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catechesi

 



 

 

 

 

a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

diaconicomo


 


 

“Sarete miei testimoni”

 

IL VOLTO DELLA CHIESA

 

Molti doni

un solo Spirito

 

 

Per realizzare un qualsiasi progetto, un’opera qualsiasi, è necessario avere a disposizione gli strumenti adatti. Per costruire una casa c’è bisogno anzitutto di un architetto che predisponga il progetto, occorre un geometra che faccia le opportune misurazioni, occorrono muratori, idraulici, elettricisti, falegnami, manovali oltre naturalmente a tutta una serie di attrezzi e di materiali vari. Tutte queste persone mettono a disposizione le proprie conoscenze tecniche, le proprie capacità, le proprie doti personali per realizzare un progetto comune.

 

Così per costruire una comunità cristiana occorre che i credenti in Gesù Cristo mettano a disposizione di questo progetto tutti quei doni dello Spirito Santo, chiamati carismi, che sono dati a ciascuno per il servizio degli altri e per il bene comune.

 

 

 

v      LA COMUNITA’ DI CORINTO: I CARISMI

 

Nella comunità di Corinto sono presenti i doni caratteristici dello Spirito: una fede profonda, la gioia di vivere insieme e di lodare il Signore, la forza della profezia e cioè di parlare a nome del Signore e di predicare il vangelo, ed il servizio nel nome di Gesù.

Alcuni cristiani, però, non avevano capito a che cosa servivano i doni dello Spirito e mostravano di apprezzare soltanto i doni più spettacolari e più appariscenti, come il dono di parlare ed interpretare le lingue, il dono delle guarigioni, il potere di fare miracoli. Essi usavano questi doni egoisticamente, per mettersi in mostra o a proprio vantaggio. Sorgevano allora invidie, gelosie e ambizioni. Di fronte a questo uso sbagliato dei doni dello Spirito San Paolo reagisce e coglie l’occasione per spiegare come questi doni sono dati perché siano messi a disposizione di tutti, per il bene della comunità e non possono essere usati per creare rivalità, gelosie o per essere occasione di spettacolo.

 

Nella prima lettera ai Corinti San Paolo scrive così:

 

“Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio che restiate nell’ignoranza.

Vi sono diversi doni, ma uno solo è lo Spirito.

Vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore.

Vi sono diverse attività ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.

E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune.

Ma tutte queste cose è l’unico e medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole.”

 

 

 

v      I TALENTI, DONI DELLO SPIRITO PER LA CHIESA

 

Ciascuno, con i doni che ha ricevuto, può lavorare per rendere gli altri un po’ più felice.

 

Dio nostro Padre vuole che sviluppiamo i talenti che ci ha dato, a servizio di tutti. Il suo più grande desiderio è che noi viviamo come fratelli e mettiamo in comune tutte le nostre capacità ed i nostri doni.

 

Leggiamo la parabola dei talenti, dal vangelo di Matteo 25,14-30

14 Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. 15 A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. 16 Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. 17 Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. 18 Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. 19 Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. 20 Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. 21 Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 22 Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. 23 Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 24 Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25 per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. 26 Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. 28 Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. 29 Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 30 E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.

 

Sono tanti i luoghi ed i momenti della vita dove noi possiamo mettere a frutto i nostri talenti: nella famiglia, tra gli amici, nelle comunità parrocchiali, tra i vicini di casa, nel gioco… In tutti questi ambienti noi possiamo esercitare e

far fruttificare i doni che lo Spirito ci ha fatto

già da quando siamo nati e soprattutto nel giorno del nostro battesimo: sono i doni di amicizia, di solidarietà, di gioia, di compagnia, di dialogo, di aiuto a chi ha bisogno...

 

È compito di ciascuno di noi, già da piccoli, cercare di scoprire e di interpretare i doni che il Signore ci ha fatto, i talenti che mette a nostra disposizione, per cercare di capire, nel corso degli anni e con l’aiuto della nostra comunità cristiana, dei nostri genitori, catechisti, sacerdoti, qual è il progetto che Dio ha preparato per noi, qual è la vocazione, la chiamata che egli ci rivolge ed alla quale ci invita a rispondere. Rispondendo alla chiamata che il Signore rivolge a ciascuno in maniera diversa noi possiamo capire in quale modo noi possiamo mettere i doni ricevuti, i nostri carismi, a disposizione e per il bene della Chiesa.

 

La Chiesa, infatti, viene descritta da San Paolo, sempre nella lettera che egli scrive ai Corinti, come il corpo umano che pur essendo uno ed indivisibile è composto da molte membra, ciascuna delle quali svolge una sua funzione propria ed insostituibile; non ci sono membra più importanti o più nobili di altre ma tutte concorrono a far funzionare armonicamente il corpo. Cosi è anche la Chiesa che, pur essendo una, è composta da tante persone, a ciascuna delle quali lo Spirito Santo affida dei compiti da svolgere e, per aiutarla in questo, la arricchisce dei suoi molteplici doni.



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.57.36

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