Home page

 

catechesi

 



 

 

 

 

a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

diaconicomo


 


 

“Sarete miei testimoni”

 

Quinto incontro

Dio 
si è fatto 
uno di noi

 

 

 

 

Abbiamo percorso insieme alcune delle tappe più importanti della storia della salvezza, di quella storia, cioè, che vede coinvolti come protagonisti Dio, da una parte, ed il popolo d’Israele, dall’altro. E’ la storia attraverso la quale si rivela, si fa conoscere al suo popolo; sceglie il suo popolo in mezzo alle altre nazioni chiamandolo ad una missione, quella di far conoscere, a sua volta, Dio a tutti gli uomini della terra. Questa storia è anche la storia di una promessa, quella che Dio rivolse al patriarca Abramo, e poi ad Isacco e a Giacobbe; quella che rinnovò a Mosè e a tutto il popolo nell’alleanza del Sinai; quella che ripropose ancora più chiaramente al re Davide: è la promessa di una discendenza numerosa, di una terra in cui vivere in pace; è la promessa di un discendente che regnerà per sempre sul trono di Davide per portare la pace e la salvezza a tutti i popoli.

Abbiamo visto che Dio è stato sempre fedele a questa promessa e, per questa fedeltà ha dimenticato molte volte le infedeltà compiute dal suo popolo, rivelandosi così come un Padre misericordioso che perdona le colpe del proprio figlio e che lo salva dalle difficoltà nelle quali si è cacciato a causa della sua testardaggine.

Ora il tempo è compiuto. E’ giunto il tempo in cui le promesse che Dio ha continuamente rinnovato ad Israele stanno per compiersi, per realizzarsi.

Dio invia sulla terra il suo Figlio Gesù, perché sia il Dio con noi. Dio, che è puro spirito, si incarna, prende su di sé il peso della carne umana, assume un corpo umano, come ogni altro uomo. Questo avviene nel grembo della Vergine Maria, nel momento esatto in cui Maria, dopo l’annunzio dell’angelo, pronunzia le parole: “Eccomi, sono la serva del Signore; si compia in me la sua Parola”.

Abbiamo da poco celebrato la festa del Natale nella quale tutti i cristiani hanno fatto memoria della nascita di Gesù a Betlemme, in una normalissima famiglia, povero in mezzo a gente povera come Maria e Giuseppe, come i pastori; povero tra i poveri, anzi il più povero, l’ultimo degli uomini per non escludere nessuno dalla salvezza che è venuto a portare sulla terra.

Gesù cresce nella sua famiglia, nel villaggio di Nazaret, come un qualsiasi bambino ebreo; impara a conoscere l’amore della sua mamma e di Giuseppe, il suo padre putativo; impara la fatica del lavoro, la gioia dell’amicizia; impara a conoscere la storia del suo popolo attraverso lo studio della Sacra Scrittura; frequenta la sinagoga e con la sua famiglia ed i suoi compaesani si rivolge al Padre con la preghiera dei salmi.

Gesù vive trenta anni a Nazaret nella sua famiglia. In questo periodo di tempo Gesù impara a riconoscere Dio come suo Padre e capisce che il Padre l’ha mandato tra gli uomini per compiere una missione, quella di annunziare la salvezza a tutti gli uomini, di far conoscere a tutti che suo Padre è Padre di tutti, ama tutti e vuole realizzare in pieno la vita e la felicità di tutti i suoi figli. Con Gesù l’amicizia tra Dio e l’umanità è ristabilita.

Per questo Dio ha mandato il suo figlio Gesù. Gesù si è fatto uomo in mezzo agli altri uomini per essere più vicino a tutti, per condividere la vita di ogni uomo, per conoscere nella sua stessa persona la gioia ma anche la fatica del vivere, per sperimentare il dolore per la morte di un amico e la sofferenza di sentirsi rifiutato, accusato e condannato a morte dal suo stesso popolo.

Egli ha salvato gli uomini venendo in mezzo agli uomini, facendosi uno di loro, partecipe della loro storia. Dio avrebbe potuto salvare l’umanità in tanti altri modi ma ha preferito questa salvezza perché gli uomini capissero che Egli è un Dio con noi, che cammina al fianco di ciascuno di noi, che ci prende in braccio quando siamo stanchi, che ci perdona quando vogliamo fare di testa nostra, ci incoraggia a correggere i nostri errori e a riprendere il cammino. Egli capisce la fatica che facciamo per essere fedeli alla sua amicizia perché, nel Signore Gesù, è stato uomo come noi. Ed ora la nostra umanità è presso Dio, è anche l’umanità di Dio: Dio ha assunto la natura umana perché anche la natura umana diventasse partecipe della natura divina.



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.57.58

Il presente sito è ottimizzato per l'utilizzo di Internet Explorer versione 4 e successive

 

© 2001-Elledici Multimedia - Alcune immagini sono state tratte dal CD-rom della Elledici Multimedia "Mille immagini per..."

Tutti i diritti sono riservati