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a cura del diacono Leondino Cipolletti  

disegni e vignette di Silvia Cipolletti

diaconicomo


 


 

Comunità del diaconato in Italia

 

RINNOVARSI

NELLA

CONTINUITA’

 

REDAZIONE

 

Gli sforzi e i desideri di molti sono arrivati a compimento: il rinnovamento della Comunità del diaconato in Italia è stato avviato con un'ampiezza di rappresentanza e un numero di partecipanti, qualche mese addietro, davvero impensabile. Lo scorso 14 febbraio, su circa 400 iscritti all'associazione, erano presenti in 153 con 99 deleghe, con una netta prevalenza di diaconi dell'Italia meridionale (che ha ottenuto il 50% dei seggi) e dell'Emilia Romagna (cui è andato il 40% dei seggi). Questo risultato, in attesa di una riflessione più ponderata, rende evidente gli elementi di novità e di continuità presenti nel nostro diaconato e fedelmente registrati dalla composizione della Comunità. Le votazioni, infatti, hanno fotografato la realtà attuale del diaconato italiano che ha visto negli ultimi dieci anni un incremento notevole delle ordinazioni nel Sud, mentre profonde restano le radici dell'eredità lasciata da don Alberto Altana nella sua regione.

Il rinnovamento della composizione del Consiglio dovrebbe spingere ad un cambiamento nello stesso orientamento diaconale della Comunità, se vuole farsi carico delle questioni urgenti e rilevanti che oggi affaticano la vita della chiesa intera e che, in particolare, caratterizzano l'attuale stagione ecclesiale nel nostro paese. Tra tutte, due in particolare mi sembrano strettamente collegate alla rinnovata presenza della diaconia ordinata all'interno delle comunità cattoliche. La prima è la questione dell'esercizio dell'autorità nella Chiesa che dovrà essere sempre più collegiale e duttile, attenta a quella centralità dell'uomo riaffermata da Gesù Cristo e perciò rispettosa della sua libertà e autonomia. La seconda è una vicenda più segnatamente italiana e riguarda l'ormai iniziata, e ancora incerta, fase di consolidamento dei movimenti dopo la vivace stagione di fondazione ormai dovunque conclusa.

I diaconi sono esposti in prima fila in tutte e due le problematiche appena accennate, non soltanto come spettatori di un cambiamento nell'azione ministeriale ma come protagonisti di un dialogo aperto e soddisfacente tra i vari gradi dell'ordine e tra i vari portatori di carismi. Tutta da verificare è la reale tenuta dei movimenti e la loro effettiva attitudine a partecipare a forme di sinodalità ecclesiale, tenendo conto di due dati quanto mai indicativi: il fatto che si va ormai esaurendo la spinta missionaria degli inizi e il fatto che un buon numero di diaconi provengono dai vari movimenti. I diaconi oggi, più degli altri due gradi dell'ordine, sono chiamati a testimoniare l'esemplarità unica del servizio cristiano, della sua inarrivabile gratuità. Per questa ragione si devono interessare, non soltanto delle problematiche tipicamente ministeriali, ma di una testimonianza di servizio a misura ecclesiale da rendere al mondo perché vedendo creda.

Ci vuole ancora una volta un colpo d'ali che ci aiuti a comprendere, dopo trent'anni di presenza diaconale in Italia, quale immagine di Chiesa si sta realisticamente disegnando sotto i nostri occhi appesantiti. La diaconia ordinata è riuscita a dare una più decisa impronta di ser­vizio alle nostre strutture ecclesiali e all'azione pastorale delle nostre comunità? In altre parole, il ritrovato ministero diaconale sta contribuendo a creare una diversa e più sentita ecclesiologia di comunione? Per questo sentire ecclesiale rinnovato che solo può dare ai nostri diaconi un nuovo impulso e una motivazione più biblica e sacramentale vale la pena scommettere in un rinnovamento ancorato alla continuità della grazia fin qui accolta dalla nostra chiesa.

 

Presentiamo qui di seguito il saluto iniziale dato del presidente uscente della Comunità del diaconato in Italia, il diacono Lorenzo Tagliaferri, ai lavori dell'assemblea di Frascati e le parole con cui il nuovo presidente dell'Associazione, il diacono Enzo Petrolino, ha accolto il suo nuovo impegno a servizio della Comunità. Infine riportiamo le espressioni augurali del cardina­le Camillo Ruini, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in occasione della prima assemblea dell'Associazione.

