“Sarete miei testimoni”
LA CHIESA VIVE NEL MONDO
La Chiesa
che è nelle
nostre case
1. Il Matrimonio: vocazione alla famiglia
cristiana
La famiglia
cristiana è fondata sull’amore dei genitori. Questo amore
viene consacrato, cioè viene reso santo, attraverso il
sacramento del Matrimonio.
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Con il
Matrimonio l’uomo e la donna diventano un cuore solo ed
un’anima sola:sono uniti da un amore indissolubile e
fedele, per tutta la vita. L’amore che unisce gli sposi,
poi, è un amore fecondo perché si mette al servizio della
vita, ha come scopo importantissimo la generazione di
nuove vite umane, per arricchire la comunità umana e
cristiana.
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Per questo gli sposi cristiani
sono l’immagine di Dio che è Trinità,
di un Dio che è famiglia.
Dio infatti
è la sorgente dell’amore perché egli è amore, un amore
fedele che non abbandona mai l’uomo, un amore fecondo
che crea e dà la vita. La vita familiare che è caratterizzata
dall’amore, dal lavoro, da momenti di sacrifici ma anche dalla
gioia del ritrovarsi insieme o del superare ostacoli e
difficoltà, è il segno concreto che Dio è presente nella
famiglia come un Padre che ama ogni suo figlio.
In casa,
poi, ciascuno può imparare la sapienza della vita, perché
impara a distinguere il bene dal male, impara ad amare non
soltanto a parole ma con gesti concreti di generosità, di
rispetto e di perdono, impara anche, poi, ad affrontare i
momenti dolorosi nella solidarietà con i propri cari.
Il
sacramento del Matrimonio
Il
sacramento del Matrimonio è la via attraverso la quale un
uomo ed una donna rispondono alla chiamata di Dio, alla
vocazione a formare la FAMIGLIA CRISTIANA. Con il
matrimonio l’uomo e la donna si trovano e si uniscono per
tutta la vita donando se stessi all’altro. E’ un patto di
fedeltà reciproca quello che viene stipulato dagli sposi e
questo patto di fedeltà diventa il segno dell’amore fedele di
Gesù Cristo per la Chiesa.
Perciò è la volontà di Cristo che unisce gli
sposi cristiani
e li trasforma in una comunità di salvezza,
li fa diventare
CHIESA.
Nel
matrimonio e nella famiglia è visibile in piccolo quello che
nella Chiesa avviene in grande: la famiglia allora viene
chiamata piccola chiesa che è nelle
mura domestiche.
Non esiste
un vincolo più profondo di quello che unisce gli sposi; per
questo il segno del matrimonio è l’anello che essi si
scambiano durante il rito nuziale: siccome il cerchio è una
linea senza fine, l’anello, con la sua forma di cerchio, è il
simbolo della fedeltà assoluta. Il vincolo che unisce gli
sposi è talmente forte che nessuno può spezzarlo:
per questo
il Matrimonio è indissolubile e non ammette il divorzio.
Il
Matrimonio viene celebrato davanti alla comunità cristiana
riunita in assemblea perché la nascita di una nuova famiglia
non è un fatto privato ma interessa tutta la vita del popolo
di Dio.
2. La Chiesa domestica che vive nella famiglia
cristiana.
Nella
famiglia ciascuno può imparare a conoscere che cos’è la
Chiesa, può fare esperienza di Chiesa. Infatti in
famiglia si impara con naturalezza a pregare e ringraziare Dio
che è fonte di amore e di vita. Quando i genitori ascoltano i
figli e li aiutano a scoprire ciò che è bene, quando i ragazzi
rispettano i genitori, dialogano con loro, assumendosi anche
la loro parte di responsabilità nella vita familiare, allora
regna la legge dell’amore.
Così si
impara a conoscere e a vivere la comunione che è quel
vincolo che lega i membri di una famiglia così come lega i
membri di tutta la Chiesa. Nella comunione di vita si può
riconoscere la presenza di Dio in mezzo ai suoi figli perché è
Dio che fa di più persone una sola famiglia unita dall’amore.
Una
famiglia dal cuore aperto.
Uno dei modi
con cui la famiglia può dimostrare al mondo di essere
chiesa domestica, comunità cioè riunita da
Cristo nel vincolo della carità che è l’amore di Dio, è quello
dell’accoglienza e dell’ospitalità offerte alle altre famiglie
soprattutto se povere, ai ragazzi privi di una famiglia, ai
profughi, alle vittime della guerra e della violenza, alle
persone che sono malate, alle persone che hanno un “handicap”,
a quelle povere.
Essere una
famiglia con un cuore aperto significa allora avere a cuore la
soluzione di tutte le situazioni di povertà che ci sono
intorno a noi: il problema delle adozioni, il superamento del
razzismo, l’aiuto agli studenti poveri, l’emarginazione, la
mancanza di un lavoro dignitoso...
Una
casa dalle porte aperte.
E noi cosa
facciamo concretamente? Apriamo le porte di casa agli amici e
ai compagni di scuola, per studiare e giocare insieme, senza
fare preferenze e senza badare alla simpatia o all’antipatia?
E’ difficile
aprire le porte della nostra casa se prima non impariamo ad
aprire il nostro cuore per comprenderci ed aiutarci.
Ci sono
famiglie che vivono in questo modo? Come sarebbe il volto del
mondo se di queste famiglie ce ne fossero molte di più?
Si vive più
gioiosamente nelle famiglie “chiuse” dove i genitori fanno
mancare nulla ai propri figli o nelle famiglie “aperte” dove,
forse, si deve fare qualche sacrificio ma dove ogni cosa è
condivisa e donata?
Perché non
sono molte le famiglie che si aprono agli altri?
Quale tipo
di famiglia viene invece propagandato nella nostra società,
anche attraverso i grandi mezzi di comunicazione come la
televisioni e la stampa?
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