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a cura del diacono Leondino
Cipolletti
disegni
e vignette di Silvia Cipolletti
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DIACONATO PERMANENTE IN DIOCESI |
LA
FORMAZIONE
Questa settimana desideriamo
presentare il percorso di formazione che deve intraprendere e
perseguire l’aspirante o il candidato nel cammino verso il Diaconato
Permanente.
La formazione è fondamentale e
questo cammino diventa prioritario ad ogni altro impegno perché è
già considerato come servizio ecclesiale. Questo periodo è
strutturato su quattro anni di studio,
così come viene proposto dal delegato vescovile
diocesano all’interno del progetto sottoposto e approvato dal nostro
Vescovo.
All’interno del cammino
una particolare cura viene riservata anche alla “formazione delle
mogli e dei figli”; questo comporta incontri con le famiglie
dei candidati sposati e la possibilità di una convivenza estiva con
loro, che in questi ultimi anni si è svolta a Caspoggio nel mese di
agosto. Il cammino inizia dopo che il
parroco, attraverso una domanda scritta, presenta il candidato al
delegato vescovile che lo accoglie.
L’aspirante inizia così l’anno propedeutico che ha come scopo
il discernimento vocazione in ordine all’assunzione degli
impegni specifici del Diaconato Permanente. In particolare
all’aspirante è chiesto di verificarsi sulla figura del
diacono permanente e sulla capacità di integrare famiglia, lavoro e
servizio ecclesiale. Deve mostrare di essere capace di ben
distribuire le proprie forze nel servizio pastorale. Deve dare prova
di solidità umana e spirituale nella conduzione di vita e saper
provvedere in modo adeguato alla cura umana e cristiana dei figli
così che non sorgano situazioni conflittuali tra il dovere di padre
e gli impegni di servizio pastorale derivante dal futuro ministero.
L’anno propedeutico prevede
un’introduzione allo studio della teologia e un approfondimento
circa il ministero diaconale e si chiude con il rito liturgico
dell’ammissione tra i candidati. All’interno del rito ciascun
aspirante, dopo aver verificato con i responsabili della formazione
le motivazioni che lo portano alla scelta, dovrà esprimere
chiaramente e per iscritto, alla competente autorità, l’intenzione
di impegnarsi per il servizio della Chiesa particolare, significando
in tal modo l’adesione ad un ministero ecclesiale e la piena
disponibilità al servizio.
Compiuto questo gesto inizia il vero e
proprio cammino di formazione che implica la frequenza scolastica
settimanale, la partecipazione ai ritiri mensili, agli esercizi
spirituali proposti prima dell’ordinazione. La sede della formazione
e del Diaconato Permanente è il Seminario Vescovile di Como, che
mette a disposizione anche tutto quanto è necessario per
l’accoglienza dei candidati e delle famiglie.
La formazione teologica non deve
essere affrettata e nemmeno superficiale, perché i compiti dei
diaconi sono di tale importanza da esigere una formazione solida ed
efficiente; serve una formazione dottrinale che sia maggiore di
quella di un semplice catechista e, in qualche modo, analoga a
quella dei sacerdoti.
L’aspirante sposato ricercherà
un’autentica spiritualità famigliare in intesa con la propria
moglie, perché fonte della loro vita spirituale è prima di tutto il
sacramento del matrimonio. E’tenuto alla frequenza dei
ritiri mensili coinvolgendo, quando è indicato, la moglie e i figli
e manterrà un costante confronto con il proprio direttore
spirituale, con il responsabile della sua comunità e con il delegato
vescovile, con i quali valuterà la possibilità concreta di assumere
particolari incarichi pastorali. L’aspirante coniugato è chiamato a
confrontarsi seriamente anche con la propria moglie.
Per la Formazione Teologica
i corsi sono articolati in un triennio; prevedono un totale di
almeno cento ore annuali di lezione e una verifica finale chiude
ogni singolo corso. Il candidato ha l’obbligo della frequenza ai
corsi di teologia e le eventuali assenze devono essere giustificate
o concordate con il delegato vescovile.
Le discipline fondamentali sono le
seguenti: Sacra Scrittura: Introduzione all’Antico e al Nuovo
Testamento. Teologia sistematica: Trinitaria, Cristologia,
Ecclesiologia, Teologia fondamentale, Antropologia, Teologia morale
fondamentale e speciale, Liturgia (l’Anno liturgico), i sacramenti,
la Storia della Chiesa. Seguono corsi integrativi che riguardano le
seguenti tematiche: Teologia spirituale, Diritto canonico, Liturgia
(la liturgia delle Ore), Catechetica, Pastorale.
L’impegno per la formazione non si
esaurisce con i corsi triennali; essa sarà sempre aggiornata e
completata con una formazione permanente dei diaconi.
Di fondamentale importanza è la
formazione spirituale del candidato che deve avere il suo fondamento
e riferimento nella persona di Gesù Cristo, il Figlio di Dio fattosi
servo di ogni uomo e nella Chiesa. Il candidato deve alimentare la
propria fede attraverso la Parola di Dio meditandola
quotidianamente, e vivendola, guardando soprattutto agli esempi di
carità che la storia della Chiesa offre. Il candidato
coniugato deve continuare a trovare alimento del cammino spirituale
nel sacramento del matrimonio e nella spiritualità famigliare,
mentre il candidato celibe deve riscoprire sempre più la figura di
Cristo casto che si dona completamente a Dio e ai fratelli.
L’abitudine alla recita della liturgia
delle Ore quotidiana, il sacramento della penitenza e la direzione
spirituale, i ritiri e gli esercizi spirituali, la devozione alla
Vergine contrassegnano il cammino e il progresso spirituale dei
candidati.
In particolare il primo anno la
formazione spirituale prevede degli incontri che chiariscono al
candidato il fondamento della sua scelta vocazionale;
nel secondo, dopo il rito di ammissione, la formazione
spirituale prepara al ministero del lettorato: la centralità
della Parola assimilata e annunciata; nel terzo anno, in
preparazione al ministero dell’accolitato, il tema centrale
è l’Eucaristia. Dopo il ministero dell’accolitato, la preparazione
spirituale si concentra su Cristo servo, fondamento del servizio di
cui il diacono è segno dentro la Chiesa.
Il senso del diaconato e il suo
esercizio devono crescere ed essere visti in relazione a una Chiesa
che cresce nella consapevolezza di essere missionaria, aperta ai
suoi ministeri e a tutti i carismi in particolare. In questa Chiesa
ognuno deve ricevere una sua formazione particolare e specifica,
perché la vocazione alla quale è stato chiamato il battezzato sia
sempre più evidente -
CAIROLI MARIO,
diacono
data ultimo aggiornamento:
Wednesday 06 May 2009 17.57.26 Il presente sito è ottimizzato per l'utilizzo di Internet Explorer versione 4 e
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