 

Un saluto cordiale a tutti i partecipanti ed in particolare al vescovo mons. Pietro Bottaccioli che, quale incaricato della C.E.I. per il diaconato permanente nella Commissione clero, religiosi e consacrati, ha accettato di seguire tutti i lavori di questa importante assemblea. Si tratta di un evento di grazia che permette a tutti noi che abbiamo accettato di fare un percorso di rinnovamento della comunità, di guardare alle prospettive future della nostra realtà con maggior vigore, con la speranza che il diaconato permanente possa espandersi come vero fattore di rinnovamento di tutta la Chiesa. Per ora ringraziamo il Signore che ci ha seguiti con fedeltà nel cammino di rinnovamento che fa registrare una presenza significativa di 160 partecipanti all'assemblea e circa 400 iscritti all'associazione. In questi ultimi mesi l'associazione ha curato con intenso lavoro dapprima la stesura del nuovo statuto, approvato nell'assemblea del 18 ottobre 2003 e, successivamente, ha preparato quest'assemblea con un forte impegno su vari fronti che si è protratto per circa quattro mesi. Oggi per grazia del Signore possiamo celebrare quest'assemblea in un contesto di pace e di ringraziamento al Signore stesso per aver raggiunto questo traguardo.

Questi quasi quattro anni di mia presidenza iniziati subito dopo il convegno della C.E.I. di Collevalenza del 30 marzo - 1 aprile 2000 sono stati sottolineati da un consolidamento dei rapporti tra la nostra comunità e la C.E.I. con vari incontri tenutisi a Gubbio, a Faenza, a Roma con i vertici responsabili della C.E.I, a partire dal vescovo Pietro Bottaccioli, al vescovo Italo Castellani e per ultimo con S.E. mons. Giuseppe Beton, segretario generale della C.E.I. È stato un cammino paziente ma fruttuoso, prova ne è la presenza a quest'assemblea del vescovo Bottaccioli e la lettera che il presidente cardinale Camillo Ruini ci ha inviato per i nostri lavori. Da questi fatti c'è da sperare che il diaconato permanente in Italia possa nei prossimi anni procedere con più scioltezza e maggior convinzione da parte di tutti gli interessati. Il cammino della mia presidenza è stato inoltre contrassegnato da quattro incontri interregionali a San Marino, a Gubbio, a Milano, a Martina Franca ed infine dal convegno nazionale ad Assisi (31 luglio - 3 agosto 2002) tutti sul tema "Tempo di pace, tempo di diaconia - Il diacono ministro della speranza ", convegni che hanno contribuito ad un maggior dialogo e confronto tra noi e sono serviti a preparare l'assemblea che stiamo celebrando. Il compito a me affidato di portare l'associazione su nuove prospettive di fermento ed animazione «aperta a tutti i fedeli per condividere insieme i doni di grazia» credo che con la misericordia del Signore e l'aiuto dei fratelli sia stato svolto: di qui la mia decisione di dimettermi dall'incarico ricevuto. Dal sottoscritto, pertanto, non può che venire un plauso a tutti coloro che hanno iniziato il percorso di rinnovamento della nostra comunità con l'augurio forte e fraterno ai nuovi eletti di un ulteriore cammino di comunione per il bene di tutte le Chiese locali e del diaconato permanente.

Lorenzo Tagliaferri

 

 

Carissimi,

è con grande trepidazione, ma nello stesso tempo con grande gioia, che mi accingo in una veste nuova a proseguire il mio impegno a servizio della Comunità del Diaconato in Italia. È un dono per il quale sono profondamente grato al Signore; ma sono grato anche a tutti voi - quelli presenti a Frascati come quelli impossibilitati a venire - che mi avete sostenuto nell'assunzione di questa nuova responsabilità. Alla luce dell'esperienza maturata, in questo momento sento il bisogno di condividere con voi la consapevolezza che davvero l'Associazione è per noi una grande famiglia, luogo di incontro e di reciproco arricchimento, dove ognuno è chiamato - secondo il proprio stato di vita e il proprio carisma - a dare un fattivo e concreto con­tributo per la crescita del diaconato nelle nostre chie­se locali.

A tal proposito, mi piace ricordare quello che ribadisce il nuovo statuto quando sottolinea che quello del­la Comunità è un servizio di promozione, motivato non solo dalla connotazione “pastorale” insita nel nostro ministero, ma soprattutto dal fatto che esso deve essere «espressione e fattore del rinnovamento della Chiesa»: il diaconato infatti contribuisce a che «la Chiesa diventi sem­pre più serva e povera», vivendo la testimonianza del Vangelo non solo «nel tempio», ma soprattutto «fuori dal tempio», dove più urgenti sono oggi le sfide delle vecchie e nuove povertà.

