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diaconato

 



 

 

 

 

a cura del diacono Leondino Cipolletti

disegni e vignette di Silvia Cipolletti


 

 

 

Solennità dell'Immacolata Concezione
Ordinazione diaconale 
di Gianni Cavazzin ed Enzo Capitani

 

 

 

    Il giorno 8 dicembre 2010, solennità dell’Immacolata Concezione, durante la celebrazione in Cattedrale della liturgia eucaristica, due uomini della nostra diocesi, già consacrati nel sacramento del matrimonio, hanno ricevuto, per l’imposizione delle mani da parte del nostro vescovo e per il dono dello Spirito Santo, l’ordinazione al diaconato. Sono Enzo Capitani di Sondalo in Valtellina, coniugato con Natalia e padre di tre figlie, e Giovanni Cavazzin di Caravate nella zona Valli Varesine, sposato con Francesca, anch’egli padre di tre figlie e felicemente nonno.

    E’ stata davvero, questa, una preziosa e graziosa concomitanza: questi due nostri fratelli, come la Vergine Maria, hanno pronunciato il loro “eccomi” al Signore mettendo definitivamente la loro vita al servizio della Chiesa. 

    Perciò vogliamo condividere la gioia di quest'evento, che è per tutta la diocesi, con le comunità cristiane di provenienza, con i familiari, gli amici e con quanti hanno accompagnato e condiviso il loro cammino di formazione.

    Vale la pena allora di soffermarci brevemente sulla identità di questa figura ministeriale, ancora così poco conosciuta nella Chiesa, nel tentativo di descrivere almeno i lineamenti essenziali che ne caratterizzano ruolo e compiti.Vocazione difficile quella del diacono soprattutto per la mancanza di confini ben precisi. Il diacono è ordinato non per il sacerdozio ma per il servizio e, più precisamente, per il servizio del vescovo. Come intendere allora questo servizio? Il vescovo, in primo luogo, come presidente della Chiesa locale esercita il ministero apostolico nella comunità di cui è il primo servitore. I diaconi collaborano a questo ministero. Essi sono ordinati per il ministero apostolico di cui il vescovo in primo luogo è incaricato: a eccezione della presidenza ecclesiale ed eucaristica, essi esercitano le loro funzioni in tre ambiti o “diaconie”: la liturgia, la parola e la carità. È in questi tre ambiti che essi servono il popolo di Dio "incarnando" una diaconia che può essere ritenuta come la responsabilità propria non solo di ogni ministro sacro ma anche di ogni cristiano. Nel gesto, infatti, della “lavanda dei piedi”, dopo aver cenato con i suoi, con le parole “fate anche voi come ho fatto io” Gesù eleva il servizio a un grado altissimo, a qualcosa che è degna di Dio, e lo stabilisce come legge fondamentale per ogni cristiano. Scopo dell’evangelista è quello di portarci a capire come l’eucaristia celebrata trasforma a tal punto l’esistenza cristiana che questa diventa la manifestazione visibile e concreta del mistero celebrato e mostra l’affinità stretta di molti, anche umili, gesti quotidiani con il gesto eucaristico di Gesù. Per questo allora nella Chiesa si è subito avvertita la necessità di una presenza ministeriale che esplicitasse l’importanza di quel gesto estremo di amore reso visibile attraverso quell’estremo abbassamento compiuto da Dio in direzione dell’uomo.

    Di questo il diacono è, in mezzo ai fratelli, il segno visibile. Egli rappresenta, pertanto, e rende presente nella Chiesa Cristo che si fa servo di tutti; è l’espressione di un amore che ha il profumo della generosità.

    Leondino Cipolletti, diacono.

 

 



data ultimo aggiornamento: Wednesday 12 October 2011 00.30.35

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