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catechesi

 



 

 

 

 

a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

diaconicomo

“Sarete miei testimoni”

 

Terzo incontro

Un popolo di uomini
liberati

 

 

 

Non so se capita anche a voi quello che è capitato a me, non solo quando ero ancora bambinetto ma anche fino a poco tempo fa, quando mio padre era ancora in vita. Nelle più diverse occasioni ma, più spesso a tavola ed in occasioni di feste, egli amava raccontare a me e ai miei fratelli le storie della sua gioventù, della guerra e della sua prigionia, le storie insomma della nostra famiglia. A dire il vero erano storie a volte molto vive e più vicine, a volte ingiallite dal tempo e dai contorni un po’ sfumati. Ma era sempre con grande attenzione che seguivamo questi racconti avvincenti, accaduti prima che noi nascessimo, sempre pronti a lasciarci trasportare dalla fantasia che ci soccorreva nel tentativo di ricostruire i luoghi e i tempi degli avvenimenti narrati. Devo dire che poi ho fatto anch’io la stessa cosa con le mie figlie!

Ma perché vi dico tutto questo?

Gli ebrei erano un popolo molto orgoglioso della propria storia perché era una storia nella quale Dio era sempre stato presente per guidarlo verso la salvezza, verso la Terra promessa, e proteggerlo nelle situazioni più difficili e pericolose. Grandi opere Dio aveva compiuto per amore del suo popolo e, perciò, nelle famiglie della Palestina, i padri ed i nonni erano soliti raccontare i grandi avvenimenti della storia del loro popolo.

Anche Maria e Giuseppe hanno raccontato questa grande storia al loro figlio, Gesù, quand’era ancora ragazzo; inoltre Gesù, come tutti gli altri suoi compagni, ha ascoltato questa storia anche nella sinagoga di Nazareth. Qui, infatti, i ragazzi ebrei si recavano, come fate voi che ogni mattina andate a scuola, per imparare a leggere e a scrivere aiutati da un maestro e adoperando il solo libro della Bibbia, il libro della Parola di Dio.

Ma soprattutto in occasione della grande festa della Pasqua, che si celebrava ogni anno, tutti ricordavano solennemente i grandi fatti che Dio compì in favore del suo popolo, liberandolo con grandi prodigi dalla schiavitù in Egitto e conducendolo nel deserto, verso la Terra promessa. La notte di Pasqua tutta la famiglia si radunava e stavano in piedi, vestiti da viaggio, con il bastone in mano per ricordare la partenza dalla terra d’Egitto. Poi preparavano un agnello arrostito e del pane non lievitato, detto pane azzimo, e mangiavano il tutto accompagnandolo con erbe amare. Ad un certo punto della cena, il più piccolo dei bambini faceva questa domanda: “Perché questa sera facciamo una cosa così diversa dal solito?” ed il capo della famiglia, allora, prendeva la parola ed iniziava a raccontare la grande storia del popolo ebreo, le grandi opere che Dio aveva compiuto per rimanere fedele alle promesse fatte ad Abramo e rinnovate poi ad Isacco e a Giacobbe.

Nel racconto che adesso ascolteremo dobbiamo fare attenzione ad alcuni passaggi importanti. Essi sono:

*      La fedeltà di Dio alle promesse, al patto di amicizia stretto con Abramo, Isacco e Giacobbe (“Dio ascoltò il lamento del suo popolo e si ricordò dell’alleanza con Abramo…”)

*      La chiamata di un uomo: come un tempo aveva chiamato Abramo, ora Dio chiama Mosè a collaborare con lui alla liberazione d’Israele; la storia infatti è sempre fatta da Dio e dagli uomini

*      La rinnovazione del patto stipulato con Abramo, Isacco e Giacobbe e che adesso Dio rinnova non più con un solo uomo ma con tutto il popolo (“Ora se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza…quanto il Signore ha detto, noi lo faremo.”)

*      La grande festa di Pasqua che, da quel giorno, per tutti gli anni il popolo d’Israele celebrerà per ricordare i grandi avvenimenti della storia della propria salvezza.

 LETTURA DEL TESTO DELL'ESODO

Per riflettere insieme.

La libertà è un bene prezioso per ogni uomo. Tutti noi vorremmo essere sempre liberi di decidere della nostra vita, di quello che ci piace scegliere e fare per la nostra gioia e per quella dei nostri cari. Abbiamo tanti progetti per il nostro futuro e vorremmo che niente e nessuno ci impedisca di realizzarli. Ma non sempre questo è possibile perché tante cose o persone ci ostacolano e ci impediscono di realizzare quello che vogliamo o ci costringono a prendere decisioni che non ci piacciono.

Molti popoli sono governati da dittatori che li privano delle libertà più importanti, come, ad esempio, quella di esprimere liberamente le proprie opinioni e le proprie idee. Molte persone, nella storia, hanno combattuto e sono morti per conquistare la libertà (pensate anche alla storia del nostro popolo).

Dio ci ha creato liberi e vuole che gli uomini siano sempre liberi: la libertà è il dono più grande che Egli ci ha fatto. Facendoci questo grande dono Dio ha corso un grande rischio, quello di essere rifiutato da noi; ma, anche quando questo accade, Egli rispetta sempre la nostra scelta: Dio è la sola persona che rispetta sempre la nostra libertà.

Per questo se noi scegliamo di lasciarci guidare da Dio e ci fidiamo della sua Parola la nostra libertà diventa sempre più piena, perché Egli scioglie anche le catene invisibile delle tante forme di schiavitù che nella società del mondo di oggi umiliano l’esistenza degli uomini.


    


data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.57.50

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