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Liturgia

diaconato

 



 

 

 

 

a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

diaconicomo


 


 

Il diacono

ministro dell'altare

(Corso di liturgia a Fara Sabina)

 

Nel suo ministero il diacono terrà sempre viva la consapevolezza che ogni celebrazione liturgica, in quanto opera di Cristo sommo ed eterno sacerdote e del suo corpo, che è la Chiesa, è azione sacra per eccellenza, e nessun’altra azione della Chiesa, allo stesso titolo e allo stesso grado, ne eguaglia l’efficacia

 

S.E. Rev.Mons. LINO FUMAGALLI

Vescovo di Sabina-Poggio Mirteto

Il diaconato permanente in Italia sta vivendo un momento molto bello e molto delicato. Spetta a voi far crescere questa realtà. Dà buoni frutti. Anche se per molti aspetti è una realtà poco conosciuta e poco apprezzata talvolta da sacerdoti, presbiteri e parroci. Non come sostituzione del clero mancante, ma come grado proprio dell’Ordine Sacro. Il Diacono permanente può farsi carico di una situazione al momento difficile in mancanza del Sacerdote, ma ciò non deve costituire la regola. Non deve neppure essere solo elemento indispensabile della celebrazione liturgica. Egli deve essere Ministro della Parola, del Calice e dell’Altare. Occorre pazienza e comprensione delle varie sensibilità diocesane, perché pur se antichissimo il vostro è un grado dell’Ordine ripristinato solo di recente. In una teologia ormai accertata LG.20-21-27-29, vedono la restaurazione come un necessario collaboratore nell’opera di Cristo Servo e Pastore. Almeno nelle celebrazioni più importanti deve usare la dalmatica, proprio per evidenziare le sue particolari funzioni, diverse da quelle del presbitero. Il Vescovo esercita la sua veste diaconale tramite l’ausilio dei Diaconi e la sua veste presbiterale, grazie alla cooperazione dei presbiteri. Ma è un cammino lungo e difficile. Mons. BRANDOLINI, che ha ripristinato a Roma, in origine, il Diaconato permanente, ha avuto, sempre in origine, notevolissime difficoltà, ma poi il clero si è ricreduto. Il Diaconato deve far transitare la Chiesa in un ambito Ministeriale, ovvero una Chiesa tutta a servizio della Koinonia. Una particolare attenzione dovrà sempre essere posta alla formazione permanente, culturale, spirituale, pastorale, cristologica e alla preghiera personale, che è poi alla base della preghiera liturgica.

Il mondo ha bisogno di contemplativi e di profeti. IL PRIMO SERVIZIO E’ L’ESSERE E NON L’AGIRE. Ergo: aprire il cuore e contemplare il volto sofferente di Cristo.

Un’altra cosa che si raccomanda è la DISPONIBILITA’ ad ogni esigenza del Vescovo e della Chiesa.


    


data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.57.04

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