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Gruppo Diaconi
Diocesi
di Como
c/o Seminario Vescovile
via Baserga, 81 – 22100 Como
tel. 031/3388111–fax 031/3388150
“Il Diaconato permanente nella Chiesa”
Cos’è il Diaconato permanente.
Nella Chiesa apostolica fino alla fine del V secolo.
La Chiesa, sin dall’età apostolica, ha sempre tenuto in grande
venerazione l’ordine sacro del diaconato.
Ne fa fede S. Paolo nelle sue lettere. Ai Filippesi così scrive:
“Paolo e Timoteo, servi di Cristo Gesù, a tutti i santi in
Cristo Gesù che sono a Filippi, con i vescovi e i diaconi.
Grazie a voi e pace da Dio, Padre Nostro, e dal Signore Gesù
Cristo” (Fil. 1,1.2).
Nella prima lettera a Timoteo, offre alcune istruzioni sullo
stile di vita dei diaconi e sul discernimento necessario per la
loro assunzione al ministero: “I diaconi siano dignitosi,
non doppi nel parlare, non dediti al molto vino né avidi di
guadagno disonesto, e conservino il mistero della fede in una
coscienza pura. Perciò siano prima sottoposti a una prova e poi,
se trovati irreprensibili, siano ammessi al loro servizio. I
diaconi non siano sposati che una sola volta, sappiano dirigere
bene i propri figli e le proprie famiglie. Coloro infatti che
avranno ben servito, si acquisteranno un grado onorifico e una
grande sicurezza nella fede in Cristo Gesù” (1 Tim.
3,8-10.12-13).
Nei testi antichi, all’inizio del diaconato c’è l’episodio
dell’istituzione dei sette uomini di buona reputazione,
pieni di Spirito Santo e di saggezza…(At 6,1-6),
ai quali gli apostoli affidano l’incarico del servizio della
carità.
Sono chiamati a collaborare con il ministero apostolico dei
vescovi, nella fedeltà e nella dedizione ai suoi compiti
essenziali e insieme nella sollecitudine e nella cura delle
contingenze più concrete.
Sant’Ignazio vede nei diaconi e nella loro disponibilità al
vescovo una particolare immagine di Gesù Cristo, del quale
esercitano la diaconia: “E’ necessario che anche i diaconi, i
quali sono i ministri di Gesù Cristo, riescano in ogni modo di
gradimento a tutti. Essi, infatti, non sono diaconi che
distribuiscono cibi e bevande, ma ministri della Chiesa di Dio.
Il rito dell’ordinazione del diacono mediante l’imposizione
delle mani da parte del solo Vescovo, poiché non è
ordinato per il sacerdozio, ma per il servizio del vescovo, con
il compito di eseguirne gli ordini.
Si raccomanda al diacono una comunione stretta e cordiale con il
vescovo: “egli sia l’orecchio del vescovo, la sua bocca,
il suo cuore, la sua anima: due in una sola volontà”.
Ripristino nella Chiesa attraverso il Concilio Vaticano II
Il Concilio Vaticano II ripropone la dottrina sul diaconato come
ordine sacro nella costituzione dogmatica sulla Chiesa, Lumen
Gentium.
La pienezza del sacramento dell’ordine che il concilio così
presenta nei suoi collaboratori: ”Il ministero
ecclesiastico di istituzione divina che viene esercitato in
diversi ordini da quelli che già anticamente sono chiamati
vescovi, presbiteri, diaconi” (LG, 28).
In un grado inferiore della gerarchia, stanno i diaconi, ai
quali sono imposte le mani “non per il sacerdozio ma per
il servizio” (LG, 29). Con questa antica formula che
distingue i diaconi dai presbiteri, il concilio invita a
comprendere la specificità del ministero dei diaconi.
Chiamati “al servizio del popolo di Dio, in comunione col
vescovo e il suo presbiterio, nella diaconia della liturgia,
della parola e della carità”.
Il diacono si fa interprete delle necessità e dei desideri delle
comunità cristiane, animatore del servizio, ossia della
diaconia della chiesa presso le comunità cristiane
locali, segno o sacramento dello stesso Cristo Signore, il
quale non venne per essere servito, ma per servire”
(Mt 20,28). Il diacono
sta più dalla parte della comunità, si fa interprete dei
desideri e delle necessità della gente.
Chi
è il Diacono.
