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Le
famiglie cristiane (chiese domestiche) che abitano
in uno stesso paese o in uno stesso quartiere formano la
parrocchia.
La
parrocchia non è formata solo da edifici come la chiesa,
l’oratorio e le sale di catechismo. Alla parrocchia non
appartengono solo i sacerdoti, i diaconi, le suore e poche
altre persone che hanno dei compiti speciali
(catechisti, lettori, operatori della caritas ecc.).
La
parrocchia è una comunità, è una grande famiglia che
accoglie tutte le famiglie del quartiere o del paese.
La
comunità non esiste solo quando si riunisce alla domenica
per la celebrazione della Messa. Come tutte le comunità
cristiane del mondo la parrocchia è costituita da un
gruppo di persone che vogliono impegnarsi insieme per
realizzare, nel posto dove vivono, il grande progetto di
Dio Padre, che è un progetto di salvezza per tutti gli
uomini e far sì che fin da ora, nella vita di tuffi i
giorni, sia possibile sperimentare e provare come un
anticipo della gioia che aspetta tuffi nel paradiso, nella
vita eterna.
In
diversi modi la parrocchia realizza questo progetto del
Padre.
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Annunciare la Parola di Dio
è il primo compito del progetto con cui Dio vuole salvare
l’uomo. Esso avviene principalmente attraverso la
predicazione, la catechesi e l’omelia. Nell’ascolto della
Parola di Dio la comunità ricorda i grandi fatti da lui
compiuti nella storia degli uomini, gli insegnamenti di
Gesù Cristo, la testimonianza dei profeti e degli
apostoli.
Non
si tratta solo di un ricordo di fatti lontani nel tempo.
La Parola di Dio è una parola viva, potente ed efficace
perché realizza sempre quello che dice (Dio disse:
‘facciamo l’uomo... “e l’uomo fu creato, venne alla vita.
- Gesù disse: “Lazzaro vieni fuori” ed il suo amico
Lazzaro uscì dal sepolcro). Quando Dio parla quello
che dice si avvera sempre. Per questo quando noi ci
mettiamo veramente in ascolto di questa Parola, la nostra
vita cambia, cresce la nostra fede ed il nostro amore per
Dio ed i fratelli. Attraverso la sua Parola Dio dialoga
con l’uomo, gli comunica la sua stessa vita ed aspetta da
lui delle risposte che possono essere di accoglienza
(come Maria:“Eccomi, sono la serva del Signore”) ma
anche di rifiuto. Perciò è importante il catechismo per
tutti, ragazzi, giovani, adulti, anziani: esso non serve
solo per preparare a ricevere un sacramento. Ascoltando la
Parola di Dio nel catechismo e nella predicazione i
cristiani ispirano a quel messaggio la propria vita di
preghiera, di riflessioni, di azioni e scelte pratiche.
Per
questo la comunità cristiana riserva uno spazio
importantissimo al servizio della Parola.
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Un secondo modo con il quale la parrocchia realizza il
progetto del Padre è la vita comunitaria (v
prime comunità cristiane) .1 cristiani formano la
comunità cristiana e così rendono visibile la Chiesa,
quella aggregazione cioè di persone che vivono rapporti
interpersonali basati sulla comunione fraterna. Perché
questa comunione sia vera e cresca sempre più è necessario
che le persone imparino a conoscersi sempre meglio per
diventare sempre più concordi ed unanimi nelle vita di
fede e carità, per diventare un cuor solo ed un’anima
sola. Questo cammino è favorito dalla formazione nella
vita parrocchiale di gruppi ed associazioni più piccole
nelle quali è più facile vivere esperienze comuni e
conoscersi bene. Un altro mezzo con cui si può raggiungere
questo scopo di una sempre maggiore comunione tra i
cristiani è l’aiuto che gli adulti offrono al parroco nel
prendere decisioni importanti per la vita della parrocchia
(consiglio pastora/e parrocchia/e, consiglio economico,
gruppo dei catechisti ecc.)
