“Sarete miei testimoni”
IL VOLTO DELLA CHIESA
Molti doni
un solo Spirito
Per
realizzare un qualsiasi progetto, un’opera qualsiasi, è
necessario avere a disposizione gli strumenti adatti. Per
costruire una casa c’è bisogno anzitutto di un architetto che
predisponga il progetto, occorre un geometra che faccia le
opportune misurazioni, occorrono muratori, idraulici,
elettricisti, falegnami, manovali oltre naturalmente a tutta
una serie di attrezzi e di materiali vari. Tutte queste
persone mettono a disposizione le proprie conoscenze tecniche,
le proprie capacità, le proprie doti personali per realizzare
un progetto comune.
Così
per costruire una comunità cristiana occorre che i credenti
in Gesù Cristo mettano a disposizione di questo progetto
tutti quei doni dello Spirito Santo, chiamati carismi, che
sono dati a ciascuno per il servizio degli altri e per il
bene comune.
v
LA COMUNITA’ DI CORINTO: I CARISMI
Nella
comunità di Corinto sono presenti i doni caratteristici
dello Spirito: una fede profonda, la gioia di vivere insieme e
di lodare il Signore, la forza della profezia e cioè di
parlare a nome del Signore e di predicare il vangelo, ed il
servizio nel nome di Gesù.
Alcuni
cristiani, però, non avevano capito a che cosa servivano i
doni dello Spirito e mostravano di apprezzare soltanto i doni
più spettacolari e più appariscenti, come il dono di parlare
ed interpretare le lingue, il dono delle guarigioni, il potere
di fare miracoli. Essi usavano questi doni egoisticamente, per
mettersi in mostra o a proprio vantaggio. Sorgevano allora
invidie, gelosie e ambizioni. Di fronte a questo uso sbagliato
dei doni dello Spirito San Paolo reagisce e coglie l’occasione
per spiegare come questi doni sono dati perché siano messi a
disposizione di tutti, per il bene della comunità e non
possono essere usati per creare rivalità, gelosie o per essere
occasione di spettacolo.
Nella prima
lettera ai Corinti San Paolo scrive così:
“Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio che
restiate nell’ignoranza.
Vi sono
diversi doni, ma uno solo è lo Spirito.
Vi sono
diversi ministeri, ma uno solo è il Signore.
Vi sono
diverse attività ma uno solo è Dio, che opera tutto in
tutti.
E a
ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito
per l’utilità comune.
Ma
tutte queste cose è l’unico e medesimo Spirito che le opera,
distribuendole a ciascuno come vuole.”
v
I TALENTI, DONI DELLO SPIRITO PER LA CHIESA
Ciascuno,
con i doni che ha ricevuto, può lavorare per rendere gli altri
un po’ più felice.
Dio
nostro Padre vuole che sviluppiamo i talenti che ci ha
dato, a servizio di tutti. Il suo più grande desiderio è che
noi viviamo come fratelli e mettiamo in comune tutte le nostre
capacità ed i nostri doni.
Leggiamo la
parabola dei talenti, dal vangelo di Matteo
25,14-30
14
Un uomo,
partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro
i suoi beni.
15
A uno
diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a
ciascuno secondo la sua capacità, e partì.
16
Colui che
aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne
guadagnò altri cinque.
17
Così anche
quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due.
18
Colui
invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una
buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
19
Dopo molto
tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i
conti con loro.
20
Colui che
aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque,
dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne
ho guadagnati altri cinque.
21
Bene,
servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato
fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte
alla gioia del tuo padrone.
22
Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti,
disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho
guadagnati altri due.
23
Bene,
servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato
fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte
alla gioia del tuo padrone.
24
Venuto
infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse:
Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai
seminato e raccogli dove non hai sparso;
25
per paura
andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo.
26
Il padrone
gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto
dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso;
27
avresti
dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così,
ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse.
28
Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci
talenti.
29
Perché a
chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non
ha sarà tolto anche quello che ha.
30
E il servo
fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e
stridore di denti.
Sono tanti i
luoghi ed i momenti della vita dove noi possiamo mettere a
frutto i nostri talenti: nella famiglia, tra gli amici, nelle
comunità parrocchiali, tra i vicini di casa, nel gioco… In
tutti questi ambienti noi possiamo esercitare e
far
fruttificare i doni che lo Spirito ci ha fatto
già da
quando siamo nati e soprattutto nel giorno del nostro
battesimo: sono i doni di amicizia, di solidarietà, di gioia,
di compagnia, di dialogo, di aiuto a chi ha bisogno...
È compito
di ciascuno di noi, già da piccoli, cercare di scoprire e di
interpretare i doni che il Signore ci ha fatto, i talenti
che mette a nostra disposizione, per cercare di capire, nel
corso degli anni e con l’aiuto della nostra comunità
cristiana, dei nostri genitori, catechisti, sacerdoti, qual
è il progetto che Dio ha preparato per noi, qual è la
vocazione, la chiamata che egli ci rivolge ed alla
quale ci invita a rispondere. Rispondendo alla chiamata che
il Signore rivolge a ciascuno in maniera diversa noi
possiamo capire in quale modo noi possiamo mettere i doni
ricevuti, i nostri carismi, a disposizione e per il bene
della Chiesa.
La Chiesa,
infatti, viene descritta da San Paolo, sempre nella lettera
che egli scrive ai Corinti, come il corpo umano che pur
essendo uno ed indivisibile è composto da molte membra,
ciascuna delle quali svolge una sua funzione propria ed
insostituibile; non ci sono membra più importanti o più nobili
di altre ma tutte concorrono a far funzionare armonicamente il
corpo. Cosi è anche la Chiesa che, pur essendo una, è composta
da tante persone, a ciascuna delle quali lo Spirito Santo
affida dei compiti da svolgere e, per aiutarla in questo, la
arricchisce dei suoi molteplici doni.
|