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catechesi

 



 

 

 

 

a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

diaconicomo


 


 

“Sarete miei testimoni”

 

IL VOLTO DELLA CHIESA

 

 Capaci

di condividere

ogni dono

 

La generosità dei cristiani di Antiochia.

La comunità cristiana è nata, come abbiamo visto, in Gerusalemme. Ma essa ben presto si espande e nuove comunità nascono in altre città.

Vediamo come accade tutto ciò.

Le autorità giudaiche, subito dopo la Pentecoste, scatenano una violenta persecuzione contro i seguaci di Gesù, impedendo loro di parlare e di fare miracoli nel suo nome. Ricordiamo a questo proposito il martirio di Santo Stefano, che fu ucciso a sassate per aver predicato il vangelo della morte e risurrezione del Signore Gesù.

Ma Dio si serve anche del male commesso da alcuni uomini per portare a termine i suoi progetti. Le autorità giudaiche, senza volerlo, diventano strumenti nelle mani di Dio per diffondere la Parola del Signore su tutta la terra. I profughi, infatti, cacciati da Gerusalemme, diventano missionari, perché, dovunque passano, annunciano a tutti la bella notizia della risurrezione di Gesù. La persecuzione, che aveva come scopo quello di cancellare la Chiesa nel suo nascere, diventa un mezzo con il quale la Chiesa si espande invece su tutta la terra.

Nascono così nuove comunità. Una di queste è la comunità che nasce nella città di Antiochia.

Ad Antiochia si trovano a svolgere la loro missione Barnaba, inviato direttamente dalla Chiesa di Gerusalemme, e Saulo di Tarso, l’apostolo convertito dal Signore, sulla via di Damasco, che prese poi il nome più noto di Paolo e che lo stesso Barnaba era andato a cercare a Tarso.

La Comunità cristiana di Antiochia è una comunità attenta ed aperta alle necessità delle altre Chiese e alla situazione di povertà e di bisogno dei fratelli.

Leggiamo questo episodio narrato nel libro degli Atti degli Apostoli.

 

          27In questo tempo alcuni profeti scesero ad Antiochia da Gerusalemme. 28E uno di loro, di nome Agabo, alzatosi in piedi annunziò, per impulso dello Spirito Santo, che sarebbe scoppiata una carestia su tutta la terra. Ciò che di fatto avvenne sotto l’impero di Claudio. 29Allora i discepoli si accordarono, ciascuno secondo quello che possedeva, di mandare un soccorso ai fratelli abitanti nella Giudea; 30questo fecero, indirizzandolo agli anziani, per mezzo di Barnaba e Saulo.” (At 11, 2 7-30)

 

Notiamo in questo brano come la comunità cristiana di Antiochia sia animata da un grande spirito di carità fraterna, nell’aiutare le altre comunità impegnate nell’annuncio del Vangelo e che si trovano in situazioni di grave povertà. E quello che succede ancora oggi. Molte delle nostre Chiese, diocesi o parrocchie, sono collegate, attraverso vari modi di gemellaggio, con altre comunità cristiane che si trovano in paesi poveri, in terre di missione, dove anche i missionari che operano sono bisognosi di aiuto.

 

 

 

 

La condivisione missionaria oggi.

La carità che contraddistingue il gesto della comunità cristiana di Antiochia nel venire incontro ai fratelli di Gerusalemme nelle loro necessità materiali risponde soprattutto all’esigenza di sostenerli e di aiutarli a proseguire nella loro missione, quella cioè di portare a tutti gli uomini la luce del vangelo.

 

Leggiamo dagli Atti degli Apostoli.

 

  “2Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando lo Spirito Santo disse: Riservate per me Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati. 3Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li accomiatarono. 4Essi, dunque, inviati dallo Spirito Santo, discesero a Seleucia e di qui salparono verso Cipro”.

 

In questo brano vediamo Barnaba e Paolo che vengono scelti dalla comunità di appartenenza, dietro ispirazione dello Spirito Santo, ed inviati come missionari in altre città e terre.

 

Una comunità cristiana cresce e matura nella fede quando si apre alla missione universale, quando condivide i propri beni con le Chiese più povere ed invia ad esse missionari per l’annuncio del Vangelo. La Chiesa è missionaria perché è chiamata a proseguire la missione di Gesù. Gesù è il primo e vero missionario perché è stato inviato dal Padre per salvare tutti gli uomini: egli ha scelto gli apostoli (parola che significa “mandato”, “inviato”) per proseguire la sua opera nel mondo.

Non è la Chiesa che ha inventato la missione: abbiamo visto che è il contrario, che cioè la missione ha fatto nascere la Chiesa.

Gesù disse ai suoi discepoli: “Andate in tutto il mondo... come il Padre ha mandato me così io mando voi”.

 

 

Perciò possiamo dire che:

*        Non sono stati gli Apostoli di Cristo che hanno deciso di andare per il mondo ad annunciare il Vangelo di Gesù; è Gesù che li ha mandati.

*        Questo invio da parte di Gesù non è che il prolungamento di un altro invio, il primo e fondamentale, quello di Cristo mandato dal Padre nel mondo. Gesù è l’inviato del Padre, il missionario di Dio. I discepoli non fanno che proseguire la sua missione di salvezza in tutti i luoghi, in ogni tempo, per tutti gli uomini.

*        La missione allora comincia con Gesù e quindi precede la ~ nascita della Chiesa: essa è un fatto divino e non umano

 



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.57.36

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