“Sarete miei testimoni”
Quarto
incontro

Da molti anni, dopo la
liberazione dalla schiavitù in Egitto, il popolo di Israele
risiede nella terra promessa da Dio ad Abramo, la Palestina,
dove era giunta sotto la guida di Mosè e poi di Giosuè. Qui la
vita degli israeliti trascorre nell’abbondanza e nella gioia
fintanto che restano fedeli all’alleanza stretta con Dio sotto
il Sinai; ma ogni volta che dimenticano questa promessa e si
allontanano dalla legge di Dio per adorare altri dei ed altri
idoli che fossero meno esigenti nei loro confronti, gli
israeliti perdono l’aiuto del Signore e cadono sotto la
dominazione straniera. Ma Dio è sempre pronto a liberarli
quando essi si pentono della loro infedeltà e del male
commesso e tornano ad osservare i comandamenti. Allora Dio,
come un padre premuroso, si commuove dei suoi figli, ricorda
le promesse fatte al suo popolo e manda loro degli eroi,
uomini forti e pieni dello Spirito di Dio per liberarli dalla
mano degli stranieri e ristabilire il patto di alleanza.
Uno di questi uomini è il
profeta Samuele. Al tempo del profeta Samuele il popolo
d’Israele ritiene che sia giunto il momento di diventare come
tutti gli altri popoli perciò vuole avere un capo stabile che
lo guidi vittorioso nelle battaglie e lo governi con
giustizia. Samuele, così, guidato dal Signore, consacra re un
giovane della tribù di Beniamino di nome Saul.
Ma ben presto Saul divenne
infedele a Dio cosicché il Signore lo privò della sua
benedizione: Saul che prima aveva acquistato potere e onori
per le sue vittorie sui popoli confinanti, cominciò a subire
pesanti sconfitte dagli stranieri, perché il Signore lo aveva
abbandonato.
Allora il Signore Dio affidò a
Samuele il compito di recarsi in una piccola città della
Giudea, chiamata Betlemme (sì, proprio la stessa città dove
nascerà secoli dopo Gesù), per consacrare re, con l’unzione
dell’olio benedetto, un giovane pastore figlio di Iesse, di
nome Davide.
Unzione di Davide
1
E il
Signore disse a Samuele: “Fino a quando piangerai su Saul,
mentre io l’ho rigettato perché non regni su Israele? Riempi
di olio il tuo corno e parti. Ti ordino di andare da Iesse il
Betlemmita, perché tra i suoi figli mi sono scelto un re”.
2
Samuele
rispose: “Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi
ucciderà”. Il Signore soggiunse: “Prenderai con te una
giovenca e dirai: Sono venuto per sacrificare al Signore.
3
Inviterai
quindi Iesse al sacrificio. Allora io ti indicherò quello che
dovrai fare e tu ungerai colui che io ti dirò”.
4
Samuele
fece quello che il Signore gli aveva comandato e venne a
Betlemme; gli anziani della città gli vennero incontro
trepidanti e gli chiesero: “È di buon augurio la tua venuta?
”.
5
Rispose: “È
di buon augurio. Sono venuto per sacrificare al Signore.
Provvedete a purificarvi, poi venite con me al sacrificio”.
Fece purificare anche Iesse e i suoi figli e li invitò al
sacrificio.
6
Quando
furono entrati, egli osservò Eliab e chiese: “È forse davanti
al Signore il suo consacrato? ”.
7
Il Signore
rispose a Samuele: “Non guardare al suo aspetto né
all’imponenza della sua statura. Io l’ho scartato, perché io
non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza,
il Signore guarda il cuore”.
8
Iesse fece
allora venire Abìnadab e lo presentò a Samuele, ma questi
disse: “Nemmeno su costui cade la scelta del Signore”.
9
Iesse fece
passare Samma e quegli disse: “Nemmeno su costui cade la
scelta del Signore”.
10
Iesse
presentò a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a
Iesse: “Il Signore non ha scelto nessuno di questi”.
11
Samuele
chiese a Iesse: “Sono qui tutti i giovani? ”. Rispose Iesse:
“Rimane ancora il più piccolo che ora sta a pascolare il
gregge”. Samuele ordinò a Iesse: “Manda a prenderlo, perché
non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui”.