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La
celebrazione della liturgia,
l’amministrazione dei sacramenti, l’anno liturgico con le
sue feste, la celebrazione dell’Eucaristia sono un altro
importante aspetto della vita comunitaria. Per noi
cristiani la liturgia non è solo celebrare dei riti più o
meno belli ed espressivi ma è un insieme di segni, di
gesti e di parole attraverso i quali noi possiamo scoprire
e vivere la presenza di Gesù Cristo vivo in mezzo a noi,
che opera nella storia e nella nostra vita. La liturgia è
perciò l’incontro con Dio, un incontro che avviene
oggi e per noi.
I
sacramenti sono momenti di grazia che accompagnano e
segnano i momenti più importanti della vita del cristiano;
in essi è Gesù stesso che agisce e ci dona la sua
salvezza. Per capire questo è necessario far crescere la
nostra fede attraverso l’ascolto della Parola di Dio nei
modi che abbiamo già considerato prima.
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Il
servizio della carità
è il servizio che la parrocchia offre agli uomini in ogni
aspetto o momento della loro vita, in modo particolare
nelle situazioni di difficoltà, di sofferenza e di
povertà. Questo servizio esprime la volontà di vivere
l’amore fraterno che è tipico delle comunità cristiane e
perciò si preoccupa di curare la formazione dei cristiani
per rispondere ai bisogni di persone più sfortunate
(poveri, immigrati, handicappati, profughi ecc.).
Per
questo le parrocchie organizzano la Caritas, gruppo
di persone che, rispondendo alla chiamata di Cristo, si
impegnano nel servizio ai bisognosi per ricordare a tutti
i cristiani l’importanza del comandamento dell’amore:
“Amatevi gli uni gli altri”
Nella nostra
comunità parrocchiale, così come in tutta la Chiesa, lo
Spirito Santo riversa su tutti la ricchezza dei suoi doni
di modo che ciascuno può scoprire quali servizi deve
svolgere per il bene di tutti.
Dopo aver
ascoltato l’annuncio del Vangelo ed aver celebrato
l’Eucaristia nel giorno del Signore tutti i cristiani,
sposi, preti, catechisti, ragazzi e giovani, adulti ed
anziani, si impegnano per risolvere i problemi del paese,
dell’educazione cristiana delle persone, del lavoro, della
salute, della povertà.
Scopriamo insieme
quali sono le necessità più urgenti della nostra
parrocchia:
-
ci
sono cristiani che dedicano il loro tempo per le attività
comunitarie (preti, catechisti, membri dei consigli
pastorali ecc.);
-
ci
sono cristiani che organizzano il servizio della Caritas
per l’aiuto ed il soccorso da portare ai poveri, ai
malati, ai bisognosi, agli immigrati ecc.
-
altri si impegnano nel preparare la liturgia e sono i
giovani del coro e i membri della corale che preparano i
canti per le celebrazioni della Messa;
Anche voi ragazzi
potete dare il vostro contributo e mettere a disposizione
i vostri talenti e le vostre energie per testimoniare la
fede: alcuni di voi già svolgono un servizio nella
liturgia (i chierichetti), ma potreste collaborare, per
esempio, nelle attività caritative, missionarie, nelle
attività di gruppo, aiutando ad esempio i bambini più
piccoli nel gioco ed in altre attività.
Tutti noi abbiamo
ricevuto dal Signore dei talenti che dobbiamo trafficare e
far fruttificare per l’utilità comune, per realizzare il
grande progetto di Dio: fare di tutti gli uomini una
grande famiglia.
Per questo tutti
i doni sono importanti ed utili. Sarebbe stupido essere
orgogliosi dei propri doni: essi infatti sono dono di Dio
e non meriti personali. Altrettanto stupido sarebbe essere
gelosi ed invidiosi dei doni altrui. |