla vista dei discepoli:

Gesù è ancora vicino ai discepoli anche se non è più visibile.

Questo significa che Dio è vicino agli uomini anche se questi non riescono a vederlo.

D’altronde Dio è così grande e potente nella sua gloria che nessun uomo potrebbe sostenere la sua vista e perciò la Bibbia usa l’immagine della nuvola quando vuole indicare questa vicinanza invisibile di Dio.

Viene meno allora la presenza visibile di Gesù, ma questo non significa che egli sia assente. La sua presenza continua in altri modi:

è presente nel dono dello Spirito Santo, nell’eucaristia, nella Parola e nella predicazione degli apostoli, nella chiesa radunata, nel servizio che si rende ai fratelli; è presente anche in ogni uomo, in particolare in quelli che sono poveri e che soffrono.

 

Luca descrive il fatto vero e proprio dell’ascensione in una sola riga mentre si dilunga a parlare del prima e del dopo attirando l’attenzione sui due atteggiamenti sbagliati dei discepoli.

-                      Prima i discepoli sono preoccupati di sapere quale sia il momento in cui il Signore restaurerà il regno di Israele: essi pensano alla restaurazione del regno terreno del popolo d’Israele e non hanno capito che il Regno di cui Gesù ha parlato è qualcosa di ben diverso ed ha a che fare con il disegno di salvezza che Dio ha preparato per tutti gli uomini, per tutti i popoli e non soltanto per l’antico popolo eletto. I discepoli non devono preoccuparsi di conoscere i segreti di Dio ma, con la forza dello Spirito Santo, devono impegnarsi nella missione di essere testimoni di Gesù risorto, portando il suo vangelo ed il suo annunzio di salvezza in ogni parte del mondo, a tutti i popoli.

-                      Dopo, partito Gesù, i discepoli restano a guardare il cielo ed anche questo loro atteggiamento è rimproverato, questa volta non da Gesù ma dagli angeli. Gli angeli invitano i discepoli rientrare fra la gente, a rivolgere la loro attenzione alle realtà ed ai problemi terreni. Essi hanno conosciuto Gesù, lo hanno visto risorto e salito al cielo ed ora possiedono una speranza (“questo Gesù tornerà”). Il loro compito è, pertanto, quello di reinserirsi tra la gente ed impegnarsi in mezzo agli uomini.

 

A ciascuno di noi è data una grande responsabilità: accogliere il dono dello Spirito Santo che con la sua luce e la sua forza ci chiama e ci rende capaci di collaborare alla costruzione del regno del Signore. Gesù ha promesso a tutti il dono dello Spirito Santo e perciò tutti sono chiamati a questo compito, a questa missione : è la vocazione cristiana.

Per rispondere a questa chiamata di Dio bisognerà fare lo sforzo di rimuovere gli egoismi, vincere le corruzioni e le ingiustizie, eliminare l’odio e tutte le cause delle guerre e delle violenze, per cercare di costruire la pace in un mondo migliore e più bello.

Per questo però è necessario collaborare con tutti i fratelli cristiani e con tutti gli uomini di buona volontà, anche se non sempre è facile collaborare e vivere uniti.

Per questo Gesù risorto ha promesso e donato lo Spirito Santo alla sua Chiesa perché sappia annunziare e realizzare il progetto di salvezza e di pace che Dio ha preparato per tutti gli uomini, facendo germogliare e crescere quel seme che Gesù ha gettato nel mondo con la sua vita.

Questo è compito di ogni battezzato.



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.57.59

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