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Come
dice il titolo stesso, “Tempo di pace, tempo di diaconia”,
tutti gli interventi (cinque in totale) si sono occupati del
rapporto stretto che lega la diaconia alla Pace. Il diacono in
questo è ministro della speranza perché il servizio ordinato
ha un suo ruolo in ordine alla Pace, che è il frutto per
eccellenza dello Spirito: pace nel mondo ma anche nella
Chiesa, tra i vari gradi della gerarchia, pace tra i
cristiani, pace tra nord e sud del mondo.
Sempre
in ordine al rapporto tra diaconia e pace, con la relazione di
Mons. Henry Teissier, vescovo di Algeri, e la testimonianza di
Jean Pierre Hiron, diacono della Cabilia (Algeria), il
convegno ha affrontato la questione della diaconia in un luogo
di frontiera, toccando in concreto le problematiche dei
rapporti con l’Islam, nel tentativo di portare un contributo
che possa essere utile a chiarire le modalità di esercizio
della diaconia nei vari contesti italiani, segnati dalla
presenza sempre più numerosa di comunità e gruppi islamici.
Riporto
ora alcuni appunti presi in occasione dei vari interventi:
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