“Sarete miei testimoni”
Terzo incontro

Non so se capita anche a voi
quello che è capitato a me, non solo quando ero ancora
bambinetto ma anche fino a poco tempo fa, quando mio padre era
ancora in vita. Nelle più diverse occasioni ma, più spesso a
tavola ed in occasioni di feste, egli amava raccontare a me e
ai miei fratelli le storie della sua gioventù, della guerra e
della sua prigionia, le storie insomma della nostra famiglia.
A dire il vero erano storie a volte molto vive e più vicine, a
volte ingiallite dal tempo e dai contorni un po’ sfumati. Ma
era sempre con grande attenzione che seguivamo questi racconti
avvincenti, accaduti prima che noi nascessimo, sempre pronti a
lasciarci trasportare dalla fantasia che ci soccorreva nel
tentativo di ricostruire i luoghi e i tempi degli avvenimenti
narrati. Devo dire che poi ho fatto anch’io la stessa cosa con
le mie figlie!
Ma perché vi dico tutto questo?
Gli ebrei erano un popolo molto
orgoglioso della propria storia perché era una storia nella
quale Dio era sempre stato presente per guidarlo verso la
salvezza, verso la Terra promessa, e proteggerlo nelle
situazioni più difficili e pericolose. Grandi opere Dio aveva
compiuto per amore del suo popolo e, perciò, nelle famiglie
della Palestina, i padri ed i nonni erano soliti raccontare i
grandi avvenimenti della storia del loro popolo.
Anche Maria e Giuseppe hanno
raccontato questa grande storia al loro figlio, Gesù,
quand’era ancora ragazzo; inoltre Gesù, come tutti gli altri
suoi compagni, ha ascoltato questa storia anche nella sinagoga
di Nazareth. Qui, infatti, i ragazzi ebrei si recavano, come
fate voi che ogni mattina andate a scuola, per imparare a
leggere e a scrivere aiutati da un maestro e adoperando il
solo libro della Bibbia, il libro della Parola di Dio.
Ma soprattutto in occasione
della grande festa della Pasqua, che si celebrava ogni anno,
tutti ricordavano solennemente i grandi fatti che Dio compì in
favore del suo popolo, liberandolo con grandi prodigi dalla
schiavitù in Egitto e conducendolo nel deserto, verso la Terra
promessa. La notte di Pasqua tutta la famiglia si radunava e
stavano in piedi, vestiti da viaggio, con il bastone in mano
per ricordare la partenza dalla terra d’Egitto. Poi
preparavano un agnello arrostito e del pane non lievitato,
detto pane azzimo, e mangiavano il tutto accompagnandolo con
erbe amare. Ad un certo punto della cena, il più piccolo dei
bambini faceva questa domanda: “Perché questa sera facciamo
una cosa così diversa dal solito?” ed il capo della famiglia,
allora, prendeva la parola ed iniziava a raccontare la grande
storia del popolo ebreo, le grandi opere che Dio aveva
compiuto per rimanere fedele alle promesse fatte ad Abramo e
rinnovate poi ad Isacco e a Giacobbe.
Nel racconto che adesso
ascolteremo dobbiamo fare attenzione ad alcuni passaggi
importanti. Essi sono:
La
fedeltà di Dio alle
promesse, al patto di amicizia stretto con Abramo, Isacco e
Giacobbe (“Dio ascoltò il lamento del suo popolo e si
ricordò dell’alleanza con Abramo…”)
La
chiamata di un uomo: come
un tempo aveva chiamato Abramo, ora Dio chiama Mosè a
collaborare con lui alla liberazione d’Israele; la storia
infatti è sempre fatta da Dio e dagli uomini
La
rinnovazione del patto
stipulato con Abramo, Isacco e Giacobbe e che adesso Dio
rinnova non più con un solo uomo ma con tutto il popolo (“Ora
se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia
alleanza…quanto il Signore ha detto, noi lo faremo.”)
La grande
festa di Pasqua che, da
quel giorno, per tutti gli anni il popolo d’Israele celebrerà
per ricordare i grandi avvenimenti della storia della propria
salvezza.
LETTURA
DEL TESTO DELL'ESODO
Per riflettere insieme.
La libertà è un bene prezioso per
ogni uomo. Tutti noi vorremmo essere sempre liberi di decidere
della nostra vita, di quello che ci piace scegliere e fare per
la nostra gioia e per quella dei nostri cari. Abbiamo tanti
progetti per il nostro futuro e vorremmo che niente e nessuno
ci impedisca di realizzarli. Ma non sempre questo è possibile
perché tante cose o persone ci ostacolano e ci impediscono di
realizzare quello che vogliamo o ci costringono a prendere
decisioni che non ci piacciono.
Molti popoli sono governati da
dittatori che li privano delle libertà più importanti, come,
ad esempio, quella di esprimere liberamente le proprie
opinioni e le proprie idee. Molte persone, nella storia, hanno
combattuto e sono morti per conquistare la libertà (pensate
anche alla storia del nostro popolo).
Dio ci ha creato liberi e vuole
che gli uomini siano sempre liberi: la libertà è il dono più
grande che Egli ci ha fatto. Facendoci questo grande dono Dio
ha corso un grande rischio, quello di essere rifiutato da noi;
ma, anche quando questo accade, Egli rispetta sempre la nostra
scelta: Dio è la sola persona che rispetta sempre la nostra
libertà.
Per questo se noi scegliamo di lasciarci
guidare da Dio e ci fidiamo della sua Parola la nostra libertà
diventa sempre più piena, perché Egli scioglie anche le catene
invisibile delle tante forme di schiavitù che nella società
del mondo di oggi umiliano l’esistenza degli uomini.
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