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a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

diaconicomo


 

DIACONATO PERMANENTE IN DIOCESI

Il diacono, ministro dell’altare.

Il vangelo di Giovanni della lavanda dei piedi racconta come durante la cena, con le parole «fate anche voi come ho fatto io», Gesù, dopo aver istituito il sacerdozio e quasi volendolo meglio specificare, istituisce la “diaconia”, elevando così il “servizio” a legge fondamentale per la Chiesa. Si può dire anzi, che eucaristia e diaconia siano due facce di una stessa realtà di spoliazione e di offerta di sé, preludio al momento dell’innalzamento. Esiste dunque un intimo legame tra eucaristia e diaconato, che della diaconia è l’espressione sacramentale.

Come ricordava il Card. Piovanelli, nell’ultimo convegno dei diaconi in Assisi (31 luglio-3 agosto 2002), i diaconi sono quelli che, come l’evangelista Giovanni, raccontano il gesto compiuto da Gesù nell’ultima Cena, scrivendolo con i gesti e gli atteggiamenti di tutta la loro vita. “Accanto al sacerdote”, aggiungeva, “durante la celebrazione dell’Eucaristia, voi diaconi ricordate a tutti – per primi al vescovo e al presbitero che presiedono – che, per far memoria di quello che Gesù ha fatto nell’ultima cena, è indispensabile il grembiule del servizio”.

La presenza del diacono durante la celebrazione eucaristica è allora presenza sacramentale, segno visibile, cioè, della presenza in mezzo ai suoi del Signore Gesù, che per amore si fa servo dell’uomo fino al sacrificio della Croce. Per questo legame stretto che unisce Croce e diaconia, il diacono adempie quel particolare ministero che è conosciuto come “ministero al calice”. Allo stesso modo in cui il vescovo ed il presbitero sono il segno sacramentale di Cristo che è capo e che offre il sacrificio gradito a Dio, il diacono nella celebrazione eucaristica si pone accanto al vescovo e al presbitero per ricordare che, nell’offerta di sé e nel sacrificio della Croce, Cristo ha espresso la massima diaconia, espressione del massimo suo amare l’uomo.

Questo legame tra eucaristia e diaconia si esplicita in alcuni gesti e compiti che il diacono esegue durante la celebrazione eucaristica: la proclamazione del vangelo per il servizio della Parola, l’enunciazione delle intenzioni della preghiera universale espresse dall’assemblea, la presentazione delle offerte al presidente a nome di tutti i convocati nell’assemblea e la distribuzione ai fedeli della comunione eucaristica.

Perciò i diaconi sono chiamati anche ministri della soglia o ministri dell’intermediazione perché si pongono come mediatori tra il presidente e l’assemblea. “Sono mediatori, cioè sacerdoti nel senso più vasto della parola, non tra Dio e il mondo - l’unico mediatore essendo e rimanendo il Cristo, come dice la lettera agli Ebrei (12,24) – ma tra Cristo, di cui sono ministri, e la Chiesa e il mondo” (G.P.Cigarini)

Leondino Cipolletti, diacono.



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.57.25

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