Il diacono nel suo grado personifica Cristo servo del Padre,
partecipando alla triplice funzione del sacramento dell’ordine:
è maestro, in quanto proclama e illustra la Parola
di Dio; è santificatore, in quanto amministra il
sacramento del Battesimo, dell’Eucaristia e i sacramentali; è
guida, in quanto animatore di comunità o settori
della vita ecclesiale. In tal senso, il diacono contribuisce a
fare crescere la chiesa come realtà di comunione, di servizio,
di missione.
L’ordinazione sacramentale, proprio in quanto tale, configura
secondo una modalità loro specifica i diaconi a Gesù Cristo.
Essi sono costituiti nella chiesa come segno vivo di Gesù,
Signore e Servo di tutti.
Sono consacrati e mandati al servizio della comunione
ecclesiale, sotto la guida del vescovo con il suo presbiterio.
Non sono ordinati per presiedere l’Eucaristia e la comunità, ma
per sostenere in questa presidenza il vescovo e il presbitero. I
diaconi … sono chiamati ad esprimere la figura di Gesù Cristo
servo, ricordando così anche ai presbiteri e ai vescovi la
natura ministeriale del loro sacerdozio, e animando con essi,
mediante la Parola, i sacramenti e la testimonianza della
carità, quella Diaconia che è vocazione di ogni
discepolo di Gesù e parte essenziale del culto spirituale della
chiesa.
Il senso del diaconato e il suo esercizio devono essere visti in
relazione a una chiesa che cresce nella consapevolezza di essere
chiesa missionaria chiamata alla sua missione ad gentes.
La restaurazione del Diaconato Permanente non è la riesumazione
di un reperto archeologico o di una risposta alla scarsità dei
presbiteri, e neanche per manifestare un tentativo di
efficientismo, ma ha una sua vocazione specifica, un suo
ministero, un suo carisma particolare che non deve essere
svilito o snaturato ed usato in modo strumentale o per fare
tutto.
Il
cammino di formazione.
La formazione è strutturata su un cammino di quattro anni.
Nel triennio i corsi sono legati all’approfondimento di materie
teologiche:
Teologia fondamentale
Teologia dogmatica
Teologia morale
Teologia sacramentaria
Scrittura
Nel quarto anno i corsi hanno una fisionomia più pastorale:
Catechesi
Liturgia
Pastorale ecclesiale, famigliare, sociale, ministero
In questi quattro anni verso il l’Ordinazione Diaconale il
cammino passa attraverso alcune tappe significative legate ai
ministeri:
Domanda
(nel caso di sposati anche la moglie deve formulare domanda
scritta di consenso; questo avviene anche al momento
dell’ordinazione)
Lettorato
Accolitato
Cosa è
chiamato a fare.
Assistere il Presbitero e il Vescovo nella celebrazione
Eucaristica
Annunciare il Vangelo
Predicare la Parola di Dio
Distribuire l’Eucaristia
Portare l’Eucaristia agli ammalati
Presiedere al rito del funerale e della sepoltura
Amministrare solennemente il Battesimo
Assistere e benedire il Matrimonio
Celebrare la Liturgia della Parola
Portare il Viatico ai moribondi
Svolgere opera di catechesi e di annuncio della Parola di Dio
Promuovere e sostenere opere di carità
Siamo:
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Delegato vescovile D.P. |
Don Daniele Maola |
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Diaconi Permanenti: |
Ordinati il 13 settembre 1997
Diego Busi - Lierna (Lc)
Mario Cairoli - Como
Leondino Cipolletti -
Cittiglio (Va)
Franco Panetta -
Maccio (Co)
Ordinato nel settembre 1998
Roberto Bernasconi -
Rebbio -Como
Ordinato nel settembre 1999
Walter Scotti - Tirano
(So)
Ordinati nel settembre 2001
Angelo Gallone -Monte Olimpino
Gianluigi Monti - Cermenate
Ordinato
nel settembre 2003
Costanzo Giotta - Castione (So)
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Accoliti: |
Fabrizio
Furgoni - Maslianico |
| Lettori: |
Giovanni Cavazzin -Caravate (Va)
Enzo Capitani - Sondalo (So) |
| Candidati: |
Alberto Conti- Fino Mornasco
(Co)
Bruno Pravato - Como
Salvatore La Sala - Gemonio (Va)
Lorenzo Giana - Morbegno (So)
Tiziano Brenna - Rovellasca (Co) |
Documenti della Chiesa
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I diaconi permanenti nella Chiesa
in Italia 1993
CEI
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Diaconi permanenti -
1998 - Congregazione per il clero
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