Nello spirito degli articoli 1 e 5 del­lo statuto, che meglio esplicitano la forma associativa della Comunità definendola «un'associazione di fedeli» - chierici e laici, uomini e donne -, il nostro «servizio di animazione» è, e sempre più deve essere, aperto a tutti, nell'individuazione e realizzazione delle varie e molte­plici attività di studio ed approfondimento, condivisione di esperienze, incontri di preghiera e momenti di incontro. Un servizio di animazione, allora, paragonabile all'azione del lievito che fermenta e fa crescere la pasta: ecco quello che viene chiesto dalla Comunità ad ogni aderente. Per questo, oggi, guardando fiduciosamente al lavoro che ci attende, chiedo il vostro sostegno: per portare avanti insieme l'impegnativa missione, e nello stesso tempo l'affascinante avventura, che è la promozione del diaconato nelle nostre realtà ecclesiali, come realtà sacramentale, carisma che favorisce la continua conversione della comunità cristiana, servizio all'unità nella singola comunità e tra le diverse comunità. Queste, come sapete, sono le linee guida dei futuri impegni assunti dal Consiglio Direttivo eletto dall'Assemblea della Comunità del Diaconato in Italia a Frascati, nel corso dell'incontro tenutosi il 13-14 febbraio 2004.

Nella riflessione che accompagna questo momento di nuova responsabilità, mentre esprimo ancora il mio grazie al Signore e a voi tutti, il mio pensiero va anche ai molti amici che in questi anni mi hanno sostenuto nell'impegno a servizio del diaconato (vescovi, preti e laici), ed in modo particolare a don Alberto - cui devo in buona parte l'aver preso coscienza della mia vocazione e il cammino di maturazione all'interno della Comunità - ed ai confratelli e amici di Reggio Emilia; e ancora, a don Giuseppe Bellia, per il suo prezioso servizio di animazione a favore della diaconia ordinata nella nostra Chiesa e per il suo in­faticabile impegno nel condurre la rivista "Il diaconato in Italia ", la nostra rivista che va sostenuta e promossa. Un riconoscente pensiero a nome di tutti rivolgo anche a mons. Bottaccioli, per il lavoro che egli ha svolto in questi anni come delegato della Commissione episcopale per il Clero per il diaconato in Italia, in maniera sempre discreta, puntuale e competente. A nome della Comunità, a lui riconfermo una piena disponibilità di collaborazione nei modi e nelle forme che i vescovi italiani ri­terranno più opportuni per la crescita del nostro ministero. Ed esprimo di cuore un sincero grazie a Lorenzo, perché da presidente ha saputo "traghettare" la Comunità, con tenacia e saggezza, verso un nuovo assetto organizzativo ed operativo. La strada già percorsa ha dato buoni frutti; dal lavoro generoso e dalla fedeltà alla diaconia cui siamo stati chiamati altri certamente ne verranno, seminati dal soffio libero e vitale dello Spirito, che sempre guida la nostra mano e i nostri passi verso il bene comune in questo tempo della Chiesa e della nostra storia.

Enzo Petrolino

 

 

Conferenza Episcopale Italiana

Roma, 10 dicembre 2003

 

Reverendo Diacono,

ho ricevuto la Sua lettera del 23 novembre u.s. con la quale mi dà notizie della prima assemblea dei fedeli aderenti all'Associazione Comunità del Diaconato in Italia. Non mi è purtroppo possibile partecipare alla vostra iniziativa e desidero, con la presente, esprimere i miei rallegramenti. È ben noto il contributo provvidenziale che la Comunità del Diaconato in Italia di Reggio Emilia ha offerto, con tenacia e generosità, allo sviluppo del diaconato in Italia secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II. Certamente i vescovi italiani continuano a guardare con interesse, attenzione e fiducia allo sviluppo di questo ministero ordinato per il servizio alla Chiesa. Ricordiamo tutti - in proposito - la bella iniziativa promossa dalla nostra Commissione Episcopale per il Clero nella primavera del 2000 a Collevalenza e le sue conclusioni incoraggianti.

Non posso che lodare e benedire una iniziativa - come la presente - destinata in realtà ad allargare - nel popolo di Dio che vive in Italia- l'interesse e l'attenzione per la vocazione al ministero diaconale. Il fatto che sia «un'associazione di fedeli che guardano al diaconato permanente come dono di grazia» - come ella dice nella sua lettera - va proprio in questa direzione. Con gli auguri più cari nel Signore Gesù che non è venuto per essere servito ma per servire, la prego di estendere i miei saluti cordiali a S.E. mons. Bottaccioli - che tanto ha fatto in questi anni, con intelligenza e amore non comuni, per sostenere diaconi e diaconato -, a S.E. mons. Monari e agli altri vescovi presenti, ai presbiteri, ai diaconi, ai reli­giosi, alle religiose e ai laici intervenuti all'Assemblea.

Con ogni cordialità,

Camillo Card. Ruini

 

 

 



data ultimo aggiornamento: Wednesday 06 May 2009 17.56.56

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