12
Quegli
mandò a chiamarlo e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi
e gentile di aspetto. Disse il Signore: “Alzati e ungilo: è
lui! ”.
13
Samuele
prese il corno dell’olio e lo consacrò con l’unzione in mezzo
ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore si posò su Davide
da quel giorno in poi. Samuele poi si alzò e tornò a Rama.
Abbandonato da Dio, Saul,
durante una battaglia fu sconfitto e ucciso. Il popolo allora
proclamò Davide come proprio re.
Davide fu un re molto abile e
saggio e, sotto il suo regno, le 12 tribù d’Israele diventano
un’unica nazione: finora, infatti, esse avevano vissuto come
singole famiglie che si riunivano solo in occasioni importanti
come, ad esempio, la difesa dagli attacchi dei nemici.
Con Davide Dio rinnova quella
promessa che aveva fatto ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe e
che poi aveva rinnovato nell’alleanza con Mosè, una promessa
di fedeltà e di protezione, la promessa di una discendenza
numerosa. Ma con Davide questa promessa diventa ancora più
precisa. Ascoltiamola dal racconto della Bibbia.
Profezia di Natan
Allora Dio
disse al profeta Natan:
8
Riferirai
al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: Io
ti presi dai pascoli, mentre seguivi il gregge, perché tu
fossi il capo d’Israele mio popolo;
9
sono stato
con te dovunque sei andato; anche per il futuro distruggerò
davanti a te tutti i tuoi nemici e renderò il tuo nome grande
come quello dei grandi che sono sulla terra.
10
Fisserò un
luogo a Israele mio popolo e ve lo pianterò perché abiti in
casa sua e non sia più agitato e gli iniqui non lo opprimano
come in passato,
11
al tempo in
cui avevo stabilito i Giudici sul mio popolo Israele e gli
darò riposo liberandolo da tutti i suoi nemici. Te poi il
Signore farà grande, poiché una casa farà a te il Signore.
12
Quando i
tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri,
io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue
viscere, e renderò stabile il suo regno.
13
Egli
edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile per
sempre il trono del suo regno.
14
Io gli sarò
padre ed egli mi sarà figlio.
Se farà il male, lo castigherò con verga d’uomo e con i colpi
che danno i figli d’uomo,
15
ma non
ritirerò da lui il mio favore, come l’ho ritirato da Saul, che
ho rimosso dal trono dinanzi a te.
16
La tua casa
e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo
trono sarà reso stabile per sempre”.
Che cosa ha voluto dire il
Signore a Davide con questa promessa? Chi sarà questo
discendente di Davide che regnerà per sempre?
E’ Gesù questo discendente di
Davide che salirà sul suo trono e regnerà per sempre. Egli
nacque a Betlemme, la città di Davide, dove Maria e Giuseppe,
che erano discendenti di Davide, si erano recati per
registrare la nascita del piccolo Gesù, secondo come aveva
ordinato l’imperatore Cesare Augusto che aveva indetto il
censimento di tutte le popolazioni dell’impero romano.
Dio è fedele alle promesse
fatte: dalla discendenza di Davide nascerà il Messia che
regnerà per sempre su tutti i popoli della terra. In lui
saranno benedette tutte le nazioni perché egli è il salvatore
che viene a liberare gli uomini dalla schiavitù del peccato e
fare di essi una sola famiglia secondo il progetto d’amore
pensato da Dio fin dalla creazione del mondo.
RIFLETTIAMO:
Dio è fedele
alle promesse fatte ad Abramo, ai patriarchi e a Mosè. Ancora
oggi Dio continua a chiamare uomini e donne per realizzare i
suoi progetti di salvezza e, come accadde per Davide che era
un semplice e piccolo pastore, chiama persone semplici ai
quali affida compiti di grande responsabilità. Dio, infatti,
non guarda l’aspetto esteriore, il colore della pelle, le
ricchezze come facciamo noi uomini ma guarda al cuore delle
persone: chi è docile e disponibile alla sua volontà può
compiere grandi cose. Ciascuno di voi, con il battesimo, è
stato chiamato dal Signore, è stato chiamato per nome, è stato
unto come il re Davide, per compiere una missione
importante, quella che egli vorrà affidarvi.
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